Il Ghost Hunters Team, divenuto popolare anche grazie alla trasmissione Mistero in onda su Italia 1, nasce nel 2009 con l’obiettivo di documentare, analizzare ed interpretare i fenomeni paranormali, e decide in questo volume di raccontarsi con sincerità e precisione toccando tutte le tappe fondamentali della sua vita e soprattutto della sua ricerca.
Nel manuale, corredato di foto in bianco e nero (e una parte centrale che documenta le indagini più note), troviamo varie sezioni dedicate ai diversi tipi di apparizioni, tra cui fantasmi, poltergeist, fuochi fatui, tulpas, demoni e possessioni, e anche alcune pagine che trattano le dinamiche, i metodi e le attrezzature per “catturarli”: questa parte in particolare è realizzata con precisione e va dai sistemi di videosorveglianza alle termocamere, fino ad arrivare ai rilevatori di campi elettromagnetici. Il GHT decide anche di fornirci alcune informazioni su come scovare fotomontaggi e vari falsi: si parte dalle truffe dei primi medium, fino ad arrivare alle manipolazioni fotografiche tramite programmi tipo Photoshop e oltre; questa sezione risulta valida anche per proteggerci dalle mistificazioni del settore internet, dove da sempre circolano bufale di livello colossale.
Per conoscere meglio i membri del Team abbiamo inoltre le biografie dei protagonisti e i racconti delle indagini più interessanti narrate in prima persona e in modo molto suggestivo: queste possono essere lette quasi come brevi racconti horror e sono fonte sicura di inquietudine, soprattutto le ricerche che riguardano le zone colpite dalla Prima Guerra Mondiale nelle gallerie di Ardena, vicino a Varese, e la storia che riguarda il castello di Trezzo sull’Adda.
Non manca inoltre una sezione intera sulle interpretazioni alternative e sui vari tentativi di spiegazione: qui il percorso si basa su esperienze note a livello internazionale ma comunque interessanti.
Molto azzeccata infine l’idea di far scrivere la prefazione a Federico Zampaglione, cantante dei Tiromancino ma anche regista horror di successo: ne risultano alcune pagine davvero ben riuscite ed interessanti che sono un ottimo antipasto per stuzzicare il lettore.
In conclusione de Il manuale del cacciatore di fantasmi stupiscono soprattutto la precisione e il vago sapore scientifico con cui sono organizzate le varie sezioni, in particolare la parte che riguarda i sistemi di sorveglianza e l’analisi dei fenomeni: dal punto di vista tecnico quello che viene utilizzato è spiegato in modo davvero particolareggiato, quasi fosse il funzionamento di un computer speciale.
Come in ogni indagine, libro o trasmissione sul paranormale che si rispetti si va in cerca di risposte ma molto spesso non si ricavano che spiegazioni non definitive se non ulteriori domande: in questi capitoli il Team non vuole darci una soluzione certa a problemi millenari, piuttosto fornirci le basi per poter fare un minimo di chiarezza su alcuni campi e allontanare la paura di quello che normalmente ci spaventa perché forse non conosciamo fino in fondo. In questo senso sapere e conoscere di più ci mette quasi in una posizione privilegiata rispetto all’ignoto.