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Recensione, KRAMP di Maria José Ferrada

Creato il 28 marzo 2019 da Leggiamo
Lettori belli buongiorno e buon #BBB!
Oggi pubblico la recensione per il #bookbloggersblabbering di marzo, un romanzo breve che a distanza di giorni mi porto ancora addosso, ed è una sensazione bellissima.
Quindi 3, 2, 1, via!
KRAMP di Maria José Ferrada
| Edicola Ediciones, 03/2018 | pag. 128 |
Recensione, KRAMP di Maria José Ferrada
Complice una madre distratta, che non vede bene dall'occhio sinistro, a sette anni M, invece che andare a scuola, viaggia ogni giorno per le polverose strade di un Cile di provincia, accompagnando D, il padre, nel suo lavoro di commesso viaggiatore di articoli di ferramenta. M e D lavorano in squadra. La presenza della bambina, con le sue scarpe lustre, la valigetta di plastica e un talento precoce nell'intercettare le debolezze altrui, impietosisce i clienti e fa aumentare le vendite di chiodi, martelli, seghetti e viti. D non è granché come padre, ma si rivela un eccellente datore di lavoro e in questi viaggi M inizia a costruire il proprio inventario del mondo, usando gli oggetti quotidiani come mezzo per comprendere la realtà. Fino al giorno in cui i vari elementi che le girano attorno - il passato della madre, D e il suo codice d'onore, i fantasmi di E, la fiducia nell'opera del Grande Falegname e i tempi che corrono - invece che incrociarsi e proseguire ognuno per la propria strada, la centrano in pieno. Attraverso una scrittura sensibile e precisa, sempre in bilico tra nostalgia e ironia, María José Ferrada usa la sua esperienza di autrice di libri per l'infanzia per dare alla protagonista M una voce sincera e autentica, capace di raccontare un mondo crudele e disordinato dove la memoria e l'abitudine di classificare oggetti ed esperienze sembrano le uniche strategie per sopravvivere.
Banale dirlo, ma questo libro è un gioiellino. Un breve e intenso romanzo in cui Maria José Ferrada riesce a trasportarci con poche ma ben pesate parole in una realtà distante, quella del Cile di Pinochet, per raccontarci una storia tanto comune quanto insolita, quella di un padre e di sua figlia.
M ha solo sette anni quando inizia a uscire con D, un commesso viaggiatore di articoli Kramp grazie al quale scoprirà le meraviglie e i disincanti del mondo attraverso i banconi delle ferramenta e i tavolini dei bar. Il loro è un sodalizio perfetto; M intenerisce gli ipotetici acquirenti, le vendite di D aumentano e lei riceve dei regali. È un rapporto sicuramente anticonvenzionale, ma perfettamente funzionante. E poco importa se M debba mentire alla madre e vada a scuola due giorni su cinque... gli affari sono affari.
In molti giudicherebbero riprovevole il comportamento di D, ma da un altro punto di vista lo si potrebbe definire un vero e proprio pioniere della pedagogia sistemica. M infatti cresce sveglia, arguta, forse un po' cinica, ma non amarla sarà assolutamente impossibile. Si racconta con ironia, parla della vita, riflette sulla morte, conta i soldi, pianifica il futuro, mantiene lucide le scarpe e fa anelli di fumo prima di incontrare i clienti perché porta fortuna.
Il background è muto, discreto, quasi immaginifico, sono pochi gli elementi che contestualizzano il luogo e il momento in cui si snodano le vicende, uno su tutti è lo sbarco sulla luna, un evento così straordinario che ha reso possibile qualsiasi cosa. Se l'uomo ha conquistato lo spazio allora non c'è niente che non possa fare, no? Lo pensa M, lo pensano tutti, eppure il regime che si sta imponendo è di quelli che invece di aprire gli orizzonti li chiuderà. E Maria José Ferrada, quasi a voler tutelare i suoi personaggi, non li chiamerà mai per nome, ma solo con la loro iniziale. Perché meno si dice meglio è. Ogni parola di troppo potrebbe essere pericolosa.
Quella raccontata in Kramp infatti è una storia semplice solo all'apparenza; come molti romanzi di formazione termina nel momento in cui la protagonista cresce, quando i suoi punti di riferimento cambiano e le consapevolezze si fanno strada tra i sogni e le illusioni. Ma tra queste pagine, insieme a una narrazione lirica e meravigliosa, c'è molto altro. Orrore e paura. Malinconia e verità. Amore e sofferenza. Il mondo vi apparirà come il più ridicolo e spietato dei teatri. Divertente a una prima occhiato, terribile a una seconda.
Vi invito a leggerlo tutto d'un fiato. La prosa vi saprà incantare e la voce di M sarà un'eco indimenticabile.
«Mi ricordo che durante un campeggio uscimmo a guardare le stelle e, usando la Croce del Sud come punto di riferimento, spiegai ai miei compagni che quelle che scintillavano in lontananza non erano stelle, ma bullette da mezzo pollice con cui il Grande Falegname aveva appeso tutto in cielo.
Noi inclusi.
Quel che voglio dire è che ognuno cerca di spiegarsi il meccanismo delle cose con ciò che ha sottomano. Io, a sette anni, avevo allungato la mia e avevo trovato il catalogo dei prodotti Kramp»
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