RESPONSABILITA’ MORALE E LIBERO ARBITRIO #giustizia #colpa #etica

Creato il 02 dicembre 2013 da Albertomax @albertomassazza

Non posso accettare di considerare la pena come giusto corrispettivo per la responsabilità morale in un delitto, in quanto quest’ultima non ha un valore oggettivo, ma solo uno convenzionale correlato al sistema sociale di appartenenza. La responsabilità non è mai individuale, ma sempre collettiva; appartiene all’ambiente in cui l’autore del delitto si è formato. La pena si giustifica solo nell’ambito sociale di riferimento; è fonte di giustizia solo quando crea i presupposti affinché il delitto non venga ripetuto, quando garantisce il diritto alla sicurezza dei membri di quell’ambito sociale.

L’illusione del libero arbitrio, oltre ad essere sostenuta dagli sviluppi delle neuroscienze, trova conforto anche in una prospettiva extra scientifica, meramente culturale. Anche a non voler credere nella preponderanza dell’impulso sulla coscienza, risulta evidente che la scelta sia fortemente condizionata dal vissuto dell’individuo, dal suo substrato culturale e dall’ambiente, tutti elementi che travalicano abbondantemente la sua volontà. Per questo ritengo mistificante l’accertamento della capacità di intendere e di volere nella formulazione della pena.

L’incapacità d’intendere e volere annulla ogni minimo potenziale della pena come veicolo di redenzione attraverso l’espiazione. Considerarla un’attenuante di un delitto vanifica quell’unico afflato di reale giustizia di cui è portatrice la pena: far si che il delitto non venga reiterato. La pena non può avere una giustificazione etica universalmente valida, ma deve rispondere in modo pratico alla salvaguardia del diritto alla libertà e alla sicurezza dei cittadini.