"A volte la musica è quel filo invisibile in grado di unire i cuori di tutti. L’unica lingua con cui si può spezzare il silenzio."
Editore PiemmeFormato RilegatoPubblicato 02/09/2014 Pagine 238Lingua Italiano ISBN-13 9788856631449 Traduttore G. Tavani
La vita in ogni respiro è un romanzo che parla al cuore e sussurra dolcemente il senso perduto delle cose preziose. In questo libro il destino intreccia le anime, come per magia. Un violino è la causa di questo curioso intreccio. Anna e Teresa sono de donne diverse, lontane, eppure più vicine di quanto si possa immaginare. Anna lavora come domestica nella casa di un musicista ed è in quella casa, che prende contatto con il violino. Oggetto questo, che pura distrazione, getta via. Sarà Teresa a trovarlo, in una discarica. Lei e sua madre raccattano rimasugli dalla discarica, per poi rivenderli e pagare l’affitto della loro minuscola casa. Teresa diventerà una violinista perché si innamora di quel violino e per esso impara a suonare. Ecco, qui il caso non esiste. Come se il destino pilotasse le esistenze altrui, e forse è davvero così. Lo stile è scorrevole e non ho trovato particolari intoppi. La pecca che attribuirei al testo, sono i dialoghi. Non ho molto apprezzato l’organizzazione. Vi faccio un esempio: “Sissignore, dicevo ancora io, e continuavo a fare le scale.” “Karl mi chi chiamò in sala, e mi disse, suoni una di quelle canzoni…” Due piccoli esempi presi casualmente, per mostrarvi la struttura dei dialoghi, che mi ha lasciato alquanto perplessa. Niente “:”, niente “« »”. Se non in sporadici periodi. Non so sia questa sia stata una scelta. Probabilmente sì, perché tutta la storia si snoda come un racconto personale delle due donne. Ogni capitolo è narrato direttamente da Teresa o Anna. Non ci sono voci esterne. A ogni modo, ho apprezzato i sentimenti di questo libro e la capacità di lasciare sul palato, un gusto dolce.