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Recensione: Il bambino del treno

Creato il 01 febbraio 2018 da Annalisaemme @annalisaemme

Recensione: Il bambino del trenoIl bambino del treno
di Paolo Casadio
Editore: Edizioni Piemme
Prezzo Cartaceo: € 17,50
Pagine: 240
Il bambino del treno" di Paolo Casadio è un racconto sulla resistenza dell’animo umano nell’accettare la verità, quando questa si rivela agghiacciante. Giovanni, Lucia e Romeo sono una famiglia felice e conducono la tipica vita del capostazione: un’esistenza sulle rotaie, con i tanti treni che passano e fanno oscillare gli oggetti in casa. Per loro è un’abitudine e il contorno di montagne, torrenti e mulattiere pian piano diventa affascinante. Quando Giovanni Tini ha accettato di fare il capostazione in quel posto sperduto insieme alla moglie incinta pensava infatti di aver fatto la scelta sbagliata, immersi in quel niente e in quella solitudine. Con la nascita di Romeo però tutto cambia e si trasforma e quel silenzio si riempie delle grida del bambino, dei suoi urletti e della sua trascinante felicità. Romeo passa le giornate a guardare i treni che passano e la seconda guerra mondiale sembra un eco lontano. Giovanni si è dovuto iscrivere al partito fascista per avere il lavoro, ma non sa bene che cosa significhi. Lì sono all’oscuro da tutto, fino a quella terribile sera del 1943. La notte è colorata dai fiocchi di neve che scendono a dicembre e Romeo è voluto uscire con Giovanni per vedere l’ultimo treno che deve arrivare. Quello è il momento che segna un prima e un dopo nella loro esistenza perché i vagoni che passano sono pieni di uomini, donne e bambini che gridano disperati perché la loro destinazione è la Germania e i campi di concentramento. In "Il bambino del treno", da quella verità Giovanni e Romeo non possono più fuggire, ma forse tra i binari possono cambiare il destino di qualche vita.


Recensione: Il bambino del trenoIn questi giorni, si celebra un po’ ovunque in Italia, la “settimana della memoria”, per ricordare la terribile persecuzione contro gli ebrei, che può a tutti gli effetti essere considerata la più grande crudeltà verso l’umanità, degli ultimi decenni; questo romanzo, ne celebra la grandezza. Narra le vicende di un’umile famiglia, il cui padre decide di ricoprire il ruolo di capostazione. La vicenda ha inizio nel 1935, quando la famiglia Tini giunge alla stazione di Fornello, una località di montagna aspra e chiusa. Nel frattempo, il mondo antico andava in dissoluzione, le regole si frantumavano nel nome di un ordine nuovo e pericoloso che suddivideva le persone in due categorie: chi nasceva dalla parte giusta e chi da quella sbagliata. Giovannino Tini (capostazione), la moglie Lucia (incinta di chi sarà il protagonista di questo libro, vale a dire il piccolo Romeo), e Pipito, cagnolino delizioso, che a mio giudizio, rivestirà un ruolo chiave nell’intera vicenda. La tranquilla vita della famiglia Tini verrà messa a soqquadro dall’arrivo di treni diretti ai lavori forzati, che finiranno col transitare appunto per la loro stazione. All’interno di questi treni, tutti in piedi, pigiati in poco spazio, tra i deportati, il piccolo Romeo Tini, riuscirà a scorgere gli occhi di Flavia Sermoneta. Da quel visino sente la tensione ed è un percepire tagliente che lo perfora, lo scardina. Ha così inizio una storia di amicizia infantile, un legame delizioso, che si affaccia in un momento storico terribile. Percepibile la sofferenza sorda e continua percepita con le verità ed i limiti della sensibilità infantile e la mortificazione d’esser considerata indegna di una vita normale. Ho adorato il personaggio di Romeo, che mi sento di definire un piccolo grande eroe; ad esempio, quanto Flavia gli ha chiesto che cos’è per lui la felicità, ed il bimbo risponde senza alcuna esitazione: “ Una stazione con dentro la mia famiglia ed un cane”. Per tutta la sua vita, Romeo terrà fede al significato del suo nome, alla forza dei sentimenti, alla lealtà del suo essere innamorato. O forse semplicemente, sono le conseguenze del famoso bagnetto con le foglie di castano. Un romanzo bellissimo, perfetto per non “dimenticare” e per comprendere come anche all’interno di un viaggio di morte, sia possibile scovare un sentimento di felicità assoluta. Consigliato soprattutto per i ragazzi.
Durata totale della lettura: Due giorniBevanda consigliata: Cioccolata nera calda alla cannellaFormato consigliato: EbookEtà di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore:   Paolo Casadio



Recensione: Il bambino del treno






      "Un padre ed un figlio. Una lotta contro il tempo,
 per salvare chi si ama."
           Recensione: Il bambino del treno
                            

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