Magazine Diario personale

Rimini

Creato il 27 dicembre 2017 da Catia D'Antoni @viaggingiro

Perché non si creda che sia solo mare, oggi andiamo in Emilia Romagna e visitiamo Rimini in un’altra angolatura.
Andiamo!

breve storia

La presenza umana a Rimini, sembra risalire all’età paleolitica inferiore proprio grazie alla sua posizione che permetteva facile insediamento per la presenza di sorgenti idriche e il mare vicino dava la possibilità di approdare comodamente.
anche se l’arrivo della popolazione celtica portò al decadimento e all’abbandono dei luoghi abitati, nello stesso tempo sviluppò i centri costieri riuscendo a mantenerli ben attivi, per circa un secolo sotto il loro controllo;
verso la fine dell’anno duecento avanti Cristo, i Celti durante la battaglia di Sentino vennero sconfitti dai Romani che iniziarono così la colonizzazione della Gallia Cisalpina.
Si sa che i Romani con il loro arrivo fondano colonie, e così questa località alla foce del fiume Ariminus, oggi conosciuto come Marecchia, nacque l’allora Ariminum quale stato autonomo ma legato a Roma con alcuni trattati per regolare i commerci e quant’altro di utile.

non solo mare

No, Rimini non è solo mare, ma arte e vari monumenti di vario interesse;
al suo interno troviamo un ampio patrimonio storico ed artistico molto importante che vanno dalle strade alle piazze fino ai siti archeologici.
Tutto ciò è ora un vivo documento del tempo trascorso e dalle varie dominazioni passate, considerando che Rimini è stata una bella e storica porta verso l’Oriente ed il mare del sud con il suo porto situato in un luogo strategico: al centro dell’Italia.

i parchi,

Nella città stessa troviamo un buon sistema di verde urbano composto da parchi e giardini al cui interno si possono anche trovare impianti sportivi e piste ciclabili, sia lungo il corso del fiume Marecchia che del torrente Ausa, ma è anche bello passeggiare lungo i viali alberati;
molto bello da percorrere è il Parco Fellini che dopo aver attraversato la Via Roma permette di proseguire nel Parco Maria Callas per raggiungere il lungomare, sia a piedi che pedalando.
Se poi si vuole espandere la gita fuori città, è possibile anche visitare vari parchi a tema, adatti a famiglie con bambini e anche per i più grandi.

l’anfiteatro, l’Arco e il Ponte.

Una testimonianza di quanto detto la si trova visitando un sito archeologico presente nei pressi di Via Roma, l’anfiteatro romano è lì quale patrimonio archeologico che afferma il ruolo importante della città sin dai tempi antichi;
stesso discorso lo possiamo fare percorrendo il Corso d’Augusto, verso il centro storico quando incontriamo l’Arco di Augusto, il più antico arco romano, e proseguendo sulla via che ci si trova di fronte arriviamo direttamente sul Ponte di Tiberio, costruito ai tempi di Augusto ma finito al tempo di Tiberio da cui prese poi il nome.
questi due ultimi, ma non di importanza risalgono ovviamente all’età romana imperiale e sono lì da oltre mille anni simboleggiando la città di Rimini, se poi si dà un’occhiata al simbolo della città li ritroviamo in bella mostra.

il borgo San Giuliano,

Dopo aver attraversato il ponte di Tiberio ci si trova immersi quasi in un altro mondo, fatto di casette colorate sono le case dei pescatori che si divertono a nascondersi tra le varie viuzze che finiscono in ampie piazzette; i ristoranti e le cantine presenti sono piccoli locali dove ci si può incontrare e gustare ottimi piatti o aperitivi, senza farsi mancare la famosa “piadina”, piatto prelibato locale.

la riviera ballerina

Chi non è stato a Rimini a ballare almeno una volta nella vita?
Dal porto fino all’ultimo tratto del lungomare si possono frequentare i locali più famosi, night club, ristoranti e pub dove si incontrano le tendenze dell’ultimo momento;
se alcuni sono situati sul lungomare, altri si possono addirittura trovare sulla spiaggia direttamente, essendo stabilimenti balneari (bagni ndr) che alla sera si trasformano e prendono vita in un’altra maniera.

e le piade.

La sua classicità e bontà sono uniche in tutto il territorio romagnolo;
un semplice pane bagnato sul tagliere e cotto sulla “tegghia” pian piano è diventato il pane “nazionale” dei romagnoli, se vogliamo anche la propria bandiera.
La piada, la piadina il cui nome si trasforma in base a chi ne parla è una focaccia cotta su una lastra di terra refrattaria che viene chiamata “testo”, il testo altri non è che il significato dal latino di coccio, testa; i modi per preparare la piada sono numerosi e tutti ne apprezzano la bontà; un piatto semplice e preparato in maniera facile per un successo garantito.

Visitate Rimini e gustate la Piada, è un consiglio spassionato!

p.s.: questo articolo è stato pubblicato anche nel numero di marzo 2017 della Rivista Ad Okki Aperti

[See image gallery at www.viaggingiro.it]

!


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :