Magazine Cultura

Rileggere La Ruota del Tempo

Creato il 12 agosto 2017 da Martinaframmartino
Rileggere La Ruota del Tempo

Questa è la terza volta che leggo Presagi di tempesta, la prima che lo leggo sapendo già come finisce la saga. Il fatto che io scriva prima implica che, da qualche parte, in me si nasconde la convinzione che ci sarà un'ulteriore lettura, forse più di una. Chi non legge fantasy difficilmente può capire come si possa anche solo pensare di leggere una storia così lunga. La Ruota del Tempo conta 14 volumi di lunghezza compresa, almeno nella prima edizione Fanucci, fra le 701 pagine di Il Drago rinato e le 1156 di Memoria di luce. Questo senza contare gli appendici, naturalmente. E poi c'è un prequel. Breve, solo 349 pagine, cioè tanto quanto un romanzo di lunghezza media in un qualsiasi altro genere. In totale sono 12.918 pagine. Dal calcolo sto lasciando fuori le 83 pagine della versione racconto del prequel Nuova primavera, che credo di aver letto tre volte, le 417 di The World of Robert Jordan's The Wheel of Time, scritto da Robert Jordan e Theresa Patterson e da me letto una sola volta (e lo dovrò rileggere), la decina di pagine di River of Souls (dell'antologia in cui è compreso, Unfettered, ho la versione ebook, difficile essere precisi sulla lunghezza in questo caso), la manciata di pagine di cui è composto The Strike at Shayol Ghul, quelle di cui è composto Ravens, un prologo incentrato su Egwene pubblicato in From the Two Rivers, prima parte dell'adattamento per ragazzi di The Eye of The World, e le 815 pagine di The Wheel of Time Companion, enciclopedia interessantissima la cui lettura ho interrotto non so quanti mesi fa dopo un'arrabbiatura. Quante pagine sono in tutto? Va bene, per leggere la saga bastano solo i quindici romanzi, il resto lo leggo solo perché quel mondo mi piace a tal punto da volerlo conoscere in ogni dettaglio, ma leggere Jordan in termini di tempo è comunque impegnativo.

Rileggere La Ruota del Tempo
Terza lettura di Presagi di tempesta, perché gli ultimi tre romanzi, quelli scritti da Brandon Sanderson dopo la morte di Jordan li ho letti prima in inglese, The Gathering Storm al momento della pubblicazione dell'edizione tascabile e Towers of Midnight e A Memory of Light al momento della pubblicazione dell'edizione rilegata, e poi di nuovo al momento della pubblicazione della prima edizione italiana, per poter continuare a leggere siti americani dedicati alla saga senza subire spoiler perché in Italia eravamo più indietro che negli Stati Uniti.

Adesso so come finirà la storia, ma per leggerle tutta, dalla prima lettura di L'Occhio del Mondo a quella di A Memory of Light, ho impiegato 21 anni. Nulla in confronto a George R.R. Martin, per ora al secondo posto ma con il non trascurabile dettaglio che io ho iniziato a leggere Le cronache del ghiaccio e del fuoco nel 1999 e che lui non ha ancora terminato di scrivere The Winds of Winter e A Dream of Spring. Ammesso che riesca a concludere la storia in due soli romanzi.

So come si svolgerà l'Ultima Battaglia e chi morirà, e ogni volta che vedo determinati personaggi fare qualcosa di grandioso, sapendo quello che li aspetta, non posso non soffrire per loro. Sono quasi arrivata alla fine, è da La lama dei sogni che mi sento in dirittura d'arrivo. Con solo 3935 ancora da leggere (soltanto 2979 considerando solo gli ultimi tre romanzi) il più e alle spalle e ormai il ritmo è incalzante. La lama dei sogni chiude parecchie trame che ci eravamo portati dietro per diversi romanzi e segna un punto di svolta nel cammino verso Tarmon gai'don. Segna anche un punto di svolta nella saga perché, purtroppo, i libri non sono più firmati Robert Jordan ma Robert Jordan e Brandon Sanderson.

Adoro Sanderson, è uno dei due autori per me davvero importanti che ho scoperto nell'ultima decina d'anni. Probabilmente nessuno avrebbe potuto fare con La Ruota del Tempo un lavoro migliore di quello che ha fatto Sanderson, e quello che Sanderson ha fatto è straordinario. Però Sanderson non è Jordan, e una storia può essere adeguatamente conclusa solo dal suo Creatore. Sanderson è stato bravissimo ma c'erano cose che non poteva sapere, fili che non poteva riannodare, ed è una cosa che si sente soprattutto in Memoria di Luce, e ci sono episodi che hanno fatto nascere dubbi in tutti. Gli eventi di Hiderstap sembrano forzati in Presagi di Tempesta, eppure Sanderson ha dichiarato (dopo) che quella trama l'ha scritta praticamente tutta Jordan. E quando arriva Memoria di luce Hinderstap trova una sua funzione, ed è straordinario come si inserisca nella storia.

Allora com'è rileggere questi romanzi, ora che sto rileggendo Jordan-Sanderson immediatamente dopo Jordan e non a distanza di mesi se non di anni?

La trama scorre più in fretta. È inevitabile visto che l'Ultima Battaglia è sempre più vicina e non c'è più tempo da perdere. Ma è anche vero che i capitoli sono più corti, e che Sanderson cambia punto di vista molto più spesso di quanto non facesse Jordan ultimamente. Gli eventi si susseguono incalzanti e sono da brividi. L'ho scritto un paio di volte su Facebook ed è vero, un istante prima sono seduta a boccheggiare per il caldo mentre leggo e all'improvviso mi viene la pelle d'oca e il caldo non esiste più. Chi ha bisogno dell'aria condizionata in certi momenti? Clima personalizzato grazie ai libri.

Pensare d'iniziare una lettura così lunga non è facile, meno ancora se prima d'iniziare si sono sentiti commenti sul fatto che la trama è troppo tolkieniana (lo è solo all'inizio e per deliberata scelta dell'autore) o sul fatto che lo stile dell'autore è lento (in particolare nei romanzi centrali, che mettono le basi per l'accelerata finale). Allora perché rileggo? Perché così noto dettagli che non avevo visto la prima volta. Perché non essendo più ansiosa di andare avanti per scoprire come la storia andrà a finire vedo molte più cose e assaporo maggiormente il cammino. Per vedere le cose da un punto di vista diverso dal mio e fermarmi a pensare. Per provare emozioni talmente intense che è difficile descriverle. Jordan non passerà mai alla storia della letteratura per il suo stile, per la sua capacità di mettere insieme le parole, anche se io con il suo stile mi trovo piuttosto bene. Quello per cui merita di essere ricordato è l'ampiezza e la profondità della sua visione, e la capacità di andare al cuore di ciò che sono e che possono essere gli esseri umani. Non è perfetta, ci sono parti pesanti, dettagli che non tornano, ingenuità, uno stile un po' grezzo ma pur con tutti i suoi limiti La Ruota del Tempo è un'opera straordinaria e io non posso che trovarmi al fianco del Drago mentre ancora una volta cavalca il vento del tempo.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :