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Recidivo, Lapsus; Repetita; Perle

Creato il 24 ottobre 2019 da Chinalski

Recidìvo
Dal latino recidivus, derivato di recidere ‘ricadere’, composto di re- e cadere ‘cadere’.
Aggettivo.
1. Che è ricaduto, per sua volontà o involontariamente, in una situazione di colpa o comunque negativa.
(diritto) Che è già stato precedentemente condannato, con sentenza o decreto irrevocabile, per uno o più reati dello stesso tipo o di tipo diverso da quello per cui viene giudicato: il fatto di essere recidivo può costituire un’aggravante.
Nella teologia morale, che continua a commettere gli stessi peccati che già aveva confessato e per i quali già si era impegnato a emendarsi.
2. In medicina, colpito dal riacutizzarsi di un processo morboso o da una situazione patologica già risolti, almeno apparentemente, o in via di guarigione: un tubercolotico recidivo; una tossicomane recidiva.

Recidìva
Uso sostantivato dell’aggettivo recidivo.
Sostantivo femminile.
1. In diritto penale, la ricaduta nel reato di una persona già in precedenza condannata con sentenza o decreto irrevocabile, che può comportare un aumento di pena: oltre alla recidiva semplice si ha la recidiva aggravata, se il nuovo reato è della stessa indole del precedente o è stato commesso entro 5 anni dalla precedente condanna o durante o dopo l’esecuzione della pena inflitta per il primo reato; e la recidiva reiterata, se il reato è commesso da chi è già recidivo.
2. In medicina, il riacutizzarsi di un processo morboso in via di guarigione, o apparentemente guarito (chiamato, nell’uso comune, ricaduta): non va confuso con la reinfezione e la superinfezione.

Una (parola) giapponese a Roma

Làpsus
Latino, derivato di labi ‘scivolare’, participio passato lapsus.
Sostantivo maschile invariabile.
Parola che ricorre nelle locuzioni lapsus linguae «errore verbale, sbaglio nel parlare» (propriamente «sdrucciolamento di lingua») e lapsus calami «errore di scrittura» (propriamente «sdrucciolamento di penna»), o abbreviata in lapsus in tutti e due i significati, per indicare quegli errori involontarî che consistono nel sostituire un suono o scrivere una lettera invece di un’altra, nella fusione di due o più parole in una sola, nell’omissione di una parola, nel pronunciare o scrivere un nome invece di un altro ecc. Secondo Freud e la psicanalisi, tali errori sarebbero spesso dovuti a motivi inconsci che rivelano un impulso in contrasto con ciò che si sarebbe voluto dire o scrivere: di qui l’espressione lapsus freudiano con cui anche vengono indicati, soprattutto quando si tratti di scambî di lettere o sostituzioni di nomi e parole, corrispettivo per il linguaggio di ciò che l’azione sintomatica è per il comportamento.
(comunemente, scherzoso) Errore, soprattutto scritto, attribuito a distrazione e a un atto involontario: è stato un lapsus!
Lapsus memoriae: (non comune) improvvisa dimenticanza, momentaneo difetto della memoria.

Repetita ripetuta

Marco Marcon riesuma la rubrica per segnalarci che tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto si snoda il fiume Fiume.

Perle linguistiche

"Non hai la manualità manuale. Intendo manualità in senso euforico. È un euforisma. Eufemismo."
Al lavoro, proposta da Pietro Scalzo.


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