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Recensione: La lettrice scomparsa, di Fabio Stassi

Creato il 01 febbraio 2017 da Mik_94
Tolstoj si sbagliava: sono le famiglie felici a essere diverse, ognuna per proprio conto. E' la felicità l'anomalia, l'eccezione, la stravaganza, non il contrario.
Recensione: La lettrice scomparsa, di Fabio Stassi Titolo: La lettrice scomparsa Autore: Fabio Stassi Editore: Sellerio Numero di pagine: 273 Prezzo: € 14,00 Sinossi: Nella soffitta di un palazzo di via Merulana, a Roma, è arrivato un nuovo inquilino. Si chiama Vincenzo Corso, detto Vince, per vent’anni è stato prigioniero delle graduatorie della scuola secondaria superiore, insegnamento delle materie letterarie. È nato a Nizza dall’amore di una notte tra una cameriera italiana e uno sconosciuto che nel corso del tempo è rimasto tale, un fantasma a cui mandare ogni tanto una cartolina senza destinatario. Un settembre si ritrova per strada. Nessun incarico di docenza, una relazione sentimentale conclusa da poco, l’amarezza del fallimento che suggerisce una fuga. Ma quando un’anziana ed energica signora gli affitta per due mesi la soffitta di via Merulana, Vince tenta l’ultima scommessa con se stesso: grazie all’esperienza su una rivista femminile, dove risponde alle lettere delle lettrici che cercano rimedi letterari per i loro disagi, aprirà uno studio di biblioterapia. Curerà le persone attraverso la lettura di libri, somministrando Jorge Amado a chi vuole ingrassare, Hemingway a chi non sopporta i propri capelli, Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese a chi ha problemi di vista. Tra gli inquilini del palazzo c’è una signora anziana che vive al piano di sotto con il marito e un cane. Due incontri in tutto, sul pianerottolo, mentre lei trasporta le buste della spesa. La signora Parodi di lì a poco scomparirà nel nulla. E i sospetti saranno tutti sul marito, taciturno e scontroso. Eppure per Vince Corso, qualcosa non torna. Il nuovo romanzo di Fabio Stassi si situa nell’enigmatico crocevia dove i mondi inventati della letteratura invadono lo spazio reale della vita. È qui che i libri, i romanzi, la poesia, finiscono di essere pagine e inchiostro e sembrano diventare tutt’altro: medicamenti, terapie per i malanni dell’esistenza, e persino strumenti di indagine nell’oscurità di un delitto.                                                 La recensione A volte penso che per i libri bisognerebbe inventare una parola nuova, signor Corso. Una parola che non esiste. E questa parola dovrebbe essere il contrario di cimitero e indicare un luogo dove si conserva la vita, non la morte, e non si mette a giacere niente.” Da quando ho scoperto le gioie della Biblioteca comunale, mi faccio passare qualche sfizio. E, per dovere di cronaca, prendo in prestito romanzi che altrimenti non mi tenterebbero. Quelli della rinomata Sellerio, ad esempio, letti spesso sul Kindle e raramente in versione cartacea: quelle copertine intercambiabili, quei libri dallo strano formato che non so bene in qualche punto della libreria incastrare, poco mi invogliano agli acquisti folli. Ecco perché ho scoperto Antonio Manzini e il suo Rocco Schiavone tardi, in tivù. Ecco perché, nonostante mi consigliassero e straconsigliassero Fabio Stassi, ho sempre rimandato a data da destinarsi. Con in whishlist L'ultimo ballo di Charlot, ho preferito dare la precedenza all'ultimo arrivato, La lettrice scomparsa: presente in molti bilanci di fine anno e apprezzato tanto quanto i precedenti. Alla luce di un fallace sesto senso, immaginavo Stassi più supponente e ostico. In realtà, la sua ultima fatica è una commedia gialla che ha tutta l'aria di essere il primo capitolo di una serie dedicata ai consigli e alle indagini dell'interessantissimo Vince Corso.  Recensione: La lettrice scomparsa, di Fabio Stassi Un protagonista abile nell'arte di arrangiarsi che, in un condominio in cui unire casa e bottega, inciampa in un mistero da svelare. Professore di Lettere condannato a gratuatorie interminabili e a supplenze saltuarie, Vince si è improvvisato biblioterapeuta. Pensa spesso a una donna che gli ha spezzato il cuore, in una Roma mai tanto malinconica. Nato dalla relazione di una notte tra una cameriera e un ospite, inoltra lettere vane all'albergo in cui è stato concepito e allevato, in quel di Nizza. Eterno sognatore, crede fermamente nella narrativa e nel potere dei libri giusti al momento giusto. Per lavoro, consiglia letture a donne sull'orlo di una crisi di nervi, che vanno e vengono dal suo studio improvvisato. Forse Vince avrebbe potuto salvare anche la signora Parodi: l'anziana inquilina del piano di sotto, scomparsa senza lasciare traccia. I media ipotizzano che si tratti di un omicidio. Tutti, alla luce del luogo comune, pensano che la colpa sia del marito. La lettrice scomparsa ha un giallo che è un piccolo ma efficace pretesto. E' un libro che parla di libri, nelle cui riflessioni esistenziali è facilissimo ritrovarsi. E, al pari dei romanzi della simpatica e colta Alice Basso, è un gioco metaletterario che vive di rimandi, inchiostro e amore incondizionato per il profumo della carta stampata.  Recensione: La lettrice scomparsa, di Fabio Stassi Lettura leggerissima e appassionante con un protagonista d'eccezione, però, mi ha convinto con riserva. Il gioco funziona a metà. Qualche citazione sfugge e qualcuna fa antipatia; qualcun'altra, ancora, ha il grande pregio di farti scoprire autori che non conoscevi. La sensazione, comunque, è che l'autore si diverta più di noi. E che il romanzo, che ha tutta l'aria di un adorabile film parigino, appaia a tratti artificioso e forzato. I personaggi parlano come libri stampati, per aforismi. Le pazienti, colorate e nevrotiche, sembrano chieste in prestito a Nanni Moretti. La ricerca della frase ad effetto, soprattutto nel finale, ha la precedenza sulla pianificazione di una trama un po' incerta nelle intezioni, con la scusa di un prosieguo. Quale effetto possono avere sulla mente e sullo spirito una lettura mirata e il tempo speso in compagnia di un bel romanzo? Qui la Santeria sembra essere approdata nella Capitale, proprio sull'Esquilino. E un loquace portiere sud-americano, un'amante bibliotecaria e un migliore amico libraio, tra sedute psicoterapeutiche e illuminanti cruciverba, faranno da spalla a un eroe che somiglia a Depardieu, fuma sigarette introvabili e, in periodi di ristrettezze economiche, si spaccia con risultati sorprendenti per quello che non è. All'occorrenza, anche per investigatore privato. Il mio voto: ★★★½
Il mio consiglio musicale: Claude Francois - Comme d'habitude


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