Magazine

RIPRENDIAMOCI IL FUTURO! Dalla truffa del Ponte sullo Stretto alla Rinascita del territorio!

Creato il 16 marzo 2013 da Antonella Di Pietro @Antonella_Di_Pi
RIPRENDIAMOCI IL FUTURO! Dalla truffa del Ponte sullo Stretto alla Rinascita del territorio!
Il Movimento No Ponte scende di nuovo in piazza oggi, 16 marzo, a Messina per chiudere definitivamente la partita del Ponte sullo Stretto e per unire e continuare le lotte per la Rinascita del Territorio. Il M5S Messina ha annunciato ufficialmente che aderisce alla manifestazione e che "si farà portavoce nelle sedi istituzionali di questa battaglia".
Il corteo partirà alle 16,00 da Piazza Cairoli e si snoderà lungo il Viale San Martino, proseguendo poi per le Vie: Geraci, Cesare Battisti, Garibaldi, con arrivo previsto a Piazza Municipio. Con questa manifestazione i no-pontisti intendono ribadire la richiesta alla Regione Siciliana di ritirare immediatamente le proprie quote azionarie ed il proprio rappresentante in Consiglio d’amministrazione della Stretto di Messina Spa (società concessionaria per la progettazione e costruzione del Ponte sullo Stretto), e chiedere:
  1. La soppressione della Stretto di Messina Spa;
  2. Il recesso dal contratto con Eurolink (General Contractor per la progettazione e costruzione del Ponte); 
  3. Il non riconoscimento di alcuna penale e alcun debito. 

Nell'evento su Facebook la "Rete No Ponte - Comunità dello Stretto" scrive: I simboli del tessuto produttivo del nostro territorio, vanto di generazioni di lavoratori e di messinesi, le capacità professionali acquisite nel tempo e le attività sulle quali si è fondata anche l'identità del nostro territorio rischiano di essere cancellati definitivamente per soddisfare interessi speculativi e predatori. Tutto ciò avviene mentre la fine del 2012 ci consegna la riproposizione del dibattito pubblico sul Ponte sullo Stretto. La scelta del Governo di rimandare di due anni la decisione su cosa fare del progetto ponte - che ha già sperperato centinaia di milioni di euro senza apportare alcun beneficio ai territori e ai loro abitanti - riapre, nei fatti, la partita. Mentre Berlusconi rispolvera la Grande Opera come argomento da campagna elettorale, Eurolink comunica l’intenzione di voler recedere dal contratto confessando, probabilmente, il vero obiettivo: la riscossione delle penali. Intanto Impregilo le penali le inserisce nei bilanci, facendo così lievitare il valore delle proprie azioni. Insomma, una vicenda che sembrava, con il definanziamento dell’opera, volgere rapidamente al crepuscolo ritorna al centro della scena. Non che la cosa ci prenda troppo alla sprovvista. Siamo abituati a queste periodiche ripartenze. Tanto che abbiamo imparato a non considerarle come un'anomalia bensì come la norma, come un modello secondo il quale i territori vengono espropriati della loro ricchezza più attraverso l’iter che attraverso la vera e propria realizzazione delle opere. E’ per questo che abbiamo collocato la nostra critica al Ponte sullo Stretto nell’ambito della più generale opposizione alla politica delle grandi opere, attraverso la quale ingenti risorse sono state trasferite dalle casse pubbliche a poche grandi imprese aggiudicatrici dei grossi appalti, secondo un sistema che, attraverso strumenti come il Project Financing e il General Contractor, ha impedito ai territori di decidere del proprio futuro e ai cittadini di prendere parola.  Contro questi progetti e contro questo modello si è sviluppato negli ultimi dieci anni un forte movimento di lotta, da alcuni tacciato di rappresentare la voce dei NO ma che, in realtà si è trasformato in un grande cantiere di idee per una nuova politica e per una idea nuova di convivenza nei territori. Il movimento No Tav ne è senz’altro l’espressione più nota e più suggestiva, ma in tutta Italia - contro infrastrutture di trasporto inutili e devastanti, termovalorizzatori, rigassificatori, impianti militari e installazioni dal forte impatto ambientale - sono sorti comitati e aggregazioni che, insieme alle mobilitazioni in difesa dei beni comuni, hanno dato vita a un generale pronunciamento dal basso, espressione di nuove forme di democrazia partecipata. A tali mobilitazioni si sono affiancate le dure vertenze aperte sul territorio a difesa del posto di lavoro, per difendere diritti sociali acquisiti in anni di lotta, contro una crisi che si vuole fare pagare solo ai lavoratori e non ai veri responsabili, per tenere in vita la speranza di un futuro migliore. In questo solco si inserisce anche la liberazione del Teatro in Fiera, ribattezzato Teatro Pinelli Occupato, e dell'ex Irrera a Mare: azione che - oltre ad aprire varchi di speranza per un destino disperato come quello dell'intera cittadella fieristica - giorno dopo giorno prova a tessere e alimentare la rete dei lavoratori in lotta nella nostra città. E' partendo da qui, in sinergia con queste realtà, che vogliamo scandire i nostri contenuti".
Il Movimento No Ponte sarà supportato dai No Tav (Valsusa) e dai No Muos (Niscemi): gli attivisti verranno a Messina per unirsi al corteo. Successivamente, la Rete No Ponte siciliana sarà presente alle loro manifestazioni previste rispettivamente il 23 e il 30 marzo. I No Tav, vogliono "impedire che una nuova linea  devasti inutilmente una valle. Mentre un intero sistema di trasporto pubblico è al collasso le grandi lobby guardano alle linee di alta velocità come al più grande business del secolo: impedire lo scempio e smascherare le complicità del forte intreccio politica-mafia è possibile e più che mai urgente".
Della manifestazione dei No Muos, vi rimandiamo all'articolo già pubblicato ACCORDO CROCETTA-MONTI NON CONVINCE I NO MUOS CHE CONFERMANO LA MANIFESTAZIONE
Antonella Di Pietro©

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :