Recensione: Parigi Sud V

Da Flautodipan @miriammas
 Titolo: Parigi Sud 5 
Autore: Caleb Battiago 
Editore: Kipple Officina Libraria 
Collana: K noir 
Copertina di Ben Baldwin 
Illustrazione interna di Ynfidel 
Prefazione di Alan D. Altieri  
Pagine: 67 
Prezzo: 1,99  Descrizione: “Il quartiere dell’Apocalisse, dove state per affondare i piedi, è il regno marcio di Big Blue, degenere pontifex maximus di una casta criminale che divora la Nuova Francia. I brandelli rimasti, la polpa saporita ancora attaccata alle ossa. Legioni di cacciatori e di prede, che spesso sono costretti a passare dall’altra parte.”

Caleb Battiago ci accoglie così nella promenade di Parigi Sud V, mostrandoci l’incubo di vivere nel quartiere più degradato e perverso che la Terra conosca, nella profonda distopia noir urbana. Un luogo di ferocia inaudita, simile a ogni altra metropoli del prossimo futuro, oscuro più dell’attuale presente in cui ci troviamo.
Alan D. Altieri sferra il colpo finale con la sua fulminante prefazione, prima che l’immersione nelle strade e nei locali del quartiere possa contaminare definitivamente l’anima; il segno della perversione sadiana di Battiago è un marchio indelebile impresso a fuoco nella carne.


L'Autore

Caleb Battiago (Milano, 1966) è un autore italiano che scrive sotto pseudonimo. Ha esordito nel 2013 con Naraka - L’Inferno delle Scimmie Bianche, proseguendo nel 2014 la sua ascesa nel firmamento crossover SciFi con Shanti sempre per la casa editrice Mezzotints Ebook e con la nuova edizione della raccolta di racconti Acrux - Reloaded. 
La recensione di Miriam:
Dimenticate la città dell’amore, le passeggiate al chiaro di luna, i baci all’ombra della Tour Eiffel, qui si parla di Parigi, sì, ma di una Parigi splatter, infetta, dannata, una Parigi dalle luci rosso sangue e l’anima nera quanto il più profondo degli abissi. 

Parigi Sud V, il quartiere più marcio della Nuova Francia da cui è sgorgato il delirante universo di Naraka: è qui che Caleb Battiago ci conduce per mostrarci perversione e follia, sogni purulenti e speranze finite in discarica di un mondo che si è spinto oltre l’umana decenza − o che all’umana indecenza si è ribellato.
Immaginate dunque di essere traghettati sull’altra sponda dell’Acheronte per una promenade tutt’altro che romantica alla scoperta di vizi e segreti (le virtù sono sepolte a Shanti) di un girone infernale al cui cospetto il demonio in persona impallidirebbe.
Quindici cartoline dall’inferno pronte a colpire il lettore come una raffica di mitra per altrettante tappe tese a tracciare una sorta di  mappa ideale di questo luogo insano.
Cristallizzando l’attimo o avvalendosi di eloquenti fermo immagine, l’autore aggiunge nuovi elementi  al microcosmo in espansione già delineato in Naraka e Shanti puntando i riflettori sull’ambientazione che, nel caso specifico, non rappresenta un semplice sfondo ma una componente essenziale, una protagonista fra i protagonisti.
Le strade e i muri di Parigi Sud V parlano e ogni anfratto ha la sua triste storia di sesso, morte e perversione da raccontare. Dai locali come lo Sphinx Tatoué in cui si può degustare carne umana, al mercato di Rue De Mercadeur nei cui cubi ci si può concedere una sposa virtuale per pochi crediti; dal Pont Neuf , luogo prediletto per i suicidi, alle acque inquinate della Senna  in cui i poveri rimestano per depredare i cadaveri nella speranza i svoltare un pasto; dall’Hôpital Rambuillet in cui i ricchi pagano lo scotto per essersi cibati di carne umana infetta al Café Une pièce à la fois in cui si gioca la roulette di carne, passando per la Rue de Paradis lì dove nuovi sciamani leggono le ossa di morti senza nome per restituire qualche carcassa ai propri cari.
Ciascuna storia è una ferita alla dignità, un grido di dolore − ma, a volte, anche un flebile sospiro di rassegnazione − che si libra nell’aria di una civiltà giunta alla deriva. Ogni sequenza narrativa una sferzata che mette a dura prova la nostra capacità di resistenza e tuttavia ipnotizza rendendo impossibile distogliere lo sguardo, quasi un ossimoro che non risulterà nuovo a chi ha già avuto occasione di assaggiare la penna di Caleb Battiago. Sono immagini che si conficcano dritte nel cervello e stridono quelle che ci spiattella senza mezze misure, immagini di umanità in disfacimento e massimo degrado eppure, incredibilmente, intrise di poesia.
È un futuro apocalittico quanto prossimo quello che prende forma in questo delirante scenario, popolato di anime scivolate ben oltre il concetto di dannazione perché finite in un baratro in cui le regole sono saltate e l’unica legge possibile è quella dell’homo homini lupus, un abisso che non conosce fondo in cui sopravvivere è un arte ma anche un colpo di fortuna. Alla fine di questa promenade vi sarà chiaro che in un posto come Parigi Sud V l’unica alternativa a essere mangiati è farsi fottere giacché, comunque vada, dall’inferno non si esce vivi, né tanto meno vergini. E se state pensando di tirarvi indietro, di non varcare la famosa soglia per evitare di lasciare indietro ogni speranza, sappiate che Parigi Sud V è un cancro in espansione, già in fermento per attaccare anche gli organi buoni e allargare i suoi confini.
Visionario e disturbante più che mai, Caleb Battiago si conferma sublime cantore dell’abisso, voce dissacrante e dissonante la sua è, forse, una delle più interessanti e nuove nel panorama letterario attuale.




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