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Rez Infinite Recensione

Creato il 16 ottobre 2016 da Lightman

Rez Infinite Recensione

PSVR

Il gioco simbolo di Tetsuya Mizuguchi arriva su PS4 con Rez Infinite, un titolo pensato per sfruttare le potenzialità di PlayStation VR.

Versione analizzata: Playstation 4

Rez Infinite Recensione
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Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il percorso creativo di Tetsuya Mizuguchi è un'esplosiva e colorata celebrazione del ritmo. Da Space Channel 5 a Child of Eden, passando per l'incredibile Lumines e attraverso Every Extended Extra, il game designer nipponico ha consacrato la sua carriera alla musica, mostrando come questa potesse penetrare e impreziosire il gameplay, arrivando a renderlo assuefacente e sublime.
Il suo lavoro più conosciuto, indelebile testamento sinestetico, è Rez, uscito ben quindici anni fa sullo sfortunato Dreamcast e su PlayStation 2. Ancora oggi Rez è un'esperienza arcade cadenzata e trascinante, un trionfo di suoni e colori che si incontrano, fondendosi per creare un impasto dal fascino inebriante.
Rez è stato per altro uno dei primi titoli che ha provato a mescolare non solo sensazioni acustiche e visive, ma anche fisiche: all'epoca dell'uscita sul mercato nipponico venne lanciato anche il Trance Vibrator, una sorta cuscinetto vibrante che avrebbe dovuto aumentare la partecipazione dell'utente e trasportarlo "dentro" all'esperienza di gioco. Il completamento di questa visione Mizuguchi l'ha raggiunto al momento di presentare Rez Infinite, una nuova versione del titolo compatibile con PlayStation VR: oltre ad indossare il caschetto di Sony, Mizuguchi si è presentato sul palco indossando una tuta vibrante, in grado di avvolgerlo completamente trasmettendogli un fascio ininterrotto di stimoli fisici.
Ecco: forse è proprio perché Rez è stato pensato sin dal principio come un'esperienza totalizzante, immersiva al massimo grado e studiata per "rapire" il giocatore, che il titolo si adatta così bene alla Realtà Virtuale. Oltre a trarre il meglio dall'headset di Sony, Rez Infinite ha anche il merito indiscutibile di riportare su Ps4 un grande capolavoro, e ci dà infine un'idea molto precisa di come potrebbe presentarsi un eventuale seguito sviluppato ai giorni nostri: quel tripudio di esplosioni particellari e sonorità sintetiche che risponde al nome di Area X, rappresenta infatti un meraviglioso aggiornamento ludico e visivo dell'esperienza classica.

Music Shooter

Rez, per chi ancora non lo conoscesse, è uno strano shoot'em up tridimensionale in terza persona. È indubitabilmente un arcade, ma senza la complessità dei bullet hell: l'incedere è anzi molto morbido, e più che sull'ossessione per il punteggio il fascino dell'esperienza si basa appunto sulla fusione fra suono ed azione, e sull'estetica minimale -acida e geometrica- ispirata al formalismo cromatico di Kandinsky. Il giocatore impersona un'entità digitale, infiltrata all'interno di ecosistemi software nel tentativo di violarli. Tutto quello che viviamo è insomma la rappresentazione di un attacco hacker: le stravaganti creature che abbattiamo sono gli "anticorpi" del sistema, e il nostro Avatar acquisisce nuove forme potenziando le sue difese. Rez non è un gioco difficile: ognuno dei cinque stage è un viaggio sinestetico che ci permette di prepararci allo scontro con il boss dell'area in questione, unico momento in cui tempismo e riflessi contano davvero. Nonostante questo, Rez è un gioco letteralmente magnetico. Il merito è tutto dell'accompagnamento sonoro, di come viene utilizzato per rendere il gameplay accattivante e significativo. L'utente controlla un reticolo di mira, con cui è possibile agganciare un buon numero di avversari: tenendo premuto il tasto di fuoco e passando sopra ai nemici si effettua il lock-on; rilasciandolo si fanno partire i colpi luminosi che impattano sui poligoni nudi di questa insolita fauna virtuale. Ad ogni azione corrisponde un suono, così che l'avanzamento sia scandito da un accompagnamento musicale dinamico, plasmato dalle azioni dell'utente. A rendere Rez un classico senza tempo ci pensa non solo questa idea di fondo, ma l'attenzione che il team di sviluppo ha messo nella costruzione degli stage: i nemici compaiono spesso ad ondate regolari, seguendo percorsi precisi e schierandosi in disposizioni simmetriche. I movimenti del giocatore si accordano naturalmente a queste geometrie, seguendo quella che assomiglia ad un'implicita partizione musicale. Le note dei colpi si impastano in maniera sempre naturale con il sottofondo, rendendo l'utente attore partecipe di questa insolita composizione ludica e cromatica e sonora. Rez è insomma un titolo che va giocato, senza riserve, anche solo per il suo valore storico e culturale; siamo quindi molto felici di poterlo accogliere anche su Ps4, con la qualità tecnica e con gli extra della versione HD, pubblicata qualche anno fa ma mai arrivata su piattaforme Sony.
La qualità dell'esperienza viene poi amplificata in maniera sostanziale dall'immersività che la Realtà Virtuale sa garantire. Completamente avvolti dai lisergici mondi di gioco, ci si guarda in torno sospinti da una meraviglia inesauribile, scoprendosi a muovere ritmicamente la testa. Questo movimento continuo e cadenzato del capo permette di spostare il reticolo di mira grazie al sistema di tracciamento dell'headset, così che suoni ed esplosioni si leghino, oltre che tra loro, anche ad un'azione fisica. Ne esce un Rez più coinvolgente che mai, quasi perfetto se non fosse per l'avvertibile aumento della difficoltà, capace di causare qualche grattacapo. Utilizzando il nuovo metodo di controllo non si riesce infatti ad essere reattivi come col pad (forse perché le distanze che il reticolo di mira deve coprire aumentano vistosamente), e questo determina più di un problema durante gli scontri con i boss. Niente che non si possa superare con un po' di allenamento.

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Uno degli elementi più interessanti di questa nuova versione è però l' Area X, sbloccabile (proprio come gli altri contenuti Extra) dopo aver completato l'avventura. In questo spazio virtuale è possibile muoversi liberamente, controllando le accelerazioni e gli spostamenti dell'avatar. A stupire è il lavoro di aggiornamento operato sui campionamenti e sul colpo d'occhio. Per quanto affascinanti, del resto, i livelli originali non riescono a nascondere il peso degli anni, e l'Area X rappresenta un'operazione di aggiornamento davvero meravigliosa. Le esplosioni si trasformano in chiazze colorate di effetti particellari, i tratti dell'interfaccia e le scie dei proiettili risaltano finalmente in maniera convincente, gli effetti acustici sono puliti, netti, e riecheggiano cristallini in quest'ambiente musicale costruito da riverberi onde di sintetizzatori. Terminare il nuovo livello non richiederà più di una ventina di minuti, eppure vorrete tornarci ancora e ancora. L'Area X rappresenta del resto la sublimazione delle meccaniche di gioco di Rez e della sua estetica, ed il nuovo contenuto ci lascia immaginare che grande capolavoro sarebbe un nuovo capitolo sviluppato seguendo le intuizioni di Infinite.

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