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Reddito di cittadinanza animali: esiste qualche correlazione?

Da Socialboy

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Reddito di cittadinanza animali - Il reddito di cittadinanza (rdc) è  una misura di sostegno al reddito delle famiglie che si trovano sotto la soglia di povertà. In altri termini, a questi nuclei svantaggiati viene riconosciuta una somma grazie alla quale colmare il differenziale tra il loro reddito effettivo e quello che è considerato il minimo indispensabile per la sopravvivenza. La misura è stata pensata anche a beneficio dei pensionati, ai quali si prevede sia corrisposta una integrazione alla pensione minima, che al momento attuale si attesta sui 513 euro mensili. Nella mente del legislatore il rdc non è stato pensato come una mera provvidenza assistenzialistica, perché chi lo ottiene (e non tutti hanno i requisiti) è tenuto a firmare un accordo coi centri per l'impiego in virtù del quale la persona si obbliga a frequentare corsi di formazione e ad accettare lavori socialmente utili. Ma la previsione maggiormente oggetto delle ironie dei commentatori, è quella secondo la quale chi accetta il rdc deve accettare almeno una tra le prime tre offerte di lavoro che gli siano sottoposte. Insomma: chi non accetta la terza offerta di lavoro perde il diritto al reddito di cittadinanza. Le maggiori critiche riguardano appunto il numero di offerte di lavoro che può eventualmente ricevere un disoccupato calabrese o siciliano... Qual è la relazione tra i nostri amici a quattro zampe e il decreto fortemente voluto dall'attuale governo sostenuto dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega (cane Salvini)?  

Reddito di cittadinanza animali: tra i requisiti del reddito di cittadinanza non si parla di amici a quattro zampe

Può ottenere il rdc: chi è cittadino italiano o di un Paese della Ue oppure sia uno straniero con permesso di soggiorno; chi risiede in Italia da almeno dieci anni; chi ha un reddito più basso di 9mila e 360 euro annuali; chi ha un patrimonio immobiliare (esclusa la casa dove abita) che non supera i 30mila euro; chi ha un reddito familiare che non supera i 6mila euro all'anno, ecc. Tra quanti non possono avere riconosciuto il reddito di cittadinanza ci sono, tra gli altri: le famiglie in cui almeno un membro sia titolare di un'auto o di una moto immatricolati nei sei mesi che precedono la domanda per il reddito o nei quali un componente sia possessore di navi o barche... e così via. La somma massima che può essere corrisposta a titolo di reddito di cittadinanza è di 780 euro, se si considera una persona adulta che viva in affitto. La somma ascende poi a 1.180 euro per una famiglia di quattro persone che viva anch'essa in affitto. Per chi vive da solo il massimo è 500 euro. La domanda si presenta all'Inps, che ha cinque giorni per valutare il possesso dei requisiti richiesti. Il reddito viene materialmente corrisposto attraverso una cosiddetta “card” che ha un limite di prelievo di cento euro al mese.  

Reddito di cittadinanza animali: la proposta sugli animali domestici

In una recente presa di posizione, la Associazione nazionale dei medici veterinari italiani ha sostenuto la tesi per la quale gli animali domestici non possono e non debbono considerarsi un lusso: anche il padrone povero, infatti, dovrebbe avere il diritto di accudire al proprio animaletto. Anche lui, in altre parole, dovrebbe poter godere di un reddito sufficiente a soddisfare anche le necessità basiche del suo o dei suoi animali. La associazione sostiene che gli animali domestici dovrebbero essere inclusi nel nucleo familiare, anzi di più, e cioè che questa inclusione dovrebbe ritenersi automatica. Non solo. L'associazione dei veterinari ha pure avanzato la proposta che coloro ai quali è riconosciuto il rdc e che possiedono un animale possano beneficiare di uno sconto sull'Iva dal 22 al 10 per cento, se non addirittura di una esenzione totale riguardo alle spese veterinarie. Si tratta di una proposta che prende le mosse da un obbligo già sancito dalle norme, e cioè l'obbligo, per chi possiede un animale domestico, di prendersene cura, il che ovviamente comporta delle spese. In altri termini la tesi dei veterinari è che se da un lato si stabilisce come doverosa la cura nei confronti degli animali di casa, dall'altro si deve dare a tutti la possibilità concreta di provvedere alle spese relative (agopuntura veterninaria).  

Reddito di cittadinanza animali: ancor da definire eventuali regole

Va detto che al momento queste indicazioni e proposte dei medici veterinari italiani  non sembrano aver trovato grande eco nel legislatore. Resta da vedere se nel prosieguo verranno emanate regole specifiche in materia. Non ci resta che aspettare...

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