La recensione di Sara: Oltre i Cancelli è il nuovo capitolo della saga Cronache dei Campi Elisi di Flavio Graser. Dopo averli visti alle prese con la lotta eterna tra bene e male, tra Luce e Oscurità, ritroviamo ora Markus, Christine e Georg in una nuova agghiacciante avventura. Il loro amico Ethan è scomparso alla ricerca del suo Maestro e nessuno di loro sa dove si trovi. Georg è in balia di se stesso e dei suoi pensieri più oscuri, è solo e l’addestramento con Ethan è sospeso. Il ragazzo si sente quasi abbandonato e ancora una volta si trova in difficoltà rispetto alle decisioni da prendere. I tre partono così alla ricerca di Ethan, finendo negli Abissi, luogo in cui il confine tra sogno e realtà è talmente labile da confondere e uccidere. Il Bene e il Male si fondono e si dividono in un turbinio di orrore e fascino. Riusciranno Markus, Christine e Georg a sopravvivere ancora una volta? Quanto di umano è rimasto in loro? E per quanto tempo ancora Georg riuscirà a sfuggire alla sua vera natura? L’autore riesce a scatenare un senso d’angoscia nel lettore, la stessa che provano i protagonisti per tutto il corso della storia. L’atmosfera cupa e opprimente porta alla claustrofobia, alla confusione mentale e crea difficoltà nella distinzione del buono dal cattivo. La caratteristica della saga di Flavio Graser è proprio quella di rendere il confine tra bene e Male così indefinito che ci si chiede fino a che punto si possa ritenere giusta la parte “bianca” delle cose. Tutto ha una giustificazione e se l’Ombra non è l’opposto della Luce, le è solo complementare. La trama è abbastanza lineare, il romanzo è incentrato soprattutto sulle riflessioni psicologiche dei protagonisti, in particolare quelle di Georg, che appare essere in particolare difficoltà senza il suo addestratore. Georg non sa chi è e non sa quale sia la strada giusta da percorrere. Lo stile, a differenza dei volumi precedenti della Saga, risulta essere più articolato e artificioso, punto, a mio parere, a svantaggio dell’opera. Il linguaggio non è complesso, tuttavia le frasi sono strutturate in maniera un po’ troppo arzigogolata, elemento che appesantisce la lettura e la rallenta. Sicuramente è una particolarità che riflette la difficoltà di Georg e rende in maniera efficiente lo stato d’angoscia e di confusione dei protagonisti ma, d’altra parte, rende poco scorrevole la lettura. Punto di forza è invece l’elemento surreale. Tra le righe resta sempre il dubbio se quello che si sta leggendo sia vero o falso, se sia un inquietante aborto della mente o un'atroce realtà. Anche se ritengo quest'ultimo un po' sotto tono rispetto ai capitoli precedenti, l’autore conferma le sue capacità e la sua inventiva, spingendo ancora una volta i suoi lettori alla riflessione.
La recensione di Sara: Oltre i Cancelli è il nuovo capitolo della saga Cronache dei Campi Elisi di Flavio Graser. Dopo averli visti alle prese con la lotta eterna tra bene e male, tra Luce e Oscurità, ritroviamo ora Markus, Christine e Georg in una nuova agghiacciante avventura. Il loro amico Ethan è scomparso alla ricerca del suo Maestro e nessuno di loro sa dove si trovi. Georg è in balia di se stesso e dei suoi pensieri più oscuri, è solo e l’addestramento con Ethan è sospeso. Il ragazzo si sente quasi abbandonato e ancora una volta si trova in difficoltà rispetto alle decisioni da prendere. I tre partono così alla ricerca di Ethan, finendo negli Abissi, luogo in cui il confine tra sogno e realtà è talmente labile da confondere e uccidere. Il Bene e il Male si fondono e si dividono in un turbinio di orrore e fascino. Riusciranno Markus, Christine e Georg a sopravvivere ancora una volta? Quanto di umano è rimasto in loro? E per quanto tempo ancora Georg riuscirà a sfuggire alla sua vera natura? L’autore riesce a scatenare un senso d’angoscia nel lettore, la stessa che provano i protagonisti per tutto il corso della storia. L’atmosfera cupa e opprimente porta alla claustrofobia, alla confusione mentale e crea difficoltà nella distinzione del buono dal cattivo. La caratteristica della saga di Flavio Graser è proprio quella di rendere il confine tra bene e Male così indefinito che ci si chiede fino a che punto si possa ritenere giusta la parte “bianca” delle cose. Tutto ha una giustificazione e se l’Ombra non è l’opposto della Luce, le è solo complementare. La trama è abbastanza lineare, il romanzo è incentrato soprattutto sulle riflessioni psicologiche dei protagonisti, in particolare quelle di Georg, che appare essere in particolare difficoltà senza il suo addestratore. Georg non sa chi è e non sa quale sia la strada giusta da percorrere. Lo stile, a differenza dei volumi precedenti della Saga, risulta essere più articolato e artificioso, punto, a mio parere, a svantaggio dell’opera. Il linguaggio non è complesso, tuttavia le frasi sono strutturate in maniera un po’ troppo arzigogolata, elemento che appesantisce la lettura e la rallenta. Sicuramente è una particolarità che riflette la difficoltà di Georg e rende in maniera efficiente lo stato d’angoscia e di confusione dei protagonisti ma, d’altra parte, rende poco scorrevole la lettura. Punto di forza è invece l’elemento surreale. Tra le righe resta sempre il dubbio se quello che si sta leggendo sia vero o falso, se sia un inquietante aborto della mente o un'atroce realtà. Anche se ritengo quest'ultimo un po' sotto tono rispetto ai capitoli precedenti, l’autore conferma le sue capacità e la sua inventiva, spingendo ancora una volta i suoi lettori alla riflessione.