Ricca buonuscita

Creato il 16 aprile 2012 da Nonzittitelarte

La Fondazione paga al manager una liquidazione pari a un anno di stipendio
Di Benedetto, ricca buonuscita
Oggi si sceglie il successore del sovrintendente del Lirico

Centotrentacinquemila euro lordi. Questa è la buonuscita che la Fondazione Teatro Lirico darà a Gennaro Di Benedetto, ora ufficialmente ex sovrintendente. La cifra corrisponde ad una annualità dello stipendio del manager ed è il frutto di una contrattazione iniziata il 14 gennaio, quando il Consiglio d’amministrazione, su pressione dei sindacati, ha deciso di avviare la risoluzione consensuale del contratto con Di Benedetto. E infatti l’ex sovrintendente e il presidente della Fondazione, il sindaco Massimo Zedda, hanno firmato un atto consensuale in base al quale l’ente di via Sant’Alenixedda si impegna a versare la cifra corrispondente a un anno di stipendio a Di Benedetto che, a sua volta, si impegna a lasciare la città.
I RETROSCENA Il manager è stato chiamato nel palazzo del Comune da Zedda giovedì 29 marzo, per definire le modalità di risoluzione del contratto. Da allora, sia dal Teatro sia dal diretto interessato, nessun dettaglio era trapelato. «Non ho alcuna dichiarazione da fare», disse Di Benedetto nei giorni successivi. Tutto rimandato al consiglio di amministrazione, che si è tenuto giovedì scorso. Solo dopo l’incontro fiume, iniziato alle 18,30 e finito a tarda notte, si è appreso dei termini del contratto e dell’approvazione del bilancio, sicuramente in attivo, ma da via Sant’Alenixedda non sono trapelate cifre univoche.
LE PROTESTE Di ufficiale ancora non c’è nulla, tant’è che nel sito istituzionale del Teatro il nome di Di Benedetto compare ancora nell’organigramma. Un ritardo che ha sollevato la protesta dei sindacati. All’indomani della notizia dell’incontro tra il sindaco e il manager, il 3 aprile, l’Usb chiedeva «al presidente Massimo Zedda e al cda di ufficializzare subito le decisioni e le strategie maturate in tutto questo tempo, ricordando loro che la vertenza iniziata a fine dicembre è ancora in atto». Ma di ufficialità ancora non c’è traccia.
IL FUTURO In ogni caso il Teatro ora è a un bivio. Per oggi alle 19 è previsto il proseguimento del cda di giovedì scorso. Quasi certamente sarà un’altra riunione fiume, perché in ballo c’è la scelta del successore di Di Benedetto. La Fondazione deve decidere: o indire una gara di evidenza pubblica, per poi scegliere il nuovo sovrintendente tra i partecipanti, o andare avanti senza manager e prendere tempo per scegliere il nuovo nome. «Speriamo almeno che nominino un consulente artistico», dichiara la corista del Lirico Annalisa Pittiu, «in modo da finire almeno la stagione».
LE POLEMICHE La notizia delle dimissioni con buonuscita dell’ex sovrintendente ha creato polemiche. Su Facebook il tenore Gianluca Floris (il cui nome fu fatto l’anno scorso, quando si doveva scegliere il nuovo direttore artistico) scrive: «Di Benedetto lascia il Lirico di Cagliari dopo aver fatto un attivo di oltre due milioni di euro. Sapete come li ha fatti? Non ha pagato nessun artista per due anni lasciando le cause legali e i debiti a chi verrà dopo. Un bravo manager, non c’è che dire». Seguono 19 “Like” e 25 commenti, tra cui quelli di alcuni lavoratori del Teatro, che ricordano tutte le tappe della gestione Di Benedetto, tra cui il problema della biglietteria (affidata a esterni) e l’importo dei cachet non pagati ,«che curiosamente è lo stesso dell’utile di esercizio», ricorda Floris.
Mario Gottardi

L’episodio
Quelle valigie profetiche sulla porta Gennaro Di Benedetto, nato Saracena, nel cesenate, 57 anni fa, ma genovese d’adozione, cavaliere della Repubblica dal 2003, inizia la carriera all’Acli prima di passare al teatro. Dal ’90 al ’96 è capo del personale allo Stabile di Genova, ruolo che dal ’96 al 2000 svolge alla Scala di Milano. Dal 2000 al 2003 è direttore generale dell’Accademia nazionale Santa Cecilia e dal 2003 al 2008 è sovrintendente al Carlo Felice.
Ed è con il pesante fardello della reputazione acquisita a Genova, dove ha acquisito la nomea di “uomo di ferro”, che il manager arriva a Cagliari. «Non lo conosciamo, ma siamo scettici. La sua fama negativa lo ha preceduto», afferma nel marzo 2011 il corista Massimiliano Cecalotti. Scetticismo confermato qualche mese dopo, quando i lavoratori di via Sant’Alenixedda, goliardicamente (ma non troppo) piazzarono davanti all’ufficio del sovrintendente alcune valigie, per fargli capire che non era gradito. Le stesse che ora Di Benedetto sta preparando per lasciare la città. (m. g.)

L’Unione Sarda 16.04.2012

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