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Recensione | “The Chemist, la specialista” di Stephenie Meyer

Creato il 05 febbraio 2017 da Parolepelate

Mi sono approcciata a questo libro totalmente per caso: ero al supermercato e sono passata dal reparto giornali, come al solito l'occhio è caduto sui libri esposti. Avendo letto la saga di Twilight e L'Ospite anni fa, il nome Meyer ha attirato la mia attenzione. È stata una vera sorpresa scoprire che quest'autrice si fosse decisa a pubblicare qualcosa di nuovo, qualcosa che non fosse una versione genderbender di Twilight.
Eppure... non l'ho comprato in quel momento, l'ho rimandato a tempi migliori! Sta di fatto che a Natale me l'hanno regalato, e ora sono qui a recensirlo per voi.
O meglio... per me.
[Sono presenti spoiler, ma nulla di esagerato, anche perché non ci sono colpi di scena.]

Parole Pelate presenta...

The Chemist, la specialista
di Stephenie Meyer

Recensione | “The Chemist, la specialista” di Stephenie Meyer

Editore: Rizzoli

Genere: Thriller, Suspance, Romantico

Prezzo di copertina: 20,00 €

Pubblicazione: 24 novembre 2016

Ho iniziato a leggere con le migliori intenzioni. All'epoca, sebbene non ne andassi pazza, ho apprezzato Twilight (aveva i suoi difetti, ma non era il "male" che in molti avevano dipinto) e mi è piaciuto davvero tanto L'Ospite, con tutti i limiti che anche questo romanzo aveva. Non avendo particolari pregiudizi verso l'autrice, a parte il fatto che pubblichi davvero pochissimo, ho letto il libro con un approccio totalmente neutrale.

Ed è con lo stesso tono che vi dico che il romanzo fa pena, che ha molti difetti e, non so se anche a causa degli anni in più rispetto a quando lessi Twilight, mi sembra nettamente peggiore dei suoi precedenti lavori.

Tanto per cominciare, parte lentissimo. Anche se sono solo un decimo del libro, le prime cinquanta pagine che introducono la protagonista, Alex, sono così prolisse che non riuscivo a leggere più di un capitolo al giorno, mancano totalmente di mordente. Poi finalmente viene introdotto anche il protagonista maschile e la storia finalmente si muove un po', però purtroppo i momenti di noia non si esauriscono con l'inizio, spesso ci sono situazioni lente, poco interessanti, che sono più frequenti dei momenti pieni di azioni. Non aiuta che i due protagonisti principali abbiano il carisma di una patata lessata.

A proposito dei personaggi, sono pochi e trattati male. E, secondo me, anche il difetto maggiore del romanzo.

Partiamo da Alex. L'idea di questa donna scienziata che tortura le persone con dei veleni è ottima, ma non è stata realizzata molto bene. Alex ha talmente paura di essere presa, che dorme con una maschera a gas e la stanza pronta a riempirsi di veleno scaccia intrusi, però tempo cinque minuti e l'amoooore la rende più calma. Non funziona così nella vita reale.

Grattata la crosta che rappresenta le sue capacità con le sostanze chimiche, sostanzialmente è la solita verginella che non ha mai avuto amicizie femminili ed è sempre vissuta in un modo di uomini (testuale), con pochissimo tempo per fare esperienze. Anche mettendo che sia vero, cos'ha fatto nei primi vent'anni di vita, cioè prima di essere assunta? Anche i nerd, come lei stessa si definisce, stringono amicizia, sfatiamo il mito.

Purtroppo, la Meyer ha avuto un'idea d'oro - protagonista femminile che torturava per lavoro e per vivere, ora in fuga -, ma alla fine Alex è un personaggio con pochissime tonalità di grigio, la tipica buona che faceva quel lavoro per salvare il mondo che ora è nei guai perché il governo la vuole morta. Si sarebbe potuto creare un personaggio molto più controverso di così, e invece no.

Ma se Alex alla fine si poteva pure accettare, poi è arrivato lui, Daniel, che da adesso in poi chiamerò Idiota.

Idiota era partito anche abbastanza bene. Parliamo di un ragazzo normale, con un lavoro da professore, non particolarmente affascinante e una persona gentile. Ben vengano i protagonisti maschili gentili, mica devono essere per forza dei tizi badass che non devono chiedere mai. Gentile, però, sul dizionario non è sinonimo di idiota. Inoltre, uno può essere gentile e avere anche un amore proprio. Non Idiota, lui l'amor proprio non sa manco dove sta di casa.

Idiota è l'interesse amoroso di Alex e il loro primo incontro avviene in modo molto difficile. Assunta per un ultimo lavoro, ad Alex viene fatto credere che Idiota abbia in programma una strage, quindi lei deve torturarlo con le sue sostanze chimiche per ottenere risposte utili a salvare il mondo.

Com'è prevedibile, Idiota non c'entra niente, pertanto il poveretto si è fatto torturare per una buona ora per nulla. Sarebbe un inizio terribile per una storia d'amore se ci trovassimo di fronte ad una persona con un cervello, ma non Idiota, no. Bastano poche pagine e qualche spiegazione perché lui arrivi a compatire Alex. Eh, certo, non è che lui abbia urlato e pianto di dolore fino a qualche minuto prima.

Idiota ha subito un trauma terribile, anche perché la tortura perpetrata da Alex è orribile, a causa di una sostanza che riesce a farti provare un dolore intenso per circa trenta minuti. Un tempo che immagino possa essere eterno se trascorso in questo modo, ma lui niente, come se avesse fatto una scampagnata e lo dimostra il fatto che più avanti nel romanzo, c'è questo agghiacciante scambio di dialoghi:

"Ho chiesto a Kevin di te. Dice che lo hai torturato" e indicò Daniel con la testa.
"Ah, be', tecnicamente è esatto. Ma si è trattato di uno scambio di identità."
Gli occhi di Val si accesero di interesse. "Cosa hai fatto? L'hai bruciato?"
"Cosa? No, no, ho usato... sostante chimiche iniettabili. Le trovo più efficaci e non lasciano cicatrici."
"Mmh." Val girò il busto sul ripiano di marmo in modo da essere di nuovo rivolta verso Daniel. [...] "È stato molto doloroso?" volle sapere Val.
"Più di quanto avrei mai immaginato" ammise lui.
Sembrava affascinata. "Hai urlato? Hai implorato? Ti sei dibattuto?"
Daniel non poté fare a meno di sorridere del suo entusiasmo. "Tutto quanto, credo. Oh, e ho anche pianto come un bambino." Continuando a sorridere, parve d'un tratto a suo agio [...]

Sorvolando sull'improbabilità che un simile essere possa esistere - ripeto, buono non fesso -, ci rendiamo conto quanto sia diseducativa una cosa del genere? È come se la Meyer stesse sottointendendo "non importa quanto fa male se c'è l'amoooore", che è il messaggio più sbagliato che ci possa essere, e questo vale sia per uomini sia per donne, sebbene come sappiamo bene statisticamente i femminicidi sono molti di più.
Come se non bastasse, una decina di pagine dopo Kevin, il fratello di Idiota, viene a sapere che lui e Alex si sono messi insieme e dà di matto.

"Non riesco a crederci, Danny. Dove hai la testa? Dopo quello che ti ha fatto?"
Daniel era ancora tra Alex e Kevin, perciò lei non poteva vederlo in viso. Ma avvertì come un sorriso nella sua voce. "Fai tanto il duro, il tipo letale e pericoloso. Eppure stai dicendo che per un po' di dolore lasceresti perdere la donna che vuoi? Sul serio?"

OH MIO DIO. OH MIO DIO. Cosa ho appena letto?
Se fossi stata Kevin, in quel momento avrei fatto interdire Idiota. Secondo quello che il libro ci mostra - e i dialoghi sopra sono una prova -, quello che Idiota ha subito non è stato nulla di che. Non gli è rimasto alcun segno, né fisico né mentale.
Complimenti!

Com'è prevedibile, proprio per la mal gestione mentale dei personaggi, la storia d'amore di Alex e Idiota risulta falsa, oltre che sbagliata oltre ogni dire. Ci fosse stato uno sviluppo lento, un processo di perdono per quello che Alex aveva fatto a Idiota - e non mi frega se aveva un buon motivo, dal punto di vista della vittima le parole "buon motivo" non esistono -, allora avrei potuto accettare la nascita di questo rapporto romantico, ma non così.
E comunque, anche senza tutta la tremenda premessa, come storia d'amore è noiosa e totalmente priva di tensione. I due si baciano poco prima della metà della storia e fanno i piccioncini per tutto il resto del libro. Pure la contrarietà di Kevin dura il battito di un ciglio.
Sono davvero pochi i momenti in cui, conoscendosi, Alex e Idiota condividono scene che non sembrano costruite.

Infine, il terzo e ultimo personaggio davvero importante, è Kevin, come detto prima fratello di Idiota. Inizialmente, era quello che mi aveva colpito di più e ho finito anche per sentirne la mancanza quando non era presente.
Nel corso del libro, mi è sceso un po' anche lui, però il suo rapporto con Alex è nettamente migliore di quello del fratello. C'è una crescita più naturale, infatti all'inizio si odiano, poi sono costretti a collaborare e infine l'odio sparisce e cominciano ad apprezzarsi di più. Ammetto di aver pensato all'inizio che la Meyer avesse intenzione di buttarla nel triangolo, complice anche il fatto che Kevin aveva parecchia chimica con la protagonista, cosa però poi non avvenuta. Non saprei dire se è stato un bene o no. Rimane il fatto che sia la relazione interpersonale migliore del libro.

La trama - la fuga dei ragazzi e la ricerca della verità dietro cui si nasconde il motivo per cui li vogliono morti -, purtroppo, fa solo da contorno. Come detto all'inizio, il libro pecca molto nei colpi di scena - inesistenti. Sul serio, ho letto le ultime sessanta pagine aspettandomi un colpo di scena che non è mai arrivato. È stato molto avvilente -, e le parti attive, con torture, fughe, piani e altro non sono molte, sovrastate dai momenti di calma. Per un romanzo di questo genere, quello che vorrebbe essere, è una grande mancanza.

Del finale non parlerò, sono già entrata anche troppo nel dettaglio, ma direi che è accettabile. Nulla di eclatante, eh, in linea con il resto, però nelle ultime pagine si accelera, avvengono un po' di cose e l'epilogo è stato carino. Peccato che non basti a salvare il resto.

Ricapitolando...

Non lo consiglio affatto (a parte che ha un prezzo eccessivo, frutto solo del nome che porta). I personaggi sono terribili, la trama è deboluccia o noiosa e lo stile ha lo stesso problema dell'Ospite, si dilunga troppo. Secondo me ci sono almeno un centinaio di pagine che si potevano eliminare.

E voi? L'avete letto? Che ne pensate? Avete intenzione di comprarlo?

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