Arduthie Guest House, Ann Street , Stonehaven, AB39 2DA Scotland, tel:0156920762381.
Ottime le recensioni trovate. La location e’ particolare: una casa tardo georgiana e primo vittoriana, con un ricco giardino, una bella scalinata esterna, che ospita anche una galleria d’arte. Il proprietario, Mr. Denis, ci accoglie in modo ospitale, ci mostra la stanza e colloquia con noi. Purtroppo pero’ non possiamo confermare a pieno il giudizio positivo sull’ospitalita’ dal momento che la mattina del 25 luglio nessuno si e’ presentato ad aprirci la stanza della colazione. Non abbiamo dunque mangiato e lasciato la stanza ed i soldi sul comodino. Abbiamo atteso ben un’ora senza che nessuno si presentasse. la tentazione di non pagare la cifra intera mi ha sfiorato, ma credo che una cattiva pubblicita’ sia sufficiente. anche ammesso che sia accaduto qualcosa credo fosse necessario almeno lasciare un biglietto!
La stanza e’ al “top of the house”: spaziosa, elegante e luminosa ha un bellissimo abbaino che da verso il centro ed il mare. Purtroppo la nebbia nasconde, ma noi siamo certi non per molto. Dopo un breve riposo, usciamo per esplorare la cittadina su cui abbiamo letto sulla Loney. I punti di maggiore interesse, il porto, la camminata lungo mare ed il castello di Dunnotter, dove Zeffirelli giro’ il suo Amleto. Il centro della cittadina appare come tipica del nord. Strade squadrate, fiorellini, un certo ordine, esercizi commerciali, luoghi di aggregazione. Nel tentativo di capire dove sia un ristorante pub, dove mangeremo poi a cena, ci avviciniamo al mare. Un odore fortissimo di salsedine ci assale l’olfatto. E’ un mare scuro, cupo e che fa percepire la sua presenza forte attraverso tutti i sensi. Raggiunto il porto, dove una signora in modo autonomo e gentile insiste nel volerci fare una foto di coppia, cerchiamo di imboccare il sentiero che porta al castello. Prima di esso pero’ il monumento Memorial war.
Lo scenario e, a dir poco, un’atmosfera gotica calata dentro un paesaggio fine, agreste ma anche impetuoso, marino e nordico. Dopo una salita ed un tratto pianeggiante tra i campi di grano, raggiungiamo il monumento memorial war, su di una piccola altura dove sostiamo alla ricerca di scorci.
Rimangono di esso ruderi e qualche ambiente di cui uno con soffitto a cassettoni. Nonostante l’avanzato deterioramento e’ un luogo comunque bello, affascinante e tenuto con cura. Tanti gli ambienti visitabili: cucine, chiesa, torrioni e punti di avvistamento. Finito il giro torniamo al porto e senza soste arriviamo in 30 min al porto, piccolo e confortevole cuore pulsante di questa cittadina. Sono le 17.30 e la cucina appena aperta allo Shipp in ci ospita mentre i locali iniziano (o finiscono) il rito della birra delle 17/18. Mentre mangiamo i locali arrivano, al bancone colloquiano con i baristi e conoscenti, bevono una birra dopo l’altra rilassandosi.
La nebbia si dirada, beneficiamo di un cielo sereno e di una bella luce che ci mostra finalmente i colori della highland. Le alte scogliere coperte di vegetazione bassa assumono colori caldi e accoglienti. Su di esse nidificano puffin e altri uccelli marini. Facciamo un ultimo giro al porto dove la bassa marea scopre le barche colorate ormeggiate. Reti di pescatori e attrezzature, il suono e la presenza dei gabbiani, case con facciate arricchite di fiori, portoncini e buffi camini arricchiscono la visuale del porto.
Proseguiamo passeggiando sul sentiero della spiaggia. I bambini beneficiano della bassa marea alla ricerca di pesciolini e conchiglie, c’e’ chi passeggia e fa jogging mentre noi stiamo iniziando a prendere coscienza di dove siamo.