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Recensione: Nevernight - I grandi giochi di Jay Kristoff

Creato il 08 settembre 2019 da Susi
Nuova recensione!

Recensione: Nevernight - I grandi giochi di Jay Kristoff Titolo: Nevernight - I grandi giochi Autore: Jay Kristoff Serie: Nevernight Chronicles #2 Editore: Oscar Vault Trama: Mia Corvere, distruttrice di imperi, ha trovato il suo posto tra le Lame di Nostra Signora del benedetto omicidio, ma sono in tanti all'interno della Chiesa Rossa a pensare che non se lo meriti. La sua posizione è fragile, e non si sta affatto avvicinando alla vendetta cui agogna. Ma dopo uno scontro letale con un vecchio nemico, Mia inizia a sospettare quali siano i veri moventi della Chiesa Rossa. Al termine dei grandi giochi di Godsgrave, Mia tradisce la Chiesa e si vende come schiava per avere la possibilità di mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Sulle sabbie dell'arena, Mia trova nuovi alleati, feroci rivali e domande ancora più incalzanti sulla sua affinità con le ombre.


La mia recensione
Voto: 5 Stelle

Con Nevernight mi sono innamorata perdutamente di un autore e delle parole usate per dar vita ad un mondo straordinario ricco di fascino, storia e magia ma con Godsgrave ho perso ogni percezione della realtà, ogni rassomiglianza di una persona sana perché durante la lettura per me non è esistito altro che Mia e le sue avventure per raggiungere la vendetta, quella stessa vendetta che le ha dato la forza di sopravvivere anche quando tutto la dava per vinta.
Pensavo che ad anni di distanza dalla lettura del primo romanzo della serie mi sarei trovata in difficoltà a rientrare nel mondo creato da Kristoff, che avrei trovato problematico ad entrare in sintonia con la narrazione, ma tutto questo non è avvenuto: ritrovare il narratore esterno è stato come rivedere un vecchio amico di lunga data e senza accorgermene mi sono ritrovata catapultata nella storia, incuriosita ancora una volta dalle interessantissime note a piè pagina, dell'irriverenza del narratore, della sfrontatezza di Mia, un personaggio che si fa amare proprio perché unapologetic.
Sono trascorsi otto mesi da quando Mia ha dovuto rinunciare a scoprire la verità che riguarda la strana natura della sua magia ma questo non le impedisce di pregustare il giorno in cui i sacrifici fatti e tutto il dolore delle perdite si estingua una volta portato a termine il suo piano di vendetta. Tutta sembra aver raggiunto una cerca parvenza di normalità – se portare a termine incarichi di assassini un giorno sì e l'altro pure possa definirsi tale – quando una vecchia conoscenza le fornisce informazioni che cambiano permanentemente le alleanze della nostra protagonista e che la porteranno ad intraprendere un viaggio difficile, in solitaria e che orse potrebbe anche costarle la vita.
Mai sono stata così meravigliata come è avvenuto con questo romanzo nel ritrovare non solo il mondo fantastico creato da Kristoff ma constatare il grande talento immaginifico di un autore che ha regalato una nuova avventura – totalmente inaspettata – ai suoi lettori che li ha sbalorditi e meravigliati perché ha imposto nuova linfa vitale alla storia, dato vita a nuovi personaggi e fatto riscoprire altri ma soprattutto perché ha dato modo di ricevere alcune risposte alle domande sorte nel primo romanzo ma creandone contemporaneamente tante altre che avranno risposta solo nel libro conclusivo degli accadimenti di Illuminotte.
Ancora una volta la parte che più ho apprezzato del romanzo, escludendo ovviamente la storia stessa, è la narrazione di Jay Kristoff, il modo in cui ha impostato le vicende, il modo particolare con cui ha dato vita ad una nuova e diversa ballad con protagonista Mia. Il romanzo ancora una volta è suddiviso in 3 libri, ognuno dei quali ripercorre una sezione particolare di suddetta balla. Nel primo libro la divisione si realizza immettendo sulla pagina due diverse linea temporali, una passata e una futura che riescono nell'intento di raggruppare in modo sbrigativo gli otto mesi che intercorrono tra gli eventi dei due romanzi e inserire il lettore in una storia in medias res, finché non si arriva a fondere le due linee temporali in una unica arrivati all'inizio del secondo libro.
La storia, narrata in terza persona, segue le vicende di Mia per la stragrande maggioranza del romanzo, tranne quando, alcune volte, la visuale è spostata su personaggi secondari che ci danno la possibilità di avere una insight precisa e accurata di determinate vicende che influenzeranno particolarmente la scena in futuro.
Incredibile è anche il grande lavoro che l'autore ha fatto nella costruzione dei personaggi. Il percorso di crescita di Mia è superlativo: impariamo a conoscere Mia non più come una ragazzina assetata di vendetta ma come una donna che cerca di scoprire la verità su se stessa e allo stesso modo di dare la possibilità di vendicarsi per un passato che le ha macchiato le mani di sangue senza che lei avesse alcuna scelta; mia è un personaggio complesso a tal punto che di capitolo in capitolo scopriamo diversi aspetti del suo carattere, che l'autore mostra pian piano proseguendo nella lettura finché non è Mia stessa a mettersi a nudo davanti il lettore mostrando il cuore sanguinante che ha cercato negli anni di ricucire, invano.
Ho adorato, letteralmente adorato come anche i nuovi personaggi secondari abbiano dato grande valore alla storia, non perché inseriti ad hoc ma anche perché riescono ad essere personaggi che rendono la protagonista un'eroina – o meglio un antieroe – più di quanto lei stessa non si senta tale, nonostante lei sia la prima a definirsi egoista e pronta a tutto per raggiungere i fini che si è predisposta.
Mentre Nevernight è chiaramente un romanzo introduttivo di una nuova epica storia, Gogsgrave si rivela il romanzo dove quasi tutti i nodi vengono al pettine. La storia prende, avanzando di capitolo in capitolo, una sorprendente piega politica che non solo rende interessante e ancora più intrigante le vicende narrate ma che rende questa una storia studiata nei minimi dettagli e pronta a soddisfare quanti e più cercano una storia non solo che sia emozionante ma che faccia riflettere il lettore. Interessantissime sono le note che mostrano con grandi e coloriti dettagli alcune delle vicende storiche più rilevanti della Repubblica ma anche come proseguendo nella storia Mia abbia di volta in volta più coscienza del mondo politico corrotto, ingiusto e scorretto ovunque posi lo sguardo.
Il romanzo si chiude con uno dei finali più inaspettati, più imprevedibili ed emozionanti che io abbia mai letto: tutto o quasi è stato messo in discussione. Riuscirà la nostra protagonista a portare a termine la sua vendetta?
Questo romanzo ha tutto: personaggi mozzafiato, vicende che prendono vita davanti gli occhi neanche si stesse al cinema ma soprattutto uno stile che ti porta a sentire sulla pelle tutte le mille e un'emozione che vengono descritte; Nessun romanzo mi ha portato a sentire ad ogni nuovo capitolo le farfalle nelle stomaco, il cuore in gola o sentirmi presa a pugni nello stomaco tanto sono vere le emozioni descritte da Kristoff.
5 Stelle
- A presto Susi

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