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Recensione: Nevernight - Mai dimenticare di Jay Kristoff

Creato il 03 settembre 2019 da Susi
Nuova recensione!

Recensione: Nevernight - Mai dimenticare di Jay Kristoff Titolo: Nevernight - Mai dimenticare Autore: Jay Kristoff Serie: Nevernight Chronicles Editore: Oscar Vault Trama: Destinata a distruggere imperi, Mia Corvere ha solo dieci anni quando riceve la sua prima lezione sulla morte. Sei anni dopo, la bambina cresciuta tra le ombre si avvia a mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Ma le possibilità di sconfiggere nemici così potenti sono davvero esili, e Mia è costretta a trasformarsi in un'arma implacabile. Deve mettersi alla prova tra i nemici - e gli amici - più letali, e sopravvivere alla protezione di assassini, mentitori e demoni, nel cuore stesso di una setta dedita all'omicidio. La Chiesa Rossa non è una scuola come le altre, ma neanche Mia è una studentessa come le altre. Le ombre la amano. Si nutrono della sua paura.


La mia recensione
Voto: 5 Stell Ci sono quei libri che si prospettano epici già dalla quarta di copertina: leggi la trama, vedi l'autore ed è già amore, quel libro ti prenderà di sicuro e non c'è storia per nessuno.
Non ho mai letto nulla di Jay Kristoff ma quando un autore ha una fama che lo precede ti butti nella lettura aspettandoti qualcosa di stupefacente e sebbene non sia stato amore alle prime pagine questo libro è sicuramente uno dei più belli di questo 2016.
Venivo dalla lettura di due mattoni fantasy di una serie, una serie di quelle che ti portano a viaggiare con la mente quindi si può capire come alle prime pagine mi sentissi ancora frastornata: stile diverso, storia diversa, lingua diversa per giunta! Ma superate quelle pagine iniziali, capita come si sarebbe svolta la narrazione, man mano che proseguivo sono stata ammaliata dalla straordinaria epicità che mi si è sviluppava davanti agli occhi. Nevernight è un libro moderno, come spiegherò in seguito, ma che parte dalle più conosciute basi dello YA (ma non lo è!) una rielaborazione unica di due mondi che collidono per creare qualcosa di unico, un'esperienza letteraria di primo livello perché Nevernight è straordinario e tutti dovrebbero leggerlo.
La narrazione è l'elemento chiave su cui si basa la storia: narratore esterno, ne consegue una terza persona, ma la particolarità è che il narratore introduce e chiude la storia, presentandosi al lettore e presentando la storia come in un moderno, però classico - badate bene, racconto epico.
Ne consegue uno stile curato, ricercato, non molto fruibile, si parla di un'Inglese abbastanza complicato, fatto di termini che per la maggior parte non vengono più utilizzati, forme colloquiali che rasentano una nuova coniazione di dialetto, e così discorrendo, come una antica ballad il narratore presenta la storia a persone che come lui vivono e conoscono quel contesto storico, quella parlata e quei termini; il lettore viene così immerso nella storia e finisce per vivere quella storia che prende vita intorno a lui, ne viene risucchiato.
Qui è dove ho riscontrato delle difficoltà, questo è uno di quei libri che ti risucchia e per entrarci in sintonia devi assorbire la storia della protagonista, il narratore sempre presente, lo stile difficile possono arenarti ma se si entra nella storia, è fatta, il libro ti ha conquistato quindi consiglio ai lettori di Nevernight di non arrendersi alla prima battuta di arresto, proseguite e non ve ne pentirete.
La narrazione richiama il passato, una storia epica, una storia di eroi? No, no. Quando vi parlavo di uno nuovo YA non scherzavo. Nell'ultimo anno abbiamo visto crescere sulla scena la presenza di vari eroi/eroine che proprio eroi ed eroine non sono. Partendo da Throne of Glass, The Young Elites possiamo percepire come il protagonista si stia sbilanciando verso un nuovo tipo di eroe, un'eroe “cattivo” ma che cattivo non è, un'eroe al contrario che seppur non partendo con le più buone intenzioni segue i dettami del suo cuore.
La protagonista in questo caso è un'antieroina, una ragazza che non si farebbe due problemi ad uccidere qualcuno che intralci la sua strada, la vendetta contro coloro che hanno ucciso la sua famiglia.
Ed è così che Nevernight è quanto di più classico ci si possa trovare, un Fantasy di tipo epico ma che porta alla ribalta le caratteristiche più in voga della letteratura per ragazzi.
Questo è un libro da gustare, pian piano, apprezzare la scrittura divina e immergersi nella storia, una delle più uniche ed originali che io abbia mai letto.
Nevernight è la storia di Mia Corvere, figlia dell'ex Justicus della Repubblica, ucciso per un tentato colpo di stato, accusato traditore viene impiccato, condannando di conseguenza la sua famiglia.
Mia riesce a scappare, riesce a liberarsi rifugiandosi nelle ombre, nella propria ombra. Ed è questa l'originalità di Kristoff, crea un pianeta dove non esiste il buio poiché in un sistema solare dominato da tre soli, ma Mia riesce a controllare le ombre che la circondano.
Da quel giorno in poi la sua vita sarà un percorso che ha come obiettivo l'uccisione del nuovo Giudice, del nuovo Console e del Cardinale che hanno condannato la sua famiglia.
Allenata fino all'età di 16 anni da Mercurio, Mia è pronta a partire alla volta della Chiesa Rossa, un Accademia di assassini dove giungono solo i più abili studenti, giovani assassini si intende, del paese e dove solo quattro vedranno consegnarsi il diploma.
La storia è questa, il percorso di Mia all'interno dell'Accademia, ma l'avventura inizia ancor prima, si tratta di un Fantasy, di un'avventura che inizia alla prima pagina, si parla di un percorso che man mano cresce di intensità, si arricchisce di colpi di scena, di personaggi secondari, di trame e sottotrame, di domande da porsi e segreti da svelare. Nevernight è un crescendo di meraviglia che prende forma all'arrivo in Accademia, si amplia, si trasforma fino a toccare il proprio culmine con l'iniziazione finale che decreterà gli allievi più meritevoli, i nuovi assassini al servizio della Madre della Chiesa Rossa.
Mia è un personaggio che il lettore non può che amare. Faccia tosta, arrogante, sicura delle proprie qualità, in oche parole, come i giovani d'oggi! È sveglia, intelligente, imperterrita e pronta a raggiungere, costi quel che costi, il suo obiettivo. È una ragazza che è dovuta cresce troppo in fretta, che non ha mai conosciuto l'affetto, che lo ricerca senza sapere come. Una ragazza alle prese con la propria paura, le ombre che la minacciano, dal demone che è in lei e che ha paura di accettare.
La storia di Mia è la storia di una ragazza che deve venire a termini con se stessa, di ciò che è ma soprattutto di quello che vuole dal suo futuro. Vale davvero la pena sacrificare la sua vita, le sue passioni per vendicare la sua famiglia? Il sangue che le ribolle per la rabbia, il desiderio che le scorre nelle vene, la paura che la investe come un sudore freddo sono poche delle emozioni che dovrà imparare a tenere sotto controllo, perché il futuro è lontano ma tutto inizia qui dalla base, l'Accademia è solo il trampolino di lancio per un'impresa che cambierà la sua vita.
Intorno a Mia si intravedono tanti personaggi secondari, personaggi misteriosi, oscuri, come la protagonista stessa, altri più chiari, odiosi, subdoli e altri che il lettore non potrà che amare dal primo all'ultimo. Impossibile non menzionare la presenza di Mister Kindly, unico e ve ne accorgerete perché solo leggendo, ma voglio ricordare Tric, ragazzone dall'animo buono che sotto la dura scorza che ha creato per proteggersi si rivela un ragazzo dal cuore d'oro che porterà Mia a far entrare un po' di luce in un cuore ormai oscurato dalle tenebre del passato. Personaggio indispensabile, il personaggio che è il game changer della storia, indispensabile, unico e che il lettore non può che amare come lo ama la protagonista.
La particolarità del romanzo è senza ombra di dubbio lo splendido lavoro di worldbuilding. Siamo in un mondo Fantasy unico, è fino a questo momento uno dei miei preferiti di sempre, caratterizzazione che varia da caratteristiche rinascimentali a altre romane/neoclassiche in un chiaro richiamo di origini italiane, dai nomi propri, da termini latini ad altre espressioni fino a terminare con l'architettura, la moda, e altre amenità simili.
Al contrario, la mitologia è semplice, si concentra semplici particolarità, come la protagonista sia abile a controllare il buio, dono magico di cui non conosce l'esistenza. Primo libro che mette le basi per quelli che saranno gli sviluppi e i colpi di scena dei prossimi due.
Nevernight, come vi dicevo, non è un libro come gli altri. Kristoff segue la nuova moda degli YA ma da vita ad un romanzo che non è uno YA, e vi prego non fatevi ingannare dall'età della protagonista perché questo libro è ricco di temi forti che colpiscono il lettore di petto: vendetta, morte, rimorso, rimpianto, desiderio, sono solo alcuni tra la carrellata di temi cui non lasciano scampo al lettore.
Forti sono le scene dell'Accademia dove non si risparmiano colpi duri e violenza, forti e colorite sono le scene di sesso, tutto è in vividi colori lì in un mondo dove non cala mai il buio e il lettore non può far che veder tutto e proseguire nella lettura.
Lettura particolare dalla narrazione allo stile, dal wordbuilding alla mitologia dalla trama generale alla trama principale, tutto è organizzato nei minimi dettagli, tutti è unico come l'esperienza di lettura unica che si ha dal libro.
Una storia che corre su due linee temporali diverse: parte dei capitoli del libro contengono sia il presente che il passato della protagonista, alcuni sono totalmente flashback, una organizzazione unica che porta il lettore a vivere il libro.
Un libro unico, intrigante, sconvolgente, ripeto unico. Una volta nella storia è impossibile uscirne se non alla fine e con una voglia ancora più matta di mettere le mani su quel seguito che non arriverà che tra un anno.
5 Stelle per il libro più unico e incredibile che abbia mai letto.
- A presto Susi
 

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