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Recensione "Rose Madder" di Stephen King (Pickwick)

Da Valentinabellettini
Carissimi astronauti, come preannunciato ieri, eccomi di ritorno con una nuova recensione (sono riuscita a rispettare il programma: yuppy)!
Si tratta del secondo libro che ho letto con il GDL organizzato da Sam di Leggo Quando Voglio dedicato a Stephen King con l'obiettivo #NonSoloHorror, per farci appunto conoscere l'autore al di là del genere che lo rende noto ai più.
Prima di procedere con la mia opinione, come sempre vi presento il libro.
Titolo: Rose Madder Autore: Stephen King
Editore: Pickwick Genere: Narrativa, Thriller, Paranormale
Data di uscita: 15 Ottobre 2014 Pagine: 506 Formato: cartaceo ed ebook
ISBN: 978-8868362393
Prezzo: € 10,11 cartaceo / € 7,99 ebook Link per l'acquisto: amazon
Sinossi: In fuga da Norman, il marito che la tormenta da quattordici anni, Rose riesce a rifarsi una vita e perfino a incontrare l'uomo giusto. Proprio nella stessa occasione, s'imbatte anche in uno strano quadro, un ritratto, che misteriosamente comincia a interagire con lei... Purtroppo, il sadico Norman si è intanto messo sulle tracce della moglie, lasciandosi dietro una scia di sangue e terrore. E quando la raggiunge, Rose capisce che per salvarsi dovrà calarsi nel "suo" mito - celato nel quadro - e trasformarsi in una dea vendicatrice...

Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Questo è il primo romanzo vero e proprio che ho letto di Stephen King, seguendo la lista che ce lo vuole far conoscere come autore non horror. Ebbene, che King sia il re dell'horror traspare anche qui, nelle diverse scene crude e sanguinarie, nella tensione che si percepisce quasi a ogni pagina, non importa se si tratta di incubi o di fatti che sono all'ordine del giorno.
Il tema trattato dal libro, nonché il nucleo centrale della trama, è la violenza domestica subita per quattordici anni da Rosie da parte del marito Norman, un poliziotto; per via del suo mestiere è scaltro, sa come inscenare i vari "incidenti", inoltre è protetto dalla sua compagnia di sbirri.
Il prologo riesce a ferire anche chi legge perché mostra una scena terribile, di forte impatto emotivo, e la descrive senza filtri: Rosie è stata picchiata al punto da avere un aborto, ed era al quarto mese di gravidanza.
È risaputo che gli esseri umani siano purtroppo capaci di gesti bestiali, crudeli, insensati e istintivi, oppure glacialmente calcolati, ma l'orrore che viviamo attraverso gli occhi di Rosie, la sua pelle e, soprattutto, la sua mente, è affiancato da un mistero che ha del paranormale e che appare più avanti nel corso della storia, a destabilizzare un po' chi si aspettava un romanzo che dalle premesse era fin troppo realistico e attuale.
A me personalmente non ha disturbato, forse perché abituata a masticare storie fantastiche o borderline, inoltre è chiaro dal titolo scelto che l'autore avesse in mente qualcosa di più, e di diverso, dalla cronaca nera e dalla semplice fuga della protagonista.
Rose Madder è infatti il titolo del quadro che Rosie acquista presso un banco di pegni, un quadro bizzarro con le prospettive sbagliate ed elementi che cozzano tra loro come il cielo plumbeo e la ragazza di spalle che si fa ombra con la mano. Il quadro sembra chiamarla, poi sembra "crescere" contemporaneamente a Rosie che si fa una nuova vita dopo la fuga dal marito. Se ho accettato con entusiasmo l'introduzione dell'elemento sovrannaturale è perché ho abbracciato questa chiave di lettura: il simbolismo. Vi ho trovato parallelismo tra lei e la donna raffigurata nel quadro, metafore... Persino un'associazione a Eva che coglie il frutto proibito dall'albero. Credo che il paranormale, in questo caso, rappresenti un'apertura della visione che completa la storia principale, oltretutto con una variante originale. Ha un senso compiuto, alla fine, ogni elemento s'incastra, ma occorre credere, andare oltre ciò che non ha una spiegazione razionale. D'altra parte è un po' triste pensare che per liberarsi di un simile mostro occorra ricorrere a un mondo parallelo... Ma è il mondo delle infinite possibilità, quello che dà a Rosie l'opportunità definitiva.
Nonostante quanto abbia appena affermato, ho provato alcune perplessità e delusioni sul finale, un po' perché l'epilogo muta registro, e la narrazione impersonale rende il tutto più distaccato, poi per via di Norman: inizialmente mi è sembrato un personaggio stereotipato, il poliziotto cattivo, poi impotente, razzista, e chi più ne ha più ne metta per aggiungergli difetti; non gliene manca uno! Poi ha cominciato a diventare interessante man mano che ci si addentrava nella sua pazza mente, in una discesa degradante che si arresta improvvisamente quando assume un certo ruolo... E non so, mi aspettavo qualcosa di più epico, e dopo aver tanto atteso/temuto il suo incontro/scontro con Rosie mi é sembrato che il fuoco si esaurisse in uno sbuffo, anziché incendiare. Non voglio cadere in anticipazioni dunque non mi pronuncio oltre, ma chi ha letto il libro ha sicuramente capito a cosa mi riferisco.
La trama mi ha dunque sodisfatta ma con qualche riserva, mentre riguardo allo stile di scrittura non ho nulla da eccepire, anzi! Ho scoperto che King ha l'abilità incredibile di creare scene precise istantanee: "parlare da vicino" è una frase a cui già dalle prime pagine associamo immagine, azione e conseguenza. Sono solo tre parole, caspita! Il registro di narrazione cambia poi a seconda di chi riguarda, quindi abbiamo il linguaggio posato, insicuro e timoroso di Rosie da una parte, e quello scurrile, violento e menefreghista di Norman; entrambi, però, hanno anche altre voci, tanto che talvolta risuona nell'una quella dell'altro, a dimostrazione di quanto i due si conoscano bene e di quanto sarà intrigante la caccia/fuga. I protagonisti sono dunque resi molto bene con le loro mille sfaccettature, solo che nel caso di Norman sembra dominarne una, mentre Rosie è un caleidoscopio, una continua rivelazione che è addirittura sconvolgente nelle pagine finali, pagine che tengono conto di tutto il male passato: quando potrà tornare a sentirsi libera e serena una donna vittima di violenza domestica? Quando la persona che doveva amarla l'ha ferita irrimediabilmente, più di quanto abbia fatto ogni altra persona al mondo? Le ferite del corpo guariscono, bene o male, ma quelle della mente restano...
"Scusi", mormorò ed ebbe una triste premonizione: qualunque cosa le avesse riservato il futuro, quella semplice parolina piena di rammarico l'avrebbe seguita dappertutto come un barattolo legato alla coda di un cane randagio. Per quattordici anni una porta chiusa l'aveva tenuta divisa dalla gran parte del mondo e in quel momento si sentiva come un topo terrorizzato che non trova più il suo buco nel battiscopa in cucina.
"Rose Madder" è un libro dal senso molto profondo che tratta della violenza sulle donne in modo inaspettato e imprevedibile.
Nulla è scontato, e Rosie è un personaggio femminile simbolo di forza ed emancipazione così come di fragilità e insicurezze. Un personaggio VERO con cui si entra subito in empatia, e che dà voce a tutte le donne che, come lei vittime di violenza, devono fare i conti quotidianamente con una mente e un cuore spaccato, mentre spinge noi altri a riflettere sul perché, ad esempio, una donna si costringa a restare con un simile uomo. Cosa scatta nella mente umana della vittima? E cosa, invece, la tiene ancorata? Un libro che, pertanto, soprattutto all'inizio, offre anche degli ottimi spunti di riflessione riguardo questo importante argomento.
Per quanto concerne il resto, quel quadro, dove coesistono bellezza e orrore, credo non lo dimenticherò mai, forse m'inquieterà ancora qualche notte, e il ritmo e l'azione di certe scene sono altrettanto memorabili, rese con la maestria di un regista da premio Oscar.
Consiglio questo libro a chi crede che King sia un autore principalmente horror, per ricredersi, e in generale lo consiglio a tutti, perché di violenza sulle donne non bisognerebbe mai smettere di parlarne, e con questo romanzo, King lo fa in modo crudele e magico, oltremodo originale. Solo che per apprezzarlo a pieno occorre sforzarsi d'immaginare una qualche interpretazione e analogia più "terrena".
Il voto di Universi Incantati:
Cosa ne pensate, carissimi? Avevate già letto questo libro? Fatemi sapere nei commenti!


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