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RIFF, Anno 10. Il 18 Marzo riparte il Festival, fra opere originali e sogni di distribuzioni

Creato il 16 marzo 2011 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma

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RIFF, Roma International Film Festival, decima edizione. Circa centocinquanta pellicole fra corti e lungometraggi, selezionati fra il migliaio che arriva ogni anno, hanno il privilegio di concorrere e soprattutto di poter essere visti sul grande schermo del “Nuovo cinema Aquila” dal 18 al 24 Marzo, da metà pomeriggio a mezzanotte passata. Una manifestazione sempre più importante e sempre più punto di riferimento del cinema indipendente, che fra gli altri ospitò anche il cortometraggio “West Bank Story”, che in seguito vinse l’Oscar 2005.

Nella presentazione tenutasi la mattina del 16 gli organizzatori ricordano nostalgicamente la prima edizione, datata 2002, portata avanti con un budget di solo 5.000 Euro: l’edizione 2011 ne ha 200.000, 20.000 dei quali pubblici provenienti dalla Regione. Dopo gli ospiti istituzionali, la dott. Ferrelli e l’assesore Serra, gli interventi dell’attrice Valentina Carnelutti (La meglio gioventù, Caos calmo, Tutta la vita davanti), in veste di giurata internazionale, che ha speso due parole non banali sull’attualità giapponese e quello del critico cinematografico del Manifesto Roberto Silvestri, anch’egli membro della giuria, che ha dipinto il poco edificante quadro della brutta situazione produttiva italiana: non che qualcuno si sia stupito, ma l’intervento è apparso mirato e sentito. Carrellata di registi, da Francesco Maria Dominedò autore di “Cinque”, film d’apertura del festival, a “Diciottanni” per l’esordio come regista di lungometraggi di Elisabetta Rocchetti; e poi Gabriele Albanesi (”Il bosco fuori”) in concorso con “Ubaldo Terzani Horror Show”, Luca Merloni con l’esperimento dell’uomo-sandwich “Disoccupati in affitto” e Gianpaolo Vallati con “Cara di amo”, film indipendente non tanto per la trama quanto per il budget: citando il regista è costato quanto “50 secondi di Manuale d’amore 3″.

Premi per 11 categorie fra lungometraggi, documentari, corti e sceneggiature distinti in italiani ed internazionali. Premio più importante, il sogno di ogni manifestazione indipendente: l’incentivo, con la compartecipazione del Ministero della Gioventù, alla distribuzione nelle sale della capitale ad opera del Festival. Molte di queste opere alle grandi produzioni hanno da invidiare soltanto il budget, non certo le idee.

Angelo Mozzetta


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