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Riconciliazione tra le fazioni palestinesi di hamas e fatah. gelide usa e israele su un governo palestinese con membri di un’organizzazione criminale

Creato il 02 maggio 2011 da Madyur

Dopo quattro anni di odio reciproco , Fatah e Hamas si riconciliano : lo fanno per il popolo palestinese ( dicono). L’annuncio è arrivato dal Cairo , dove i delegati delle due fazioni s’incontravano inutilmente ogni tre mesi.

Ma ultimamente qualcosa era cambiato. Proteste a Gaza e in Cisgiordania , in migliaia a chiedere la fine delle divisioni. Fatah e Hamas si incontreranno il 5 maggio al Cairo e firmeranno cinque commi d’intesa per un governo provvisorio di tecnici , per fissare elezioni comuni entro 8 mesi , per riformare la vecchia Olp di Arafat , per scambiarsi prigionieri , per spartirsi servizi di sicurezza. Per Haaretz “Storica riconciliazione”.

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Habib, famoso politologo palestinese “Finché non firmano , e anche dopo, meglio essere scettici”. Il passato è ricco d’accordo mai rispettati. Una conferenza congiunta delle due fazioni è stata annullata. Per ora parlano solo gli egiziani “Tutti gli ostacoli sono superati”.

L’accordo è più che altro figlio di Abu Mazen. Il quale, chiuso, il dialogo con Israele, raccoglie le forze per la riunione dentro l’ONU a settembre, dove verrà discussa l’autoproclamazione dello Stato palestinese : 130 paesi hanno già garantito l’appoggio, ma per Abu Mazen è importante arrivarci senza divisioni.

Certo è impensabile che Israele accetti una Palestina governata da chi ne predica la distruzione “Hamas lancia razzi sui nostri bambini – commenta Netanyahu – . Penso che la riconciliazione sia un segno di debolezza dell’Autorità palestinese. E porta a chiedersi se Hamas s’impadronirà della Giudea e della Samaria , come ha fatto a Gaza. Non si può avere una pace con Hamas e Israele insieme. La scelta spetta all’Anp: spero faccia quella giusta”.

Anche la Casa Bianca è gelida sulla riconciliazione “ Sosteniamo la riconciliazione , ma Hamas deve riconoscere Israele , rinunciare alla violenza , rispettare gli accordi preesistenti”. Più che le parole , possono convincere i soldi ( quasi 470 milioni di dollari) che l’America versa ogni anno ai palestinesi.


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