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Risorse e liste utili per lo shopping ragionato

Da Gynepraio @valeria_fiore

Mi sembra di aver capito che il post precedente sia stato utile. Questo post contiene invece liste e risorse per lo shopping che ho testato personalmente.

RISORSE E LISTE UTILI PER LO SHOPPING: MERCATI VINTAGE TORINESI

Per fare affari, si va presto, si fa colazione lì e s'inizia a girare possibilmente prima delle 9 (questa è la religione cui sono stata abituata da mio padre). Per divertirsi, va bene qualsiasi ora.

  • Piazza Vittorio Veneto - 1° domenica del mese (soprattutto antiquariato ma anche accessori)
  • Piazza Carlo Alberto - 2° sabato del mese (confesso di andarci di rado)
  • Piazza Gran Madre - 3° domenica del mese (abiti, accessori e antiquariato). Occhio ad andarci con tacchi e/o passeggini perché la superficie non è liscia, sono ciottoli fastidiosissimi
  • Gran Balôn in Borgo Dora e vie limitrofe - 2° domenica del mese (abiti, accessori e antiquariato). Se volete restare per pranzo, vi consiglio il ristorante Al Jazeera in piazza Borgo Dora
RISORSE E LISTE UTILI PER LO SHOPPING: VINTAGE STORES TORINESI

Qui c'è la lista dei vintage store torinesi che frequento io regolarmente

  • Usato Firmato, via Cernaia 32 (molte griffe)
  • Marija, via Napione 27 (se vi piacciono le Dansko, ne ha sempre un sacco di seconda mano ma perfette)
  • Kilos, via Tarino 18 (quasi niente griffe, moltissimi accessori belli, alcuni capi sono venduti al kg)
  • Manifestazione "Mercante per un giorno" che si svolge 2 o 3 volte l'anno però sempre in luoghi diversi (Lingotto, Torino Esposizioni, una volta al Velodromo)
  • Humana Vintage che ha appena aperto in via Pietro Micca, dove vorrei andare ma non sono ancora riuscita, per cui se ci siete state datemi anticipazioni
  • Atelier n8, via Napione 30 (molte griffe)
RISORSE E LISTE UTILI PER LO SHOPPING: I CAPI BASIC

Qui c'è la lista dei capi basic che ho iniziato a comprare negli ultimi 2 anni e che intendo mantenere come base dell'armadio.

Risorse e liste utili per lo shopping ragionato

RISORSE E LISTE UTILI PER LO SHOPPING: I MIEI BUCHI NERI

Le categorie di prodotti sui cui credo di dover imparare molto sono l'intimo, le scarpe e il denim. Sul fronte biancheria, ho trovato nell'austera e germanica Triumph il reggiseno perfetto che sta bene sotto i capi da giorno: presa dall'entusiasmo, ho acquistato online anche una brasiliana dello stesso marchio ma non mi piace. Due settimane fa ho ordinato delle mutande su Cotonella, di cui due paia specificatamente per il ciclo, e mi fanno schifo. Le tengo perché sono in un buon cotone e rifinite benissimo, ma non mi sento molto me stessa. Quindi, amiche di portafoglio, dove si comprano le mutande della vita di tutti i giorni? Non ditemi Tezenis perché io lì ci compro solo i completini per fare cose, non per starci seduta tutto il giorno al lavoro.

Sul fronte scarpe, sono diventata molto più esigente in quanto ho i piedi piatti, l'alluce valgo e spesso porto in braccio o sulle spalle Elia. É finito il tempo delle calzature belle ma scomode. Ne compro sempre meno e sempre più basse. Non sono esperta, non studio mai davvero bene vado sempre a culo: passo davanti a un negozio, mi piace uno stivaletto e lo compro, evviva, anche stavolta ce l'ho fatta. Dove si comprano le scarpe comode e belle? Quali sono i brand giusti?

Il denim è di tutte le selve la più oscura. Un mese fa ho comprato dei jeans ed era dal 2005 che non accadeva! Infatti non sono propriamente dei jeans, sono dei pantaloni da donna in denim leggerissimo tipo chambray. Penso sia perché ho un fisico non convenzionale (fianchi stretti da uomo, cosce grosse), ma i jeans su di me fanno cagare. Sono contenta però di non essere caduta nel tunnel cognitivo del " lo compro solo perché è di moda " come hanno fatto tante altre femmine con i vari skinny, boyfriend e mommy jeans che si sono succeduti in questi anni e che stanno bene a 5 donne o forse al massimo 6. Insomma, sono tipo 9 anni che non metto i jeans! In più, forse per una sorta di pregiudizio, io non li associo al casual e alla comodità, per cui su di me il motto di Nino d'Angelo non vale.

Insomma, quali sono i brand di jeans belli? Dove si comprano? Quanto è giusto pagarli?

RISORSE E LISTE UTILI PER LO SHOPPING: INSEGNE E BRAND PER CAPI DUREVOLI

Ho cercato di selezionare i marchi e le catene abbastanza reperibili sul territorio nazionale, oppure disponibili online senza spese di dogana

    Muji: maglioncini, camicie, t-shirt monocrome e mariniere, pantaloni estivi in lino. Occhio alle taglie perché io, che normalmente vesto una 44, sono una S.
    And Other Stories: è considerato fast-fashion, ma la lana non è male. Ottimi anche i costumi da bagno
  • Stefanel: secondo me tra le insegne made in Italy è la migliore per qualità e design. Io ci ho comprato due gonne gemelle multiuso
  • Diffusione Tessile: la mia soluzione evergreen per capi formali e per cerimonie. Con un po' di fortuna anche i cappotti non sono male, anche se preferirei comprarmeli da Max Mara come una signora vera
  • Uniqlo: usato molto di recente, testato sulla lana dopo lunghe consultazioni con Mavie che ne è già acquirente. Ho preso un beanie in cachemire nero e un maglioncino giallo senape in lana Merino per 30 euro caduno. La percezione di qualità è buona, le descrizioni puntualissime: Mavie ha misurato un suo maglione e i cm coincidevano esattamente con quelli dichiarati sul sito. La lana Merino è sottile, ma direi che vivo al chiuso per 23 ore al giorno e Torino non è certo l'Alaska, ecco
    Capi su misura: se siete fisici anomali (nel mio caso, spalle da uomo e seno da donna) potete sempre andare da un camiciaio o un sarto. Il costo è più alto rispetto a quello di un negozio fast-fashion ma sicuramente meno alto rispetto a una camicia d'alta moda. Qui la mia esperienza presso l'Orlando Furioso di Torino
SULLA QUESTIONE TAGLIE

Dirò una ovvietà ma gli e-store multimarca (es. Asos) sono meno affidabili rispetto a monomarca sul fronte delle taglie perché le tabelle di riferimento sono generali. Ad esempio ho comprato su Zalando due paia di sneakers per Elia, brand diversi ma entrambe n.21: un paio probabilmente le metterà in prima elementare. Al contrario uno store monomarca come Uniqlo ha degli standard produttivi da rispettare e quindi è più attendibile da un modello all'altro o da un anno all'altro. Quando è possibile, io cerco di provare in un negozio "fisico" il capo ed eventualmente ordinarlo online se trovo una grande offerta (ad esempio, ho fatto così con le Birkenstock)

SULLA QUESTIONE RESI

Come avevo già scritto in altre occasioni, io non sono solita ordinare 12 capi su Asos per renderne 11 solo perché il reso è gratuito. Il reso gratuito non ci viene offerto perché questi e-store hanno il cuore grande, ma perché almeno il 30% del venduto torna puntualmente indietro perché non va bene. A loro conviene smaltire questo enorme tasso di invenduti mandando già le etichette di reso insieme all'ordine piuttosto che gestirlo caso per caso. Io sono sempre dell'idea che sia meglio provare piuttosto che acquistare a scatola chiusa e trovo quindi insensato ordinare online da Mango, Zara o di qualsiasi altra insegna presente in tutte le città d'Italia per poi rendere 2/3 dell'acquistato: basta andare in negozio e provare tutto. Io credo che gli e-store vadano utilizzati soprattutto per brand poco distribuiti o in occasione di sconti irripetibili.

SULLA QUESTIONE SPESE DI TRASPORTO

In questo caso io penso che l'unione faccia la forza. Se occorre raggiungere un minimo, mettetevi d'accordo con qualche amica o con qualcuno della vostra città. Io ho messo un annuncio su Twitter quando non riuscivo a raggiungere 25 euro sul sito di The Ordinary e in 5 minuti ho trovato una partner in crime. Non mi sembra così complicato, eh.

SULLA QUESTIONE BORSE ROSSE

Avevo promesso la lista dei brand di borse rosse che ho considerato prima di procedere col mio acquisto su Sézane, e-store che amo follemente e dal quale vorrei comprare tutto in particolar modo dei fruibilissimi stivaletti animalier che indosserei una volta e quindi NO, HO DETTO NO. La lista è molto breve perché io uso solo borse in cuoio quindi ho dovuto per forza di cose escludere ecopelle e similpelle. Come denunciavo con grande delusione, due brand italiani che storicamente realizzavano borse semplici e di buona qualità ancorché non di lusso -Furla e Coccinelle- ultimamente fanno un uso smodato del saffiano (che se lo sarà pure inventato Prada, dopodichè rimane brutto e inflazionato ugualmente) e sbattono ovunque un logo dorato e invadente. Male, molto male, malissimo anche l'assenza di modelli semplici, lineari, normali. Troppe forme sagomate, troppe strutture rigide, troppe fibbie metalliche. Si salvano solo queste qui:


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