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Richard Adams: La collina dei conigli

Creato il 06 aprile 2016 da Martinaframmartino

Richard Adams: La collina dei conigliConigli? No, grazie.

Per anni ho ignorato La collina dei conigli di Richard Adams. Anche se amo la volpe di Il piccolo principe i libri sugli animali non mi fanno impazzire. L'antico regno del silenzio di Martin Hocke, il cui protagonista è un gufo? Ignorato. Il canto di Acchiappacoda di Tad Williams, il cui protagonista è un gatto? Ignorato, anche se a suo tempo avevo amato Il ciclo delle spade. St oria di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda? Letto, e avrei potuto risparmiarmelo. La collina dei conigli di Richard Adams? Per anni l'ho ignorato, anche se ho iniziato a riconsiderare la mia decisione dopo aver letto, nel 2010, il bell'articolo di Rita Ricci La collina dei conigli e l'utopia concreta della Decrescita, pubblicato sul secondo numero di . E poi non so quante persone me ne hanno parlato bene, compreso quel Raffaello che mi ha già detto che il libro merita molto più delle tre stelle che gli ho assegnato io, e l'ho visto comparire in non so quante liste di opere fondamentali per il genere.

All'inizio ho faticato, e molto. Ho letto qualche capitolo e poi, per dedicarmi a qualcosa di più interessante, sono passata al saggio Re Artù di Paolo Gulisano. Ho giudicato un saggio più divertente di un romanzo! Poi ho ripreso Adams, e dopo qualche altro capitolo mi sono buttata su Il trono della luna crescente di Saladin Ahmed, romanzo che avevo già letto tre anni fa in lingua originale. Ancora qualche capitolo di Adams e poi una rapidissima lettura del racconto Fistborn di Brandon Sanderson, senza dubbio il testo che in quest'ultimo periodo mi è piaciuto di più. Poi ancora La collina dei conigli prima di passare alla Guida completa alla saga di Harry Potter di Francesca Cosi e Alessandra Repossi. E, alla fine, ho completato la lettura del romanzo.

Richard Adams: La collina dei conigli
L'abitudine di leggere più libri nello stesso periodo me la porto dietro da anni, in quest'elenco non compaiono neppure i libri che ho iniziato a leggere prima di La collina dei conigli - ne ho terminato uno proprio fra la Guida completa alla saga di Harry Potter e La collina dei conigli - e che sto leggendo con calma per scelta e non per scarso interesse. Il problema è che la storia di Adams proprio non mi prendeva, e allora io deviavo, mi buttavo su altro nel tentativo di riprendermi dopo essermi sorbita pagine e pagine di vicende che non mi comunicavano nulla, e che anzi a volte mi irritavano pure.

Ma chi sono i protagonisti di questa storia? Se parliamo di aspetto sono conigli, e a volte il loro comportamento è proprio quello del coniglio. E, mi spiace, ma io con un coniglio non riesco a immedesimarmi. Delle vicende narrate m'interessava ben poco. Ma se parliamo di comportamento a volte sono esseri umani, con generali, pattuglie, gran consigli e via dicendo, e in questo caso la mia sospensione dell'incredulità andava a farsi friggere. Semplicemente quello che leggevo mi pareva così assurdo da non potergli credere, da farmi sentire addirittura presa in giro perché l'autore mi stava narrando una storia totalmente priva di senso, e ricordate che io non ho problemi se in una storia m'imbatto in tre draghi sputafuoco che ubbidiscono a un'esile fanciulla come se fosse la loro mamma o in corni magici capaci di richiamare dalla tomba eroi defunti per farli combattere di nuovo.

A questo si aggiungeva il linguaggio, che a volte presentava parole inventate, causandomi problemi di comprensione - ma dire di notte invece di fu-Inlé no? - e a volte faceva giri di parole strani per indicare cose di cui i conigli non conoscevano il nome, salvo poi indicare il nome corretto poche pagine più avanti. Insomma, se i conigli hanno il loro linguaggio, il lapinese (!), perché ci sono termini che all'inizio non sono usati (vedi ferrovia) perché non fanno parte della loro esperienza e quindi del loro vocabolario, e dopo un po' sì? Probabilmente Adams creando il lapinese voleva dare maggiore profondità alla società dei conigli, ma non sempre lo ha fatto in modo coerente, con il risultato di staccarmi ancora di più dalla sua storia. Già solo l'idea di una società di conigli mi mette i brividi, e non in senso positivo.

Richard Adams: La collina dei conigli
Va bene la Decrescita di cui parla Rita, i temi importanti, ci sono, ma per me era la noia quasi totale, con le leggende lapine a peggiorare la situazione. El-ahrairah svolge funzioni da vero e proprio trickster, e in genere amo questi personaggi, ma un trickster animale lo posso accettare nelle leggende, come il dio Coyote dell'America del Nord, faccio molta più fatica ad accettare che siano gli animali ad avere a loro volta delle leggende. Tranne quelli di Anni senza fine di Clifford D. Simak, loro sono un caso a parte. In più di un'occasione le leggende oltre ad attenuare la "drammaticità" (ma quale drammaticità, io quasi sbadigliavo) del racconto e a donargli maggiore profondità hanno fornito lo spunto per lo sviluppo della trama dei vari Moscardo, Quintilio, Parruccone e via dicendo, ma questo non mi impediva di essere infastidita ogni volta che mi imbattevo in una di queste digressioni che mi apparivano inutili. Capisco la loro funzione nella storia, a volte le digressioni le amo pure, vedi gli interludi di Le cronache della Folgoluce di Brandon Sanderson - ma se la storia non mi prende una digressione è solo un modo in più per perdere tempo.

L'interesse è arrivato con la vicenda di Efrafa, probabilmente perché in questo caso i protagonisti si sono trovati a dover affrontare un nemico concreto e della loro scala, mentre in passato l'unica opzione per salvarsi da minacce troppo più grandi di loro era stata la fuga. Con qualcosa di concreto da fare, piani da realizzare, azioni da mettere in pratica e imprevisti a cui dover fare fronte, l'interesse è arrivato. Non che tutto sia filato liscio nella parte finale del libro, da parte mia ci sono stati diversi momenti di perplessità, ma nel complesso mi sono divertita, con l'epilogo che è stato quasi commovente. Ma che fatica per arrivarci!

Conigli? No, grazie. Ai libri incentrati su animali preferisco altro.

Richard Adams: La collina dei conigli
La quarta di copertina:

Nel sud dell'Inghilterra, sulle colline del Berkshire, vive in pace una numerosa comunità di conigli. Tra loro c'è il piccolo Quintilio, che ha il potere di fare dei sogni premonitori: questa volta il sonno gli ha parlato di una terribile minaccia che sta per abbattersi sulla sua gente. Qualcosa di inspiegabile, che viene dagli uomini. Ma quando tenta di mettere in guardia il suo popolo, come spesso accade ai profeti, nessuno gli crede. E cosa può fare il piccolo Quintilio se nemmeno il Coniglio Capo gli presta attenzione? Semplice, decidere di fuggire lontano con un gruppo di amici fidati. Attraverso terre sconosciute e impervie, la coraggiosa compagnia di conigli intraprende un viaggio alla conquista della libertà e di una nuova possibilità di vita, imbattendosi in pericoli di tutti i tipi: da una conigliera dove i conigli sono un po' apatici ma hanno cibo in abbondanza (anche se ogni tanto qualcuno scompare), a una strana comunità dove le coniglie non fanno più cuccioli... Un fantastico romanzo epico, a metà tra Tolkien e Orwell, un classico in cui Richard Adams dà forma a un universo divertente e appassionante, alla ricerca di un mondo migliore.

Un estratto: http://www.rcslibri.it/wp-content/uploads/2015/11/21/295187/3410077-9788817084178_abstract.pdf.


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