Ciao a tutti! Oggi vi presento un libro uscito da pochi giorni per BookMe, la nuova collana di DeAgostini dedicata alla narrativa adulti e crossover: “La ragazza del 6E“. Un thriller che non si risparmia e che esplode tra le mani del lettore, come una mina vagante. Buona lettura!
Luci studiate ad hoc e chat sempre attiva per guadagnare dei soldi che non avrà modo di spendere. Ma pare sia questa l’unica via per distrarsi. Una sorta di palcoscenico virtuale nel quale si può essere qualcun’altro e dimenticare, anche solo per una manciata di minuti, tutti i nostri problemi. Deanna si fa recapitare tutto a casa ed apre la porta, con timore e circospezione, solo per ritirare i pacchi che il corriere ha imparato a lasciare sul pianerottolo o per lasciare il sacco dell’immondizia che Jeremy, un vicino di casa conosciuto solo tramite lo spioncino, si è offerto di portare via, senza chiedere nulla.“La speranza è pericolosa. È come un filo che spunta fuori dalla trama dell’irrazionalità. Se lo tiri, tutto si disfa”
“Uno spioncino rende un’immagine distorta del mondo“
“The girl in 6E” – cover originale
Perché Deanna pensa di rappresentare una minaccia verso il prossimo a tal punto da sentire la necessità di tenersi alla larga da tutti? Cosa nasconde il suo passato di così terribile da non poter essere svelato? Vietato ai minori di 18 anni? No, mi sbagliavo. La sua solitudine e quel senso di profonda inadeguatezza fa parte di una mentalità ormai diffusa, soprattutto tra i giovani. Spesso nel web si trovano degli svaghi, giochi inutili che danno un’effimera sensazione di temporaneo benessere. Ma l’insicurezza nasce da dentro e nessuna chat o social network possono sanarla. Talvolta questa antropofobia, questo aver paura della gente, porta all’isolamento. Ma, come per Deanna, lo stare chiusi in casa, senza poter condividere le proprie paure con nessuno, può destare degli istinti pericolosi per sé stessi (con pensieri suicidi) o nei confronti degli altri, con il desiderio di uccidere, solo per il gusto di vedere soffrire l’altro, cercando, in questo modo, di placare la propria sofferenza interiore.
Deanna ha 21 anni e la mente offuscata dal dolore, in quanto vittima e carnefice al tempo stesso. Lascia sempre la porta aperta, senza chiuderla mai a chiave. Questo significa che la sua voglia di uscire (o di far entrare qualcuno) è tangibile. Troverà la forza di reagire (e di uscire) grazie alla piccola Annie. La sua missione varrà molto di più di quella diffidenza e paura della gente che l’ha portata a chiudere i contatti con il mondo esterno. Sarà una lotta contro sé stessa e contro quei demoni che le devastano l’anima.“Forse le stelle sarebbero d’aiuto, di notte. [...] A letto spalanco gli occhi sul soffitto a volta e vorrei poterci fare un buco, un lucernario sul mondo”
“La ragazza del 6E” è un tremendo ed agghiacciante monito nei confronti di una società che naviga molto ma comunica poco attraverso attraverso il cuore. Una società ormai stanca di tutto, che racchiude tutto nel palmo delle proprie mani ma si lascia sfuggire quel “tutto” come sabbia tra le dita. Un romanzo forte, quello di A.R. Torre, che ci porta a riflettere sulle perversioni dell’animo umano e a sperare di riuscire a premere il pulsante “OFF” del computer e di aprire quella porta lasciando entrare aria, luce e tutto il buono che ancora esiste; affinché quei nostri sogni nascosti possano emergere e divenire realtà, anziché venire buttati in un sacco nero della spazzatura, prima ancora di averci provato.“Mi concedo un breve momento di lacrime. Lacrime per l’occasione mancata, per la vita che mi perdo fuori da queste mura”
“Solitudine. Può essere definita come “la tristezza di non avere amici o un compagno”. Oppure “la tendenza a stare da soli e isolati dagli altri”. Ma possiamo essere soli in un mondo di relazioni virtuali?” (tratto da “LONELINESS IN A CONTEMPORARY WORLD” documento inedito di A.R. Torre)