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Recensione | The Walking Dead 8×10 “The lost and the plunderers”

Creato il 06 marzo 2018 da Parolepelate

Michonne

La vita dopo Carl Grimes.

Con la morte di Carl, Michonne ha praticamente perso un membro della sua famiglia. Se lei per Carl era la migliore amica, lui per lei era un fratello minore. Mi è tornata prepotentemente alla memoria quella scena in cui facevano a gara a restare in equilibrio sulle rotaie e si dividevano una barretta di cioccolato. Così, ho trovato perfettamente logico che, alla vista del gazebo in fiamme, anche se lei e Rick erano pronti ad andarsene e con gli zombie che sciamavano nel quartiere, decidesse di attardarsi a spegnere l’incendio, perché “Gli piaceva sedersi sul tetto”. Non razionale, logico: non era infatti razionale farsi circondare dai morti, col rischio di diventare una di loro, ma era perfettamente logico voler “preservare” qualcosa che a quel ragazzino piaceva. Lo avrei fatto anche io.

Negan

Ah, quel povero Negan. Non solo deve occuparsi di Rick, di Maggie e di Ezekiel, ma a quanto pare anche di Simon. Tre conflitti esterni già ardentemente divampati, più un focolaio di guerra civile che rischia di diventare una bella fiamma. Simon è da sempre il braccio destro di Negan, dove non arriva Lucille arriva lui, ma non è un semplice galoppino: è un personaggio con una forte personalità e molto carismatico. Era solo questione di tempo che si scontrasse com il grande capo. Dopotutto, saggezza popolare ci mette in guardia su due galli a cantare nello stesso pollaio. Negan crede di avere la situazione sotto controllo, mentre Simon ha già iniziato a fare di testa sua, venendo meno – e non di poco – agli ordini. E dubito che, una volta assaggiata l’ebbrezza di aver finalmente preso una decisione, e non solo di aver eseguito un comando, possa fermarsi qui.

Mentre per quanto riguarda lo strano rapporto tra Negan e i Grimes, è evidente che Negan sia rimasto genuinamente dispiaciuto di apprendere della morte di Carl. E non credo che fosse solo perché aveva “dei piani” che riguardavano il ragazzo, quindi una sorta di tornaconto, ma anche perché secondo me lo ammirava davvero, e questo a prescindere dal fatto che riuscisse o no a portarlo dalla sua parte.

Recensione | The Walking Dead 8×10 “The lost and the plunderers”

Enid

Evidentemente, il corso di leadership all’Università di Hilltop sta dando buoni frutti. Chi l’avrebbe detto mai che Enid avesse in sé qualità del genere. Non solo con quelle di Oceanside – che volevano fare la pelle a lei e ad Aaron – è stata decisamente persuasiva, ma è stata anche incredibilmente badass. Mi è proprio piaciuta. Piccole Maggie crescono…


Simon

Ah, quel povero Simon. Negan che lo comanda a bacchetta di qua e di là, ci sta che uno a ‘na certa sbrocchi. E in maniera decisamente plateale.

– “Solo uno, eh, Simon. Mi raccomando, fanne fuori solo uno. Uno. Ti faccio lo spelling? U. N. O. Hai capito?”
“Ma sì che ho capito, uno, ti pare che non ho capito, guarda, me lo segno, toh, uuuuno”.

E fu così che uccise una roba tipo novanta persone. Ma per quanto mi riguarda non ne sono affatto dispiaciuta, perché la comunità della discarica non la potevo proprio soffrire.


Jadis

Non si può dire che Jadis non sia l’artefice della sua disgrazia. Da regina della spazzatura a direttamente spazzatura è un attimo. Tra doppi e tripli giochi, il karma prima o poi ti ritorna indietro, e con gli interessi. Così, per essersi alleata con Negan, e poi con Rick, e poi aver preso per il culo Simon, è rimasta da sola. Eh, pazienza.

Una cosa, comunque, è certa: non guarderò mai più la carne macinata con gli stessi occhi.

Ah, un’altra cosa: fate il vaccino per il tetano (o, se l’avete già fatto, fate il richiamo) perché hai visto mai che ci sia l’apocalisse zombie e troviate rifugio in una discarica: se andate in giro in mezzo alla spazzatura come Jadis, scalza e con un semplice prendisole, morireste ancora prima di vedere un morto vivente da vicino.

Rick

Rick onora la memoria di suo figlio facendo l’esatto contrario di quello che suo figlio gli ha chiesto sul letto di morte. Che per carità, la guerra contro Negan ormai è troppo avanti perché possa risolversi a tarallucci e vino e, proprio come per Harry Potter e Voldemort, o per Trump e Kim Jong-Un, o per Di Maio e Salvini, ne potrà restare in vita solo uno. Però è anche vero che Rick non è più arrabbiato solo con Negan, anzi, forse Negan è diventato quasi un pretesto per agire, per fare qualcosa (qualsiasi cosa), per non starsene fermo a pensare che sta perdendo tutte le persone che gli erano care. Credo che emblematico di questo sia la rabbia con cui risponde a Negan quando questi gli chiede se Carl è morto per causa loro. No, non siete stati voi, gli dice, è stato il mondo, le circostanze o ‘sto destino balordo, fatto sta che io non ce la faccio più e l’unico modo che conosco per andare avanti è fare la guerra, perché così almeno non devo pensare a quanto ‘sta vita faccia schifo. Date a quest’uomo un abbraccio.


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