Report Mediterraneo crisi conflitti prospettive

Creato il 08 maggio 2011 da Malacarne_nonconunlamento

da Casa Nostra ex Casa Badalamenti Cinisi

a cura dell’Associazione Radio Aut

Il lungo incontro pomeridiano ha condotto ad un accurata analisi dell’attuale situazione mediterranea. L’introduzione di Renato Franzitta (Cobas Sicilia) ha descritto un’emergenza creata ad hoc per alimentare politiche razziste ed allarmiste, confrontando il numero di profughi giunti in Italia durante la crisi libica (28.000) con le ben più alte cifre che hanno riguardato in passato la Tunisia (250.000) e la Germania (400.000). L’organizzazione accurata di uno stato d’emergenza mirato a distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle ultime ingenti spese militari è stata al centro dell’intervento di Martina Lo Cascio (Collettivo 20 Luglio) che ha anche descritto la gestione blindata della tendopoli di Chinisia e la grave situazione del centro di Salina Grande dove i rifugiati politici anziché poter liberamente circolare vengono letteralmente reclusi. Il successivo intervento di Laura Verduci (Forum Antirazzista di Palermo) ha evidenziato la volontà del governo di alimentare un conflitto fra i lampedusani e i profughi. La stessa Verduci ha poi parlato dell’esperienza del Forum Antirazzista, a Lampedusa dal 27 marzo, e del drastico cambiamento delle politiche di rimpatrio che dal 5 aprile hanno condotto a rientri coatti dei profughi o a smistamenti fra varie tendopoli; ha concluso invitando a non arrendersi ad una visione emergenziale per programmare soluzioni a lungo termine. Ha preso quindi la parola Stefano Galieni (Rifondazione Comunista) che ha evidenziato il bisogno di sostituire ad una politica d’accoglienza una volontà di dialogo paritario con gli immigrati per instaurare una vera alleanza di classe come soluzione al crollo del “muro mediterraneo”. Il dibattito si è interrotto per la proiezione diBRACCIANTIXXISECOLO, un documentario realizzato da Finisterrae e dalle Brigate di Solidarietà Attiva che narra con suggestive immagini le esperienze vissute a Nardò. A riaprire il dibattito è stato Peppe Marra (Centro Sociale Cartella di Reggio Calabria) che ha esordito con una domanda: “se le fonti dell’impoverimento locale sono le multinazionali insediate nel territorio in ambiti vitali come quello energetico o la grande distribuzione, perché stigmatizzare gli immigrati che col loro lavoro sono a volte i sostenitori del tessuto economico locale?” Marra ha prospettato l’alleanza fra braccianti immigrati e piccoli agricoltori locali per migliorare le condizioni di entrambe le categorie. Successivamente Fortuna Sarnataro (C.A.U. di Napoli) ha evidenziato l’emersione di stati-guida europei con una forte vocazione imperialista, citando l’esempio della Francia che già dall’elezione di Sarkozy riteneva la Libia un elemento di vitale importanza per la propria bilancia economica. La Sarnataro ha poi sottolineato come i media italiani tendano a separare con cura il fenomeno dell’immigrazione delle ultime settimane da quello della guerra in Libia.

La seconda parte del dibattito ha ricordato Vittorio Arrigoni nelle parole di Mila Pernice (Forum Palestina) che ha individuato i punti in comune fra le esperienze di Peppino Impastato e quella dell’attivista ucciso: sacrificio ed impegno diretto all’interno di ciò di cui raccontavano. La Pernice ha parlato poi dell’esperienza dell’International Solidarity Moviment e della“Freedom Flottilla 1″ – nata nel 2008 con due pescherecci e 40 attivisti giunti a Gaza – più volte bersaglio degli attacchi di Israele ed i cui attivisti sono stati spesso ostacolati dai governi come quello Italiano. La Pernice ha poi annunciato il prossimo varo dell’operazione “Freedom Flottila 2 – Stay Human”, completamente sovvenzionata da donazioni: un’iniziativa da società civile a società civile. Successivamente è stata proiettata l’incisiva videorisposta di Vittorio Arrigoni al vergognoso intervento di Roberto Saviano – giudicato dalla Pernice un “imprenditore morale al servizio del potere” – alla manifestazione sionista “Per la verità, per Israele”. A chiudere il lungo dibattito è stata Elvira Iacono con la lettura di una mail dell’amico Vittorio Arrigoni nella quale è custodita l’esortazione dell’attivista a “restare umani”.

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