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Recensione "Perfect - La perfezione di un attimo" di Alyson G.Bailey

Da Glinda
Non so più in quanti mi avete chiesto questa mia recensione. Dopo aver intervistato l'autrice per Top Girl, mi sono arrivate decine di messaggi da parte vostra, in cui mi domandavate se avessi o meno letto questo libro e quale fosse il mio parere al riguardo. Ebbene sì, l'ho letto appena uscito e questo è ciò che penso. Preparatevi, perché non sarò zuccherosa come al solito!
Titolo: Perfect - La perfezione di un attimo (Perfect #1)Dove comprarlo: LaFeltrinelli.it
Autrice: Alison G. BaileyEditore: De AgostiniPrezzo: 12,67 €Pagine: 569Il mio voto
È quello che si domanda Amanda, diciotto anni e una vita di insicurezze, quando decide di rifiutare con ostinazione l’amore di Noah. Noah che è il suo migliore amico, la sua anima gemella, il suo cavaliere dall’armatura scintillante. Amanda sa che Noah potrebbe renderla felice, immensamente felice, ma sa anche che tanta felicità potrebbe non durare. E perdere Noah le spezzerebbe il cuore. Ecco perché preferisce rinunciare a lui, e all’illusione di un momento, piuttosto che vivere con il rimpianto di averlo perso per sempre. Per molto tempo Amanda e Noah si rincorrono, soffocando la passione che li divora, gettandosi a capofitto in storie sbagliate e avventure di una notte. Ma quando un tragico evento sconvolge la vita di Amanda, le cose cambiano. Costretta a lottare con tutte le proprie forze per ricominciare, la ragazza capisce che al mondo non esiste dono più prezioso di ogni singolo istante in cui possiamo respirare, correre, ridere e… amare. E si rende conto di non avere più nemmeno un secondo da sprecare. Perché, a volte, un solo attimo di felicità vale più di una vita intera.La mia recensione
«Non c’è stato giorno nella mia vita in cui non ti abbia amata. Vorrei soltanto che mi permettessi di amarti»

Ci sono libri che vorrei amare più di altri. Libri che, avendo ricevuto il vostro quasi totale consenso, spero sempre che conquistino anche me, dandomi tutte le emozioni che hanno dato a voi. "Perfect" è uno di quei libri. E' stato accolto sia qui che all'estero, con un tale amore, una tale venerazione, che non ho potuto fare a meno di leggerlo. E lo ho letto con il cuore in mano, pronta a farmi straziare e incantare da Amanda detta "Tweet" e il suo grandissimo amore, Noah.   Mi aspettavo di trovare, tra le pagine di questo romanzo, la suggestione e la meraviglia che solo i più bei libri d'amore sanno regalare. E in piccola parte ho potuto assaporarlo, questo vortice di sentimenti che vi ha travolti.Peccato, però, che questo assaggio non sia stato sufficiente a convincermi che questo fosse il romanzo giusto per me. E mi dispiace un sacco. Perché credo che "Perfect" avesse tutte le carte in regola, idealmente, per diventare uno di quei libri che avrei reputato indimenticabile: una bella amicizia, una grande storia d'amore, tanto dramma. Invece, a causa della caratterizzazione della protagonista femminile, Amanda, la lettura di questo romanzo è stato più un'esperienza da dimenticare che altro.Peccato per Noah, unico vero protagonista del romanzo, che avrebbe meritato un libro tutto per sé, in cui le cose andassero in modo diverso. Ma tant'è... Ho dovuto vederlo soffrire ripetutamente per tutto il romanzo.E mi spiace, perché probabilmente le mie parole vi faranno arrabbiare se avete amato il libro come le centinaia di lettori che imperversano con i loro commenti entusiastici. Ma, chi mi segue da tempo lo sa, la sincerità da queste parti non è un optional. Perciò sono qui per darvi la verità, nuda e cruda, sperando di non urtare la vostra sensibilità. E, come sempre, se non avete letto questo libro il mio invito e quello di provare e decidere se può fare al caso vostro oppure no. Perché, come sapete, il mio parere è del tutto soggettivo!
«So che hai sempre avuto poca stima di te, e che credi di fare quel che è meglio per me. Ma odio il fatto che tu abbia una così bassa opinione di te stessa e non capisca che siamo fatti l’uno per l’altra. Ho cercato di limitarmi all’amicizia. Ci ho provato con tutte le mie forze, credimi.» Le lacrime scorrevano libere sui nostri volti. «Non posso starti vicino adesso. È troppo doloroso, perché ti amo. Sono totalmente e disperatamente innamorato di te, Tweet.»

Devo dare un credito a Alyson G. Bailey: l'inizio della storia dei due protagonisti è adorabile. Nati con solo un'ora di differenza l'uno dall'altra, Noah e Amanda sono cresciuti fianco a fianco, mano nella mano, affrontando ogni difficoltà come un fronte unito. Fino a quando... l'adolescenza ha bussato alle loro porte, recando con sé un carico indesiderato di complicazioni.
Certo, se al fianco di Noah ci fosse stata una qualunque altra ragazza, queste complicazioni si sarebbero presto trasformate in gioie non indifferenti. Perché, andiamo, a quale ragazza non farebbe piacere avere al proprio fianco il perfetto principe azzurro che conosce da una vita, pronto a tutto pur di renderla felice, deliziosamente compatibile con tutte le sue passioni e anche, cosa da non sottovalutare, bello da morire? Ve lo dico io a chi. Ad Amanda.
Amanda, che ha vissuto tutta la sua vita all'ombra della sorella, a cui viene continuamente paragonata dai genitori, dagli insegnanti, da tutti gli adulti che contano qualcosa nella sua vita. Amanda, che a causa di questa deprecabile situazione si impedisce di essere felice in modi molto creativi. Il peggiore? Privarsi della gioia di amare Noah. Privarsene fino a portare entrambi a diventare persone orribili, che usano gli altri per ingelosirsi a vicenda. Privarsene al punto da rendere Noah l'ombra di se stesso, pieno di insicurezze e punti deboli. Privarsene fino a quando un dramma di gran lunga più grande, orribile e minaccioso, si presenta sul suo cammino e mette tutto in prospettiva. La prospettiva di una vita non vissuta nella sua pienezza, di un'amore che avrebbe potuto splendere come una stella ed è stato calpestato troppo a lungo.Se solo questo libro avesse mantenuto la dolce spensieratezza che si respirava nelle prime pagine; se solo Amanda non fosse stata così meschina con l'unica persona che l'ha sempre trattata con amore e rispetto; se solo la Bailey non avesse usato il dramma per giustificare le carenze caratteriali dei suoi protagonisti... Se solo "Perfect" fosse stato un libro diverso e Noah non avesse dovuto soffrire così tanto, allora anche io l'avrei amato alla follia. 
«Sarai sempre la persona più importante della mia vita. Per te ci sarò sempre, qualunque cosa succeda. Non ho un passato senza di te e non riesco a immaginare un futuro che non includa anche te. Ho solo bisogno di un po’ di tempo per capire come posso averti nella mia vita senza che tu sia la mia vita».

Lo so, penserete che io sia una persona dalla scarsa sensibilità, vista la freddezza con cui vi racconto del dolore di Amanda. Ma non è così, se mi seguite da tempo lo sapete. Solitamente sono una pappamolle dal cuore tenero che si strugge per la sofferenza dei protagonisti dei libri in cui si imbatte, neanche fossero fatti di carne e ossa. E allora perché la triste storia di Amanda non mi ha smossa? Perché, putroppo, durante la lettura di "Perfect" non mi sono mai sentita libera di vivere e assaporare davvero questa storia e Noah. Al contrario ho avvertito l'amara sensazione di essere manipolata dall'autrice, che secondo me ha virato verso l'estrema tragicità solo per oscurare i lati negativi del carattere della sua protagonista principale.Immagino che sia giusto che i più giovani di voi non abbiano avvertito il fastidio che ho provato io leggendo "Perfect", né la mia voglia di schiaffeggiare violentemente Amanda al fine di farla rinsavire. Ma io, che ormai sono una signorina attempata, ho putroppo mal digerito tutti gli inutili drammi generati da Amanda e dalle sue decisioni, oltre che dalla sua totale incoerenza. L'avrei apprezzata di più se, nel preciso istante in cui ha deciso di rifiutare Noah, trasformandolo da perfetto innamorato a zerbino senza speranza, si fosse immediatamente accorta dell'incredibile errore commesso. Peccato, però, che prima di arrivare a una simile consapevolezza sia dovuta passare attraverso la fase "sono una stronza passivo aggressiva che ti impedisce di uscire con altre ragazze", seguita poi dalla fase "sono una stronza che esce con altri ragazzi di cui non mi frega nulla solo per farti ingelosire", la quale putroppo è stata attraversata anche a sessi invertiti da Noah. Seguita, infine, dalla fase "sono una ragazza troppo distrutta per rifiutarti, perciò mi abbandono FINALMENTE all'amore che nutro per te". Magra consolazione, per chi si è invaghita di un personaggio maschile tanto adorabile e deve accontentarsi delle briciole di cui lui è così felice. Lasciate che spenda anche due parole per la svolta drammatica che il libro assume a circa il 70% della lettura. A mio parere usare un pretesto così straziante, è stato, appunto, nient'altro che l'estremo tentativo da parte dell'autrice di giustificare l'imperfezione di un libro che, scusate il gioco di parole, lei avrebbe voluto fosse perfetto quanto il titolo.



La serie Perfect è composta da romanzi autoconclusivi e questi sono i titoli:


1. (Perfect #1) Perfect - La perfezione di un attimo2. (Perfect #2) Past Imperfect 3. (Perfect #3) Presently Perfect Verdetto: una vera agonia per il protagonista maschile... e per me.


Livello sensualità: sensuale ma non troppo
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