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Recensione: "Split"

Creato il 01 febbraio 2017 da Giuseppe Armellini
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Split rappresenta il ritorno, il grande ritorno, di Shyamalan alla luce che gli compete.I soliti difetti di sempre ma anche la solita grande passione, maestria e originalità. E se McAvoy è straordinario nel suo personaggio a personalità multiple ancora più grande, forse, è la magnifica Anya Taylor-Joy, lei e i suoi occhi neri nei quali ho rischiato di perdermi
presente qualche spoiler, grande solo dopo l'ultima immagine
Che poi, alla fin,e credo che anche il cognome c'entri eh.Voglio dire, essere terzino dell'Inter e chiamatte Gresko, Pistone o Centofanti vuol dire esse dileggiato, a parità di prestazioni, 1000 volte peggio se te chiamassi come un Rossi o un Esposito qualunque.Shyamalan c'ha un cognome che pare un gargarismo e la cosa, ne sono sicuro -il mio è un discorso serio- sicuramente ha peggiorato le cose.Se si fosse chiamato Singh (per restà in India e ricordare il grande Tarsem) o, che ne so, Taylor, per dà un respiro più anglosassone, mica sarebbe stato preso per il culo come è stato preso per il culo per tutta la sua carriera.Il cognome c'entra, stop.Poi c'entra anche il fatto che di cazzate ne ha fatte tante e che anche quando ha fatto le cose più buone di cazzate dentro le cose più buone ne ha fatte.Oh, ma io glie voglio bene.E mi fermo qua che sennò ogni film de Night ripeto le stesse cose.

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Ecco, se già con The Visit il regista indiano aveva saputo (per umiltà o necessità non si sa) ripartire dal basso, portando a scuola quasi tutti i registi di mock degli anni 2000, Split è la conferma che Shyamalan può ancora dar tanto nel cinema grande, in quello dove sguazzava una quindicina di anni fa.Siamo davanti ad un gran thriller.Un thriller in qualche modo anche colto, complesso, coraggioso, difficile da gestire.Kevin è un uomo affetto dal disturbo dissociativo d'identità.Dentro di lui vivono 23 diverse personalità.Qualcuna è più forte delle altre, qualcuna meno.In ogni caso tutte hanno la "coerenza" per rapire 3 ragazze e portarle in un sotterraneo.Per quale motivo?Per darle "in pasto" alla più terribile delle sue personalità, la 24ima, La Bestia.Oh, sarà esagerato, ma a me sto film ha anche emozionato.Merito di 3 fattori principali.Il primo è la passione viscerale che c'ho visto dentro da parte di Shyamalan, quel suo solito dar tutto, mettere dentro alle cose che fa tutto sè stesso, Il secondo è un soggetto molto doloroso che racconta dello scontro-incontro tra due anime simili, due esseri umani dall'infanzia negata e segnata di abusi.Non siamo mai davanti ad una vera e propria Sindrome di Stoccolma ma alcune scene dimostrano chiaramente come Casey riconosca Kevin come anima affine e viceversa.Il terzo motivo ha un nome e cognome: Anya Taylor-Joy.Risultati immagini per split film 2017
Ecco, io ancora una volta, dopo The Witch, mi sono perso nei suoi grandi occhi neri.Credo che raramente, a questa età, io abbia visto due interpretazioni, una dietro l'altra, di tale livello.Anya è bellissima, di una bellezza non urlata, quasi intellettuale. E trasmette le cose che è una meraviglia. E' talmente brava che i due registi che l'hanno portata alla ribalta, Eggers e Shyamalan, in entrambi i casi l'hanno nascosta dietro abiti larghi e spersonalizzanti, bianchi in un caso, neri nell'altro. Hanno visto il fuoco della recitazione in questa ragazza, hanno capito che, anche se aveva solo 18 e 19 anni ai momenti delle riprese, potevano affidarle ruoli da protagonista basati solo e soltanto sulla recitazione.Non è un caso che in Split le altre due ragazze vengano usate, rispetto a lei, anche più come corpi. Perchè la differenza di bravura tra loro e lei è abissale.Dico la verità, ho provato un mezzo innamoramento per la Taylor-Joy, un misto tra il fisico e l'artistico-interpretativo, un pò come mi successe con Adele Exarchopulos.Insomma, il suo personaggio mi trasmetteva moltissimo.Questo anche grazie a dei superbi flash-back, fotografati divinamente, quasi in maniera irrealistica (ma che bosco ci mostra Shyamalan? che bellezza...) che ci mostrano la storia della Casey bambina (formidabile la piccola attrice), una storia raccontata con mirabile pudore e misura sì, ma che mette i brividi lo stesso.per farla breve uno dei due personaggi principali funziona del tutto.E che dire dell'altro?Risultati immagini per split film 2017
Ricordavo McAvoy solo per lo splendido L'ultimo Re di Scozia (in cui, curiosamente, giganteggiava il Whitaker appena visto in Arrival). In realtà non credo di averlo incrociato mai più successivamente.E lo trovo adesso fornire un'interpretazione pazzesca, "incredibilmente credibile" nel restituire così tante facce, caratteri e personalità.Un viso dall'espressività enorme, una recitazione che, visto il soggetto, prestava il fianco all' overacting e che invece, a mio parere, è stata gestita in maniera perfetta.Il suo piccolo Hedwig e l'omosessuale Barry rimangono davvero impressi.Senza polemiche, a volte penso se ci fosse stato, che so,  Gosling in questo ruolo. Che sarebbe venuto fuori?Split, quindi, è anche un film che riporta a grandi livelli un aspetto sempre più secondario nel cinema, la recitazione. E non solo con loro due, ma anche con la splendida Betty Buckley, in un personaggio, quello della psicologa, davvero riuscito.Non è un caso che i dialoghi tra lei e McAvoy siano, probabilmente, tra le parti più riuscite del film.Sulla regia quasi inutile dir qualcosa, credo che anche i più grandi detrattori di Shyamalan ne abbiano sempre lodato la mano e lo stile.Basterebbe la scena del prologo, quella nell'automobile, per capire la classe e la maestria del nostro.Una sequenza di sguardi e di rapidi movimenti di camera, di vedo e non vedo.A me, poi, per colori, movimenti e location è piaciuta tantissimo la sequenza del pasto coi sandwiches.La sceneggiatura ha i suoi due più grandi punti di forza nel sopracitato rapporto tra Casey e Kevin e nella riflessione che scaturisce fuori riguardo la "malattia" dell'uomo.Questo suo poter essere tante personalità diverse viene vista dalla psicologa, più che come malattia come un "super-potere", ossia la dimostrazione fisica di come l'uomo, sfruttando al massimo il suo cervello, anche nelle sue anomalie, possa raggiungere risultati difficilmente spiegabili.Risultati immagini per split film 2017
Alcune personalità sono fisicamente più deboli, altre più forti, alcune hanno il diabete, altre stanno bene, alcune sono più intelligenti, altre meno.Quello che apparentemente può sembrare un handicap in realtà, per la psicologa, è la prova tangibile di trovarci davanti ad esseri viventi in qualche modo "soprannaturali".E ancora non aveva nemmeno visto La Bestia...Tutte le 23 personalità hanno però, in qualche modo, la "coerenza" di poter permettere a Kevin di avere un lavoro, quella di poter tenere segregate le ragazze senza che una delle 23 le voglia liberare e, soprattutto, tutte la stessa intenzione di voler proteggere il loro corpo originario, Kevin appunto, un ragazzo cresciuto con una madre terribile e che ha sviluppato questo suo disturbo per protezione.C'è una 24ima personalistà però, la Bestia sopracitata, che piano piano arriva sempre più fuori, "alla luce", aiutata principalmente dalle due personalità più indesiderate, quella del maniaco dell'ordine Dennis e quella della "donna" Patricia (sono loro alla fine ad aver rapito le ragazze).Split è un film tutt'altro che perfetto.E, come al solito con Shyamalan, i difetti sono nel troppo, nel suo non sapersi mai contenere.Innanzitutto nella pessima scena del suo cameo, francamente inutile e mal girata.Poi la motivazione del mostro, ovvero quella di punire le ragazze "non meritevoli", impure, che non hanno mai sofferto, pare davvero debole.Siamo dalle parti di quegli assassini che puniscono intravedendo negli altri dei peccatori, come, tanto per fare due titoli, Frailty e Saw.Sarebbe bastata la vecchia storia del mostro che si mangia le vergini per quanto mi riguarda. Ma, come al solito, Shyamalan esagera con le sue connotazioni morali.Risultati immagini per split film 2017
La terza esagerazione è, ancora una volta, tipica di uno che non si sa contenere.Era molto interessante vedere come Kevin potesse diventare La Bestia. Come i suoi muscoli venissero fuori, come acquisisse una forza straordinaria, il non plus ultra della teoria formulata dalla psicologa.Ma a Shyamalan no, non gli bastava, e ha dovuto renderlo una creatura molto vicina al soprannaturale. Il che ci ha regalato dei momenti notevoli (lui che cammina per le pareti, l'aumentare della dentatura) ma che portano Split da gran thriller psicologico che era a derive horror che io, francamente, avrei evitato.E così dopo un, mai visto prima, montaggio alternato quintuplo (La Bestia, la psicologa, Casey, l'altra ragazza, l'altra ragazza) arriviamo in qualche modo al finale.E Shyamalan per l'ennesima volta esagera, regalandoci tre finali.Tre finali diversissimi.Il primo è il finale emotivo, intensissimo, quello che finisce sul volto di lei.Il secondo è il finale di genere, quello su McAvoy non ancora morto che minaccia l'umanità, un finale da cinecomics che avrei francamente evitato (quarta esagerazione, quarto difetto).E l'ultimo è il finale personale, quello che Shyamalan si prende per sè.E' un finale che è quasi un grido di autoaffermazione, un amare sè stesso, un moto d'orgoglio, uno sconclusionatissimo ma emozionante, tremendamente emozionante, dire:"Sono M.Night Shyamalan.Adesso come allora"7.5


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