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Recensione, Ross Poldark di Winston Graham

Creato il 19 luglio 2018 da Leggiamo
Addio mondo. Quando parte una ship tutto il resto svanisce. E adesso non mangio e non dormo più, ma leggo e guardo Poldark in un loop che spero abbia fine prima che mi si consumino gli occhi.
Ross Poldark di Winston Graham
| Sonzogno, 2016 | pag.431 | € 18,50 |
- saga Poldark 1/12 -
Recensione, Ross Poldark di Winston Graham
Cornovaglia, 1783. Ross Poldark, figlio di un piccolo possidente morto da poco, torna a casa, esausto e provato, dopo aver combattuto per l'esercito inglese nella Rivoluzione americana. Ora è un uomo maturo, non più l'avventato ed estroverso ragazzo che aveva dovuto abbandonare l'Inghilterra per problemi con la legge. Desidera soltanto lasciarsi il passato alle spalle e riabbracciare la sua promessa sposa, la bella Elizabeth. La sera stessa del suo arrivo, però, scopre che, anche a causa di voci che lo davano per morto, la donna sta per convolare a nozze con un altro uomo. Non solo: Nampara, la casa avita, si trova in uno stato di abbandono, cui ha contribuito anche una coppia di vecchi servi, fedeli ma ubriaconi. Devastato dalla perdita del suo grande amore, Ross decide di rimettere in sesto Nampara e di concentrarsi sugli affari che il padre ha lasciato andare a rotoli, tornando a coltivare le terre e lanciandosi nell'apertura di una nuova miniera. Viene aiutato dalla cugina Verity, dai due servi e da Demelza, una rozza ma vivace ragazzina che ha salvato da un pestaggio e che, impietosito, ha preso a lavorare con sé come sguattera. Nella terra ventosa di Cornovaglia si intrecciano i destini dei membri della famiglia Poldark, primo fra tutti il forte e affascinante Ross, ma anche della gentile Verity, di Elizabeth, tormentata da segrete preoccupazioni, e di Demelza che, diventata una bellissima donna, è determinata a conquistare il cuore dell'uomo che le ha cambiato la vita.
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È davvero strano come a volte ci si appassioni a una storia.Avevo sentito parlare di Poldark quando Sky nel 2016 ha mandato in onda la serie tv della BBC, ma prevedendo centomila stagioni ho subito bypassato, mi conosco, sono una che si annoia in fretta e non sopporta le attese.Poi poche settimane fa vedo la pubblicità su Canale 5. "Ah" mi dico "Adesso la trasmettono anche in chiaro...". In estate non c'è mai niente di minimamente decente da guardare così penso di darci una possibilità. Ci penso così intensamente e con così tanta convinzione... che poi mi dimentico °__°Perdo le prime due puntate, ma decido di recuperarle e le guardo in streaming... OHMYGOD! Qualcosa scatta, qualcosa che non mi succedeva da un bel po' di tempo e il dilemma si fa strada nella mia mente di lettrice malata. E adesso? Che faccio??? Recupero tutti i libri? Vado avanti con la serie tv? Mi spoilero il mondo?Cerco i romanzi su internet e mi si accende un'altra lampadina. Per me è quasi un segno del destino. Su google immagini escono le vecchie edizioni (tagliate e censurate) dei romanzi che uscivano su Intimità e che mia nonna leggeva. Lei era una grande appassionata di storie d'amore, sarebbe stata una romance addicted senza ombra di dubbio e il mio lato pink lo devo tutto a lei. Anche la mia passione per la lettura probabilmente. Quindi sì, è deciso, devo leggere Poldark. Lei ne sarebbe tanto felice.
E così eccomi qua, a parlarvi del primo romanzo di una serie che ne conta dodici (stica**i)È il 1783 quando il capitano Ross Poldark fa ritorno in Cornovaglia dopo aver combattuto nella guerra d'Indipendenza, ma quello che lo aspetta è un crudele benvenuto. Suo padre è morto, la dimora di famiglia è in rovina e la donna che ama sta per sposare un altro. Ma Ross non si piega al destino funesto, al contrario, lo prende di petto. Nonostante sia un aristocratico non ha paura di sporcarsi le mani e di mettersi al pari con la sua gente, decide quindi di riaprire la vecchia miniera di famiglia e si prodiga in ogni modo possibile per dare cibo e lavoro ai paesani. In tutto questo Elizabeth resta il suo tarlo fisso, ma Ross è un uomo orgoglioso, pieno di sé e a parte qualche momento in cui il suo animo sembra cedere a un sentimento ancora vivo, non le chiede mai nulla. Anzi. Si dimostra un perfetto gentiluomo, consapevole del fatto che ora è la moglie del cugino Francis.Nel frattempo, come aiuto in cucina, Ross assume una cenciosa ragazzina per salvarla dalle mani troppo pesanti di un padre ubriaco e violento. Demelza ha solo tredici anni, ma il suo temperamento è sanguigno, il lavoro non la spaventa e in poco tempo si dimostra un aiuto molto più valido dei vecchi servitori Jud e Prudie, che solo una cosa sanno fare bene: scolarsi litri di rum.
Il romanzo copre un arco temporale che va dal 1783 alla fine del 1787 e in questi quattro anni sono tante le cose che cambieranno in un susseguirsi di lotte di potere, duelli improvvisati ed estenuanti partite al tavolo da gioco. Ma al di là di tutto, come dice il titolo, questo è il libro di Ross, del suo cambiamento, del suo diventare uomo. Devo dire che alcune parti sono più veloci di altre, ma l'autore tende a riprendere sempre quello che abbandona e i titoli successivi ce ne daranno conferma.Ross Poldark è un protagonista pieno di sfaccettature, a tratti è il classico eroe romantico, in altri momenti è solo un uomo con pochi pregi e svariati difetti. Non è facile per lui dare voce ai sentimenti più intimi, tanto meno comprenderli, spesso è l'istinto del momento a guidarlo e sovente sbaglia. Questo primo libro racconta la sua redenzione. Di come lo spazio del suo cuore occupato da Elizabeth si rimpicciolisca per fare posto a Demelza. Le due donne sono così diverse - quello che ha una non ha l'altra - e c'è da chiedersi come Ross possa amarle entrambe. Elizabeth è rigore e compostezza, pelle di porcellana, abiti senza pieghe; impeccabile in ogni circostanza e sempre pronta a dire e fare quello che l'etichetta richiede. Demelza invece è l'esatto opposto: capelli scarmigliati, abiti impolverati, un cane come migliore amico. Diventerà una donna sotto gli occhi inconsapevoli di Ross e saprà conquistarlo e renderlo fiero, regalandogli una pace che credeva irraggiungibile.
Se Ross Poldark fosse uno dei romance che ho letto per anni le cose finirebbero qui, all'apice della felicità, con il ricordo del primo amore archiviato e nuove prospettive per il futuro, ma Winston Graham ha voluto raccontare una storia lunga circa quarant'anni e dalla vita, quella vera, possiamo aspettarci solo ritorsioni e tormenti.Il corollario di personaggi poi è vastissimo e sicuramente ogni storia è destinata a incastonarsi in un'altra. Al momento nutro un affetto particolare per la docile e sottomessa cugina Verity, divisa tra l'amore e il dovere, e per l'imprudente Jimmy, dedito al bracconaggio pur di garantire un pasto caldo alla famiglia. È inoltre impossibile non farsi sopraffare da ondate di biasimo per Francis, il pavido e insicuro cugino di Ross, o sorridere per le continue nefaste previsioni di zia Agatha che ormai ha visto nascere sei generazioni di Poldark e ancora non ci pensa proprio di finire sottoterra. Invece non so ancora definire George Warleggan. Il villain di turno? L'antagonista per eccellenza? Non lo so. George Warleggan è un uomo che si è creato dal nulla, nessuno gli ha mai dato niente, ma lui si è preso tutto. Sicuramente siamo solo all'inizio della sua scalata sociale, probabilmente non saranno nemmeno i soldi la futura merce di scambio, perché George, di Ross Poldark, detesta la felicità e probabilmente farà di tutto per strappargliela.
Devo dire che sono felicissima di aver scoperto questa saga, mi ha fatto tornare a galla tutta la passione che ho sempre nutrito per il romanzo storico e anche se dodici libri mi fanno paura per ora mi crogiolo nell'entusiasmo del momento. Un appunto sullo stile però è doveroso. Ross Poldark è stato scritto negli anni Quaranta e per quanto  alcuni dialoghi godano di una leggera artificiosità, la narrazione di Graham è di rara scorrevolezza e dotata di una inaspettata dose di ironia. Peccato che a volte si senta che a dar voce a Demelza sia la penna di uomo, ma contestualizzando il tutto all'epoca in cui si svolgono le vicende ci può anche stare. Demelza infatti, per quanto sia un personaggio moderno e fuori dagli schemi, non è colta, non è raffinata e vive all'ombra di un uomo che ammira senza riserve, meravigliandosi giorno dopo giorno di come lui abbia potuto sceglierla anche solo per un attimo e lo ammetto, da donna, in alcuni momenti, mi ha irritata. Ma è giovane e di tempo per cambiare ce n'è...Sugli altri invece niente da obiettare. L'intera psicologia dei personaggi è resa dal narratore omnisciente, ma si evince facilmente anche dai dialoghi, Graham presta molta attenzione nel differenziare il parlato a seconda della classe sociale di appartenenza, così come cura il periodo storico che fa da sfondo alle vicende. La Cornovaglia tra il XVIII e il XIX secolo ha prodotto i due terzi del fabbisogno mondiale di rame e l'immigrazione in quella terra volubile e desolata è stata massiccia. Ma al lavoro non sempre corrispondeva un guadagno sicuro ed essere proprietari di una miniera poteva significare grande fortuna o rovinosa caduta. Però era ed è una terra di grandissimo fascino che sferza il cuore, riempe gli occhi, brucia la pelle. Vedo ancora Nampara con le sue imponenti scogliere, le onde indomite che si riversano sulla spiaggia e sento quella forza imprevedibile regolata solo dalle leggi della natura.
Quattrocentotrenta pagine consumate in due sere. La gioia mista a paura nel sapere che me ne aspettano altrettante e poi ancora, e ancora. Per ora mi godo quell'attimo di pace duramente conquistato dai protagonisti. Nell'attesa che la marea travolga tutto.

Recensione, Ross Poldark di Winston Graham

Poldark, BBC 2015


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