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Regalo ue: il turismo italiano non merita più un euro

Creato il 08 maggio 2013 da Goodmorningumbria @goodmrnngumbria

di Angelo Giorgio

E’ una tegola pesantissima quella che da Bruxelles si è abbattuta sul “sistema turismo” del Paese.

La Commissione europea ha, infatti, imposto di non finanziare più eventi sportivi, grandi kermesse e manifestazioni culturali o promozionali che si tengono nel Belpaese. Secondo Bruxelles hanno «scarso valore aggiunto». Non una minaccia o un monito, ma una decisione presa a livello comunitario e che vale per tutte le Regioni italiane, quelle che proprio grazie alla macchina del turismo speravano di rimettere in sesto i loro bilanci e di guardare oltre la crisi.

Ma che cosa è successo? Per capirlo bisogna andare indietro di qualche mese a quando Monti, ormai “decotto” andava in Europa senza una linea precisa “appesantito” da una situazione politica non proprio brillante. Il tecnico, chiamato a salvare il Paese e a“raddrizzare” l’Ue iniziava a zoppicare. E Bruxelles, che non fa sconti a nessuno, soprattutto non a chi aveva inizialmente raccolto il suo plauso e poi ha fallito, ha inferto il colpo di grazia.

La Commissione Europea – senza che Monti si preoccupasse più di tanto – ha così redatto e inviato il Position Paper, cioè le direttive per la preparazione dei piani di spesa dei fondi comunitari per gli anni 2014-2020. E proprio nel documento è contenuta la decisione che rischia di mettere un freno allo sviluppo del sistema turistico del Belpaese: «Il supporto a eventi sportivi, culturali, turistici, promozionali e d’intrattenimento – si legge -, non deve essere finanziato dal Fesr (il principale piano di spesa dei fondi europei, ndr) per via del loro scarso valore aggiunto». Lo stesso dicasi per «iniziative di marketing territoriale».

Uno sbarramento non di poco conto soprattutto se si tiene conto che molte Regioni contavano proprio su quei fondi e avevano programmato le loro attività basandosi su quelle cifre. Cifre non certo indifferenti che oggi devono essere trovate altrove, sempre che non si vogliano cancellare gli eventi in cartellone.

Eppure sarebbe bastato presentarsi in Europa dimostrando che proprio il turismo era la chiave di volta per permettere al Paese di battere la crisi. Ma così non è stato. I professori, più attenti alle formule matematiche che alle bellezze naturali offerte dal Paese, non ci hanno fatto caso.

Così oggi, mentre gli assessori regionali competenti preparano relazioni da inviare a Roma, tra il Governo e la Commissione si profila un duro braccio di ferro; sempre che Letta decida di accogliere l’invito delle “periferie” per superare lo stop comunitario.

“Nel documento di Bruxelles – spiega una fonte di Palazzo Chigi – una possibilità è lasciata alle Regioni. Quella di dimostrare chiaramente l’impatto esercitato sul raggiungimento degli obiettivi”. Tradotto: non sarà più necessario solo dimostrare la correttezza finanziaria dei finanziamenti, ma redigere una vera e propria road map che indichi chiaramente l’impatto turistico e tutto lo sviluppo strutturale del territorio che ne deriva. Intanto la crisi avanza.

fonte: www.piazzolanotizia.it



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