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Ridurre i privilegi dei politici: se non lo fa il Parlamento lo facciano i parlamentari

Creato il 05 dicembre 2011 da Anima_salva @nicolacirillo

Tra le varie misure previste dalla prossima manovra finanziaria Mario Monti annuncia anche di voler rinunciare all’indennità prevista per il suo seggio di senatore a vita, “se sarà tecnicamente possibile“.
Sappiamo quanto la “tecnica” – creata dai politici – si opponga al senso di responsabilità della classe politica, ma sappiamo perfettamente che non può nulla contro il senso di responsabilità individuale dei singoli parlamentari.
Esistono alcuni politici armati di buone intenzioni che periodicamente propongono la riduzione di indennità e vitalizi, senza tuttavia avere la forza parlamentare per ottenerne l’approvazione in aula. Eppure potrebbero cominciare ad attuare per se stessi le misure che vorrebbero estendere a tutti i loro colleghi.
Tecnicamente è sempre possibile. E’ sufficiente creare una Fondazione a cui devolvere la parte di indennità o di vitalizio che suppongono essere eccedente l’equo compenso. Attraverso un atto privato potrebbero vincolarsi a versare mensilmente questa quota. La Fondazione potrebbe utilizzare quei soldi per misure politiche condivise dai parlamentari che l’hanno costituita, magari proprio a vantaggio della democratizzazione di quei processi che portano il ceto politico a autopreservarsi.
E non sarebbero affatto pochi quei soldi: pensiamo alla pensione da parlamentare che Veltroni ha riscosso già a 50 anni, quando si dimise per diventare sindaco di Roma. Oppure al vitalizio di Eugenio Scalfari, a cui vorrebbe generosamente rinunciare, se solo la legge glielo consentisse! E sommiamo i risparmi derivanti dalla riduzione  delle indennità di tutti i parlamentari dell’UDC che hanno votato per tale misura  e che “purtroppo”,  dice Casini,  il PD non appoggiò. Aggiungiamo i vitalizi dei 22 deputati che hanno votato, più di recente, l’eliminazione dei vitalizi proposta da Antonio Borghesi, e i vitalizi d’oro di alcuni ex parlamentari ultramiliardari per cui il vitalizio parlamentare costituisce davvero poca cosa. E cominciamo a distingure i politici che andremo a votare anche in base a questo paramentro: quelli che propongono e quelli che effettivamente concretizzano la proposta, con il loro comportamento.


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