Richard Feynman: un genio e un uomo straordinario. Dal Progetto Manhattan, al rapporto arte-scienza, al disastro dello Space Shuttle Challenger. Aforismi.

Creato il 24 agosto 2013 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali

“C’è una poesia di Longfellow che parla di un astronomo che studia le stelle, o qualcosa di simile, e va fuori e guarda silenzioso verso il cielo. Ecco, quando guarda silenzioso verso il cielo, egli vede puntini di luce e una vastità oscura.

Quando uno scienziato guarda silenzioso verso il cielo,  vede soli enormi e galassie, campi magnetici e turbolenze, il caldo, il freddo, le molecole tra l’uno e l’altro oggetto spaziale, le distanze infinite e i grandi misteri. E ha la sensazione, se è un vero scienziato, che si veda molto di più”.

Così parla Joan Feynman, sorella del grande fisico americano Richard Feynman (1), all’inizio di questo straordinario documentario BBC a lui dedicato. Una produzione televisiva che è soprattutto un racconto spettacolare (spesso portato avanti in prima persona dallo stesso Feynman), di una vita spettacolare. Dal Feynman bambino che ascolta rapito gli insegnamenti del padre sul concetto di “inerzia”, alla sua partecipazione al Progetto Manhattan, al momento in cui decise di sposare Arline, uno dei più importanti amori della sua vita, sapendo che lei sarebbe morta a breve di tubercolosi, alla bomba atomica in Giappone; dal Premio Nobel per la Fisica nel 1965, al rapporto scienza-arte, al tratto irreverente che caratterizzava la sua personalità e che in una occasione lo portò a presentarsi ad un party vestito da compita Regina Elisabetta che in fine serata si lascerà andare ad uno spogliarello, al fondamentale apporto dato alla comprensione delle cause dell’incidente allo Space Shuttle Challenger (1986); dal rapporto con i figli, all’insofferenza nei confronti delle pseudo-scienze e dei colleghi in cerca di onori, fino all’approccio irriverente nei confronti della morte incombente, poco o nulla sembra mancare per conoscere gli aspetti davvero importanti della vita di un uomo e di uno scienziato davvero straordinario.

 

Aforismi di Richard Feynman.

  • Non so che cosa non va nella gente: non imparano usando l’intelligenza, ma solo meccanicamente o giù di li. Il loro sapere è così fragile. (da Sta scherzando, Mr. Feynman)
  • Penso di poter affermare che nessuno capisce la meccanica quantistica. (citato in Tony Hey, Patrick Walters, “The New Quantum Universe”, 2003)
  • Per una tecnologia che abbia successo, la realtà deve avere la precedenza sulle pubbliche relazioni, perché la natura non può essere imbrogliata. (dall’appendice F, che contiene alcune considerazioni di Feynman, del rapporto della Commissione Rogers sul disastro dello Space Shuttle Challenger, giugno 1986)
  • Sono fatto così: voglio sempre capire. (frase finale del capitolo Certo, Mr. Big! da Sta scherzando, Mr. Feynman!)
  • Tra molto tempo – per esempio tra diecimila anni – non c’è dubbio che la scoperta delle equazioni di Maxwell sarà giudicato l’evento più significativo del XIX secolo. La guerra civile americana apparirà insignificante e provinciale se paragonata a questo importante evento scientifico della medesima decade.(da Lectures on Physics, vol. II)
  • La nostra immaginazione è tesa al massimo; non, come nelle storie fantastiche, per immaginare cose che in realtà non esistono, ma proprio per comprendere ciò che davvero esiste. (citato all’inizio di Wheeler, Taylor, “Fisica dello spazio-tempo”)
  • Se in un cataclisma andasse distrutta tutta la conoscenza scientifica, e soltanto una frase potesse essere trasmessa alle generazioni successive, quale affermazione conterrebbe la massima quantità di informazioni nel numero minimo di parole? Io credo che sarebbe l’ipotesi atomica (o dato di fatto atomico, o comunque vogliamo chiamarlo) secondo cui tutte le cose sono fatte di atomi, piccole particelle che si agitano con un moto perpetuo, attraendosi quando sono un po’ distanti una dall’altra, ma respingendosi quando sono schiacciate una contro l’altra. In questa singola frase c’è un’enorme quantità di informazione sul mondo che ci circonda, se soltanto ci si riflette sopra con un po’ di immaginazione. (da Sei pezzi facili; 2000)
  • La natura, così come oggi siamo in grado di capirla, si comporta in modo tale che risulta fondamentalmente impossibile prevedere esattamente cosa succederà in un dato esperimento. È una cosa orribile. Infatti i filosofi avevano stabilito come uno dei requisiti fondamentali della scienza che nelle stesse condizioni debba verificarsi la stessa cosa. Questo è semplicemente falso: non si tratta di una condizione fondamentale della scienza. Il fatto è che non succede la stessa cosa, e possiamo trovare solo una media dei risultati, con metodi statistici. Ciò nonostante, la scienza non è completamente crollata. Tra l’altro, i filosofi dicono un sacco di cose su cosa sia assolutamente necessario per la scienza, ed è sempre (per quello che si può vedere) piuttosto ingenuo, e probabilmente sbagliato. (da Sei pezzi facili; 2000)
  • L’ipotesi più importante di tutta la biologia, per esempio, è che tutto ciò che gli animali fanno, lo fanno gli atomi. In altre parole, non vi è nulla che gli esseri viventi facciano che non possa essere inteso partendo dal punto di vista che essi sono composti di atomi i quali agiscono secondo le leggi della fisica. (da La Fisica di Feynman, volume I-1, cap. 1-3, 1994, p. 1-13)
  • [I fisici] hanno cioè capito che il punto essenziale non è se una teoria piaccia o non piaccia, ma se fornisca previsioni in accordo con gli esperimenti. [...] Dal punto di vista del buon senso l’elettrodinamica quantistica descrive una Natura assurda. Tuttavia è in perfetto accordo con i dati sperimentali. Mi auguro quindi che riusciate ad accettare la Natura per quello che è: assurda. (da QED. La strana teoria della luce e della materia, traduzione di F. Nicodemi, Adelphi, 1989)
  • Questo convegno è stato peggio di un test di Rorschach, quando vi mettono davanti una macchia d’inchiostro informe, vi chiedono cosa vedete, ma se tentate di rispondere vi danno del matto. (da Sta scherzando Mr. Feynman!, capitolo L’elettricità è il fuoco?)
  • Quello che non riesco a creare, non lo saprò mai capire. (Frase sulla sua lavagna al tempo della sua morte nel 1988; così com’è riportata in L’universo in un guscio di noce di Stephen Hawking
  • Impara a risolvere tutti i problemi che sono stati risolti. (Frase sulla sua lavagna al tempo della sua morte nel 1988)
  • Se riuscissi a spiegarlo alla persona comune, non avrei meritato il Premio Nobel. (People, 22 luglio 1985)
  • Scienza è credere nell’ignoranza degli esperti. (The Pleasure of Finding Things Out : The Best Short Works of Richard Feynman, curato da Jeffery Robbins, alle pagine 186-187. Basato sulla trascrizione di un’intervista del 1981)
  • Non nuoce al mistero il saperne qualcosa. Perché la realtà è tanto più meravigliosa di quanto artista alcuno del passato immaginasse! Perché i poeti del presente non ne parlano? Che uomini sono i poeti che parlerebbero di Giove se fosse simile a un uomo, ma se egli è un’immensa sfera ruotante di metano e di ammoniaca restano in silenzio? (da La Fisica di Feynman, vol. I-1, cap. 3-4, 1994, p. 3-9)
  • Il tempo è ciò che accade quando non accade nient’altro. (da La Fisica di Feynman, vol. I-1, cap. 5-2, 1994, p. 5-2)
  • L’ipnosi mi è parsa un’esperienza molto illuminante. Spesso quando pensiamo che potremmo fare una determinata cosa ma che non vogliamo, in realtà stiamo solo dicendo, con altre parole, che non ne siamo capaci. (da Sta scherzando, Mr. Feynman, p. 60)
  • Occorre fornire tutte le informazioni per aiutare gli altri a giudicare il valore del vostro contributo, non si possono dar solo quelle che orientino in un determinato modo. (da Sta scherzando, Mr. Feynman, p. 339)
  • Vi auguro una cosa sola: la fortuna di trovarvi sempre in una situazione che vi consenta di mantenere liberamente l’integrità di cui ho parlato – di non sentirvi costretti a perderla per conservare il posto, trovare fondi, o altro. Possiate avere questa libertà. (da Sta scherzando, Mr. Feynman, pag. 344)
  • I matematici possono dimostrare solo teoremi banali perché ogni teorema che viene dimostrato è necessariamente banale. (da Sta scherzando, Mr. Feynman, pag. 83)
  • La matematica è linguaggio [...] più logica. (da La legge Fisica)
  • Stare a guardare è un’arte, e anche molto difficile, ed è bene farlo anziché partire in tromba in una direzione o nell’altra. Ma non è meglio fare qualcosa? Nossignore, se non hai le idee chiare è meglio stare a guardare. (da Il senso delle cose, pag. 105)
  • Non sopporterei di morire due volte. È una cosa così noiosa.

    I’d hate to die twice. It’s so boring.

    (Ultime parole pronunicate da Richard Feynman come riportato in James Gleick, Genius: The Life and Science of Richard Feynman, 1992).

(fonte Wikiquote)

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Richard Phillips Feynman (New York, 11 maggio 1918 – Los Angeles, 15 febbraio 1988) è stato un fisico statunitense, Premio Nobel per la fisica nel 1965.

Richard Phillips Feynman nacque l’11 maggio 1918 a Manhattan da una famiglia ebraica ashkenazita di origini russe e polacche, e visse la maggior parte della giovinezza nel quartiere di Far Rockaway nel Queens (un borough di New York). Al padre Melville, un venditore di uniformi, va ascritto il merito di averne saputo stimolare la curiosità, proponendogli, fin dalla più tenera età, letture e problemi di carattere scientifico. Un esempio significativo dell’influenza del padre è riportato nella raccolta di aneddoti Che t’importa di ciò che dice la gente? e riguarda i limiti della scienza, specialmente in riferimento al concetto di inerzia nella seconda legge della dinamica.

La sua vivace intelligenza trovò nei volumi dell’Enciclopedia Britannica un fertile terreno di coltura, che venne precocemente ampliato ricorrendo a testi specifici di matematica. Feynman si dedicò autonomamente al calcolo differenziale molto prima dei suoi coetanei e arrivò a sviluppare indipendentemente una serie di notazioni e strumenti per rappresentare e trattare le funzioni trigonometriche elementari. Questa abilità nel costruirsi strumenti applicativi su misura la si ritrova negli anni della maturità scientifica, con lo sviluppo dei diagrammi di Feynman e degli integrali di Feynman, che avrebbero costituito la “balestra in un mondo in cui tutti erano armati di arco e frecce”.

I suoi interessi nel campo della scienza furono molteplici e riguardarono anche la chimica, la biologia e l’elettronica.

Conseguì la laurea e il dottorato in fisica al MIT e a Princeton. Mentre portava avanti il dottorato di ricerca, il suo riconosciuto talento per la fisica e la matematica gli valse un posto all’interno del Progetto Manhattan, con il quale il governo degli Stati Uniti si proponeva di sviluppare la prima bomba nucleare. Feynman è anche l’unica persona ad aver visto l’esplosione nucleare di Trinity a occhio nudo, con la sola protezione del vetro del parabrezza di un autocarro per schermare le radiazioni ultraviolette nocive.

Dopo la seconda guerra mondiale, accettò una cattedra alla Cornell University. Lì riprese a sviluppare l’idea su cui stava lavorando prima della guerra; si trattava di un metodo per calcolare le probabilità di transizione di un quanto da uno stato a un altro. Sviluppò così un nuovo formalismo per la meccanica quantistica, denominato integrale sui cammini, grazie al quale poté elaborare in seguito l’Elettrodinamica quantistica, che gli valse il premio Nobel per la fisica nel 1965 assieme a Sin-Itiro Tomonaga e Julian Schwinger.

Elaborò la teoria sui potenziali ritardati e anticipati..

A partire dagli anni cinquanta fu docente di fisica al California Institute of Technology e si occupò di superfluidità, superconduttività e del decadimento beta dei neutroni. Le lezioni di fisica tenute al California Institute of Technology negli anni compresi tra il 1962 e il 1964 sono state raccolte in una serie di volumi apprezzati da generazioni di fisici e oggetto di numerose ristampe (v. The Feynman Lectures on Physics)..

Come membro della commissione Rogers, incaricata nel 1986 dal presidente Ronald Reagan di indagare sulle cause del disastro dello Space Shuttle Challenger, dimostrò che l’incidente era stato causato da un cedimento degli O-ring di uno dei serbatoi ausiliari dovuto alla forte escursione termica nella notte precedente il lancio.

Alle riconosciute doti di fisico affiancava un senso dell’umorismo fuori dal comune (molti aneddoti sulla sua vita sono raccontati in prima persona nelle raccolte Sta scherzando, Mr. Feynman e Che ti importa di cosa dice la gente?), la passione per la musica (suonava il bongo) e per le arti figurative (eseguiva ritratti femminili che firmava come ‘Ofey’).Amava definirsi “Nobelist Physicist, teacher, storyteller, bongo player”, ovvero Fisico premio Nobel, insegnante, cantastorie, suonatore di bongo.

Morì poco tempo dopo essere stato colpito da due rare forme di tumore: il liposarcoma e la macroglobulinemia di Waldenstrom.

Featured image, Arline, la prima moglie di Feynman, nel suo letto d’ospetale. Secondo screenshot, Feynman vestito da Regina Elisabetta. Terzo screenshot, Feynman poco prima di morire nel 1988. Aveva 69 anni. Fonte, BBC.

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