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Report – fidati di MEF (l'inchiesta di Stefania Rimini su debito e derivati)

Creato il 27 aprile 2015 da Funicelli
Lo scandalo dei ponti che crollano e delle grandi opere affidate dall'Anas ai contractor (grazie alla legge obiettivo). Il lato nascosto della riforma delleprovince, il finto taglio che non ha portato a grandi risparmi e che si sta trasformando in un buco per i servizi ai cittadini (vedi scuole e strade). E ora una bella (anche se un po' complicata da comprendere) inchiesta di Stefania Rimini sui derivatisottoscritti dagli enti locali e dal Tesoro italiano. Il mistero dei derivati, visto che non ne parla nessuno e che i dati (quanto siamo esposti, cosa rischiamo concretamente) non possono essere comunicati nemmeno al Parlamento perché, dice Padoan: “Il livello di dettaglio richiesto appare non accoglibile in quanto la divulgazione di tali contratti avrebbe riflessi pregiudizievoli sull’attività in derivati poiché determinerebbe uno svantaggio competitivo dello Stato nei riguardi delle controparti e gli altri emittenti sovrani che fanno uso di questi strumenti”. Insomma nessuno disturbi il Tesoro e la dirigente Cannata, capo direzione del debito pubblico da 15 anni, avendo alle spalle due anni di insegnamento e un lavoro come capostazione. È lei che tiene monitorata la situazione del debito e dei derivati sottoscritto (su solo 160 miliardi). La Cannata non accetta critiche sulla sua competenza: la gestione del nostro debito è ritenuta (da chi?) una delle migliori al mondo. Peccato che non ci sia un ente terzo a controllare quello che fa il tesoro con le banche. Quelle che da una parte ci comprano i titolo e dall'altra rinegoziano (o ci vendono) qualche derivato. Dobbiamo preoccuparci di qualcosa? Per esempio del fatto che in questi ultimi anni ci sono costati (soldi veri) qualcosa come 17 miliardi di euro. Che a dicembre il saldo era in rosso per 42 miliardi, ma questo non significa che stati perdendo quei soldi. I derivati sono una sorta di assicurazione e se anche sono in rosso, significa che stiamo risparmiando sugli interessi delle nuove emissioni. Vero, ma poi si scopre che il Tesoro ha venduto delle “swaption”: altre scommesse sul futuro, ad alto rischio speculativo, per incassare denaro subito. Come hanno fatto i piccoli comuni che, grazie alla poca lungimiranza (e voglio essere benevolo) di Tremonti e Berlusconi, hanno potuto giocare coi derivati, prendersi dalle banche dei soldi subito, sistemare sulla carta il debito e lasciare a chi arriverà dopo i rischi. Questo quelli che abbiamo pagato fino ad oggi: Il prezzo che paghiamo per quello che è stato fatto è altissimo: - 2 miliardi di euro nel 2011 - 3 miliardi e 8 nel 2012, - 2 miliardi e 9 nel 2013 - 3 miliardi e 3 nel 2014. Coi derivati non ci abbiamo guadagnato anzi è Stato lo stato (scusate il gioco di parole) che si è fatto garante con le banche. Che loro sì hanno fatto un bell'affare. Perché quando c'è stata la crisi del 2011, i derivati non ci hanno protetto dalla speculazione. E ora sta passando il treno di Draghi, col suo QE: sono quei 60 miliardi al mese di soldi stampati. In America l'iniezione di liquidità non ha arricchito il ceto medio anche se ha permesso di mantenere l'occupazione. I prezzi delle case si sono alzati: effetto dei tassi di interesse che sono rimasti bassi. Ora, se noi riusciamo a piazzare tutti i nostri BTP e a farceli comprare dalla BCE, bene. Altrimenti rischiamo di perdere il treno e la speranza di uscire dalla crisi. Peccato che abbiamo la palla al piede dei derivati .. Tutto è nato a metà anni '90, con Ciampi e Draghi al governo e Palazzo Chigi. Derivati che sono stati usati per abbellire il deficit e poter entrare nell'euro:
STEFANIA RIMINIMa non è che abbiamo abbellito i conti anche con i derivati per riuscire ad entrare? E i tedeschi potevano non sapere visto che ne abbiamo fatti proprio con la Deutsche Bank? La verità ce la può raccontare uno dei protagonisti di quella stagione storica, l’ambasciatore Joachim Bitterlich, consigliere politico del cancelliere Helmut Kohl.STEFANIA RIMINIVoi vedevate che noi avevamo dei tassi d'interesse molto bassi?JOACHIM BITTERLICH – EX AMBASCIATORE E CONSIGLIERE PER LAPOLITICA ESTERA DI HELMUT KOHLGrazie ai derivati. Ma, beh, in qualche misura era un sistema di scommesse, se vogliamo.STEFANIA RIMINIEra, scusi?JOACHIM BITTERLICH – EX AMBASCIATORE E CONSIGLIERE PER LAPOLITICA ESTERA DI HELMUT KOHLUn sistema di scommesse. O avrebbe funzionato e l’Italia sarebbe stata a posto,oppure avreste corso dei rischi, allo stesso tempo. Se l’economia non fosse migliorata, avreste corso dei rischi con questi derivati. E l’Italia ne era consapevole.STEFANIA RIMINIE i tedeschi lo sapevano?JOACHIM BITTERLICH – EX AMBASCIATORE E CONSIGLIERE PER LAPOLITICA ESTERA DI HELMUT KOHLLa Germania lo sapeva, e anche le banche tedesche lo sapevano. E alcuni funzionari governativi ortodossi si erano rivolti al Cancelliere e gli avevano chiesto “per favore, non possiamo accettare l’Italia nell’unione monetaria”.STEFANIA RIMINIQuindi lo sapevano tutti che gli Italiani non avevano i numeri per entrare, ma dovevano essere ammessi per altre ragioni?JOACHIM BITTERLICH – EX AMBASCIATORE E CONSIGLIERE PER LAPOLITICA ESTERA DI HELMUT KOHLPer ragioni politiche. Perché era l’Italia. Scusi, immaginiamo solo per un momento che gli Stati membri dell’Unione Europea avessero deciso di andare avanti senza l’Italia. Abbiamo accettato i trucchi di quasi tutti, da una parte o dall’altra, ma non quelli degli italiani? Noi sapevamo e Ciampi aveva detto ai tedeschi “Vi prego, abbiamo bisogno di questa unione monetaria per riuscire a salvare l’Italia e la sua economia”. E aveva ragione.
Abbiamo ora un'Europa unita solo sulla moneta e sul debito, ma non siamo riusciti ad unire l'Europa su politiche del lavoro, immigrazione, lotta alle mafie .. E nemmeno noi, in Italia, abbiamo fatto le riforme che sarebbero servite per rilanciare l'economia. PS: interessante scoprire che fine hanno fatto i nostri migliori tecnici in Economia
MILENA GABANELLI IN STUDIODomenico Siniscalco dopo aver fatto il direttore generale del tesoro e il ministro, non ha nemmeno aspettato che scadessero i 12 mesi di legge per cambiare casacca, e lo troviamo in Morgan Stanley.. Anche il suo successore Vittorio Grilli è passato velocemente dal Tesoro alla JP Morgan, la stessa banca che già aveva ingaggiato come consulente l’ex capo di gabinetto del Tesoro Linda Lanzillotta. La Deutsche Bank si è fatta consigliare dall’ex ministro del Tesoro Giuliano Amato, Dresdner Bank dall’ex ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio, Goldman Sachs dall’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. 
Mentre l’ex ministro dell’economia Giulio Tremonti invece non è passato dall’altra parte, c’è il suo socio di studio Enrico Vitali che fa da consulente alla Goldman Sachs Italia. Tutta la prima linea del Tesoro è passata a lavorare o collabora con le banche, che sanno bene com’è la posizione in derivati del Tesoro, chi non lo sa è il Parlamento che lavora per il popolo italiano, e deve approvare il bilancio, senza conoscere contratti che possono incidere sui conti, perché, dice Padoan spiattellare questi affari farebbe un danno al Paese . Ora non è che bisogna fare i cartelloni, ma incaricare un organismo terzo che rifaccia i conti e poi dica ai cittadini che pagano, “tranquilli va tutto bene”, perché no? A meno che questi derivati, non servano ad altro.

Il link per rivedere la puntata e il pdf con la trascrizione del servizio.

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