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Recensione: L’oro di Caronte – P.F. Graziosi

Creato il 02 gennaio 2018 da Soleeluna

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Recensione: L’oro di Caronte – P.F. Graziosi

L’oro di Caronte, di P.F. Grazioli, presenta al mondo la nostra nuova pupilla, Alice. Vediamo cosa ne pensa!

TRAMA:
Tutto inizia nella nuvolosa Londra, dopo la fuzione funebre di Abacuc McGreedy, sua cognata Mathilda McGreedy parte per la lettura del testamento, lasciando da soli il marito George e il figlio Taddeus.
Quest’ultimi in assenza della signora si danno alla “pazza gioia”, uscendo a bere un whiskey con la ex dama da compagnia di Abacuc.
La loro serata viene sconvolta dall’apparente morte di Sir Peter, alchimista di fama, conosciuto sopratutto per i suoi esperimenti con l’oppio.
Il giorno seguente Sir Peter viene sommerso di ospiti a casa, tra cui Mathilda McGreedy e la dama di compagnia di Abacuc, le quali chiedono in favore alcune della sue pozioni speciali.
Nascono così infinite incomprensioni e avventure al limite fra la vita e la morte.

Questo è solo l’inizio della storia, il romanzo è carino, scorrevole e leggero, si legge con spensieratezza e senza dubbi.
Nel complesso è un libro che ho letto volentieri, ma non ne sono rimasta nè affezionata nè colpita, forse per colpa anche della storia un po’ ripetitiva e qualche errore ortografico, non mi ha fatto innamorare e non mi ha dato la voglia di sapere cosa succederà dopo ai protagonisti.
Purtroppo non mi ha lasciato quel senso di vuoto che spesso provo quando finisco un bel libro.

“Avere a che fare con gente come Sir Peter lo si può definire un… terno al lotto. Sono talmente imprevedibili e volubili che è impossibile prevederne le mosse. L’udire una musica od una frase particolare, può far loro cambiare totalmente idea e farli decisamente tornare sui loro passi; ed a Sir Peter fu sufficiente passare davanti ad una statua del Dio Mercurio, posta proprio vicino all’ingresso della serra”

Recensione a cura di Alice Bonazzi

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