Recensione Teardrop di Lauren Kate.

Creato il 11 novembre 2013 da Valentina Seminara @imatimehunter
Sono felice di aver preso l'abitudine, per un certo tipo di libri, di non leggere le trame di quelli che inizio. Un'occhiata veloce a quel che dice il retro copertina, una capatina fra i giudizi già dati sul libro -guardo solo le stelline e qualche frase!- e una gran dose di fiducia verso il mio istinto, e se il romanzo in questione risponde positivamente ai precedenti requisiti entra automaticamente nella mia libreria. Se poi è di una autrice conosciuta, mi getto ad occhi chiusi, come in una scommessa. Anche questa volta, con Lauren Kate e il suo nuovo libro, Teardrop, sono stata premiata!


Teardrop Lauren Kate
Rizzoli
460 pagine
30 Ottobre 2013
18,50€
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Voto: ★ ★ 
Una lacrima.
Una goccia.
Un’onda.

Che rischia di travolgere tutto.

Anche l’amore.
Il mondo di Eureka affonda all’improvviso quando un’onda anomala le porta via sua madre Diana. Il loro rapporto era speciale e ora che Diana non c’è più, Eureka vorrebbe solo scomparire per dimenticare. Fare breccia nel guscio in cui si chiude è sempre più difficile per chi le sta intorno. Proprio quando il dolore sembra diventare insopportabile, Eureka si accorge di non essere sola. Ander compare all’improvviso nella sua vita, ma è come se si conoscessero da sempre. Eureka sente che Ander profuma di oceano, un oceano nel quale vorrebbe perdersi, e i suoi occhi sono così azzurri e profondi da darle le vertigini. Ma non è facile fidarsi di lui: dopo il suo arrivo strane coincidenze portano a galla vecchie storie fantastiche e terribili, antiche leggende di mondi sommersi. Quando queste fiabe irrompono nella realtà mettendo in pericolo lei e i suoi cari, Eureka capisce di essere parte di un disegno più grande in cui le sue lacrime hanno un potere immenso ma ancora sconosciuto.
La mia Recensione            

Teardrop mi è andato a genio fin da subito. Il prologo si apre con la scena in cui il mondo di Eureka è sul punto di cambiare, quello di Ander di crollare per sempre. Sa di esserne innamorato con la stessa certezza con cui conosce ogni dettaglio di lei, dalla sua voce stonata al modo in cui vola quando corre, dimentica di tutto e di tutti. Eppure non le ha mai parlato, ne lei sa della sua esistenza. Però la osserva da anni, poiché questa è la missione che i Guardiani del Seme gli hanno affidato fino al giorno in cui avrebbero dovuto porre fine alla sua vita.
Quel giorno è arrivato, e Ander sa che spezzare la vita di Eureka equivarrebbe a spezzare la propria. E quando lui e gli altri Guardiani scatenano l'onda che travolgerà il ponte in cui lei e sua madre si trovano, qualcosa in lui si spezza davvero; e scagliandosi contro ogni logica, andando contro tutti gli insegnamenti dei Guardiani -gli anni passati ad osservare l'essere che avrebbe potuto scatenare l'Apocalisse con le proprie lacrime- Ander la segue infondo al mare e le salva la vita. Ciò che Eureka aveva di più prezioso al mondo però, sua madre Diana, è andato perduto con quello che lei crede essere un incidente, e nessuno potrà più riportarglielo, acquietando il suo dolore. Motivo per cui Eureka passerà da uno psicologo all'altro, perderà gran parte degli amici che aveva e tutte le cose che aveva amato fare, rinchiudendosi dietro un atteggiamento stoico che impedirà a tutti di raggiungerla davvero. Tutti, eccetto Ander.
Eureka non conosce il ruolo di lui in ciò che è accaduto alla madre, e ne rimane affascinata. Sembra distaccarsi dal mondo solo camminando o parlando, e il modo in cui le si rivolge, come se temesse le sue reazioni e al contempo non desiderasse altro, fra timidezza e malizia, ha davvero acceso il mio interesse. Anche Cat, l'amica di Eureka, con cui ha in comune la passione per la corsa, pare pensarla così. Per Brooks, invece, suo amico dai tempi delle elementari, la storia è un po' diversa -reagisce con quella posa da fratello maggiore/ragazzo geloso che sicuramente comprenderete. Ma Eureka è attratta da Ander, nitido in una realtà sempre più sfocata -come in fondo al mare, dove l'unico viso limpido è il suo. Sparisce senza lasciare traccia per poi tornare, mentre la vita di Eureka viene trascinata a largo e a riva dalla corrente, senza che lei possa opporre resistenza. Litiga con i suoi amici e cerca in tutti i modi di carpire il significato nascosto dietro la lettera della madre e i tre oggetti che le ha lasciato nel suo testamento -un ciondolo, una strana pietra e un libro dalla dubbia lingua, illeggibile per lei. Ma questi sono solo il preludio di una ricerca ricca di avventura ed emozioni forti, che ha come meta qualcosa che coinvolge Eureka in prima persona e che le farà scoprire i segreti che la madre le ha taciuto per tanto tempo.
La donna annuì in direzione degli inseparabili. «Mi dicono che ti sta osservando da lungo tempo.»
«Chi?» Cat si guardò intorno nella stanza.
«Lei lo sa.» Madame Blavatsky sorrise a Eureka.
«Ander?» sussurrò Eureka.
«Ssh» fece la sensitiva. «Il canto dei miei inseparabili è splendido e fausto, Eureka. Non lasciarti condizionare da cose che ancora non puoi capire.»


Ho apprezzato moltissimo il fatto che il segreto del lui, questa volta, non fosse motivo di indagini e ipotesi da parte del lettore, perché l'autrice mette subito le carte in tavola e ci spiega, per sommi capi, il ruolo che Ander ha nella vita della protagonista. A Eureka toccherà invece scoprire piano piano la verità, ed è in questo che l'ho accompagnata per tutta la lettura, intrigata da quell'assaggio iniziale e vogliosa di saperne di più. Non per questo mancheranno le rivelazioni e la suspance -anzi la incrementano. E anche le scene divertenti, come quando Eureka si reca dalla psicologa tutti i martedì sotto ordine della sua matrigna e inizia un teatrino pieno di scaltra ironia, malinconia, digressioni mentali di ogni tipo e un'ottima dose di sarcasmo, cercando in tutti i modi di eludere le insopportabili frasi fatte della dottoressa -che lei riesce sempre a prevedere nella sua mente, rendendo la professionalità della donna una sorta di buffonata pazzesca. Il fatto è che fino all'ultimo non c'è nulla di certo, la mia capacità di formulare ipotesi è svanita per gran parte della lettura e me la sono goduta pienamente, come non succedeva da tempo -di solito sono sempre impegnata a prevedere gli esiti finali e carpirne i segreti. Per quel che mi riguarda, per molti aspetti ha superato anche Fallen, in cui la mitologia angelica era abbastanza evidente. E qui invece è tutto tanto intrigante da lasciarti sulle spine fino alla fine. Lacrime. Cosa mai possono fare delle lacrime, e in che scenario paranormale dovremmo collegarle?  
Che dire su Ander, invece? La Kate non abbandona il topos dell'amore predestinato, molto diverso da quello che abbiamo trovato in Fallen, nonostante sia ovvio agli occhi del lettore per chi batterà il cuore della protagonista e che il fatto che le loro strade -e i loro sentimenti- si siano intrecciati così non è un caso. Quel che posso dirvi, è che il loro un legame inevitabile quanto imprevedibile, con quell'ironia che sfocia in occhiate intense che riescono a torcere lo stomaco anche con carta e inchiostro come tramite. Lui è una sorta di stalker, niente a che vedere con lo schivo Daniel che ricordiamo. E' un tipo di predestinazione differente, e per questo forse più apprezzabile, specie per tutti quelli che non avevano amato la precedente saga angelica. Ma, ecco, ciò che unisce Eureka e Ander non è quell'insieme di sensazione che scoppiettano quando si guardano -quando si scontrano, nei momenti più discutibili-, o almeno non solo, quanto piuttosto una storia le cui origini si sono perse nel tempo e nella memoria, così impensabile che non avrei mai potuto ricostruirla da sola. Non c'è niente di troppo melenso fra loro, solo diffidenza e curiosità, impulsi senza spiegazione alcuna ed emozioni sfuggenti, nessuna manifestazione esplicita per gran parte del libro, fino agli ultimi capitoli. E' un qualcosa che si costruisce lentamente e in modo complesso, fatto di attrazione e repulsione, istinto e razionalità, qualcosa da cui valesse la pena farsi coinvolgere, e che forse anche voi potreste apprezzare. Queste origini risiedono in una leggenda, raccontata in un libro con le fattezze di una fiaba romantica dai risvolti sinistri, una profezia che si estende fino ad abbracciare sia Ander che Eureka, in un mondo che non dovrebbe esistere e destinato a diventare la sua nuova realtà.
Come al solito, lo stile della Kate fa salire l'ansia alle stelle. Completo, esaustivo, arricchisce di dettagli la storia con digressioni, riflessioni, pensieri e dialoghi intriganti -all'interno di una storia già di per sé intrigante- che favorisce quell'omogeneità tipica dei suoi romanzi che avevo già imparato ad apprezzare in Fallen. E' come stare in apnea per ore, leggendo, quando tutto sembra ovattato e l'unica cosa che riesci a fare è sfogliare le pagine una dietro l'altra, per saperne sempre di più, finché non arrivi alla fine e non è ancora abbastanza. La curiosità abbonda e ti trascina, ti fa sorvolare i piccolissimi dettagli e tutte quelle situazioni inafferrabili, intricate, che non riesci a decifrare se non quando il quadro completo della storia non si è ormai palesato e ritorni indietro con la mente pensando, ah!, ecco perché qui e lì era così. Essendo il volume d'apertura di una trilogia, devo dire che non è andata male. Il lettore si ritroverà a sapere qualche che serve, ma non abbastanza da ritenersi soddisfatto, esortandolo così a continuare quest'immersione in una storia che riecheggia miti antichi e personaggi sfaccettati, complessi, compagni perfetti per un'avventura del genere, ricca di romance e mistero.

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