Fossi in lei, gentile Presidente della Camera, terrei duro e non mi dimetterei. Nulla la obbliga, nemmeno l’impegno preso in quel video nel quale prometteva di farlo “se dovesse emergere che Tulliani è il proprietario [del bicamere di Montecarlo]”: i documenti sventolati in aula da Frattini non lo certificano in modo irrefutabile (“utilizzatore beneficiario” non è ancora “proprietario”). Resti dov’è: Montecitorio non può sollevarla, Palazzo Chigi e Quirinale meno che mai. Metta in giro la voce che ha pestato a sangue suo cognato, gli chieda di sdebitarsi dei guai che le ha causato mostrandosi due o tre volte in pubblico con un braccio ingessato e la testa incerottata in più punti, e gli faccia dire che è scivolato per le scale l’ultima volta che è venuto a far visita alle nipotine. Se conosce un poco gli italiani, non dovrebbe sfuggirle che questo sarà apprezzato assai più delle sue dimissioni.
Fossi in lei, gentile Presidente della Camera, terrei duro e non mi dimetterei. Nulla la obbliga, nemmeno l’impegno preso in quel video nel quale prometteva di farlo “se dovesse emergere che Tulliani è il proprietario [del bicamere di Montecarlo]”: i documenti sventolati in aula da Frattini non lo certificano in modo irrefutabile (“utilizzatore beneficiario” non è ancora “proprietario”). Resti dov’è: Montecitorio non può sollevarla, Palazzo Chigi e Quirinale meno che mai. Metta in giro la voce che ha pestato a sangue suo cognato, gli chieda di sdebitarsi dei guai che le ha causato mostrandosi due o tre volte in pubblico con un braccio ingessato e la testa incerottata in più punti, e gli faccia dire che è scivolato per le scale l’ultima volta che è venuto a far visita alle nipotine. Se conosce un poco gli italiani, non dovrebbe sfuggirle che questo sarà apprezzato assai più delle sue dimissioni.