
E arriva il giorno di andare a prelevare Zoe all’aeroporto cittadino, proveniente da Dar es Salaam.
Gustav Gunder si è detto, senza esitazione, felice di ospitarla e Kurt è al settimo cielo nel momento in cui comunica a telefono la notizia all’amica.
E, allo stesso tempo, bisogna, proprio lo stesso giorno, prepararsi a ricevere il capo della polizia, che vuole interrogare Joseph alla fattoria e desidera farlo alla presenza del signor Gunder.
Joseph, prelevato da casa sua da due poliziotti, giunti in loco assieme al loro capo (autista e graduato), viene infatti, condotto alla svelta nella sala di ricevimento della casa grande.
Non manca di spavalderia nella circostanza e continua a ripetere come un ritornello noioso di essere innocente. Di non sapere niente. Di essere stato al bordello in città con gli amici la sera dell’omicidio di Dolly.
E, dimenandosi sulla sedia dove è seduto e controllato, risponde riottoso alle domande dell’autorità di polizia.
Kurt osserva la scena in disparte, affiancato dal padrone di casa e da Henning particolarmente interessato all’interrogatorio.
Le donne ospiti, invece, sono nelle loro rispettive camere in attesa dell’arrivo di Zoe, che per Kate , in base ai racconti fattile da Kurt, è oggetto di grande curiosità.
Non tanto per scoprire l’ avvenenza della persona, come non le ha mancato di sottolineare più volte il commissario svedese, quanto per gli intrighi nei quali la bella vichinga si era venuta a trovare a suo tempo, a causa di amicizie molto particolari, e dai quali parrebbe esserne uscita incolume.
Dopo alcuni minuti sopraggiunge, lì dove si svolge l’interrogatorio, nella casa padronale del signor Gunder, pure il padre di Joseph e il fratello Bart.
Il vecchio, a sorpresa, intende fare una dichiarazione spontanea.
Accolta la richiesta,l’uomo farfuglia di onore mancato, che avrebbe indotto suo figlio a compiere un gesto folle.
Insomma è un’ammissione di colpa per Joseph, alla quale aggiunge (è sempre il vecchio che parla) d’essere stato lui l’istigatore perché l’offesa , cioè l’essere stato respinto, era troppo grave per il suo primogenito in base ai costumi tradizionali del loro piccolo mondo.
Il commissario annuisce, ha compreso benissimo il significato della motivazione e parrebbe soddisfatto.
E così ordina ai suoi uomini di accompagnare padre e figlio all’automobile per continuare alla stazione di polizia, a Mbeya, l’interrogatorio dei due.
Chi non è contento è Gustav Gunder in quanto era abituato ,da sempre, da quando era sorta “The Sun”, a fidarsi di tutti coloro che lavoravano per lui.
L’uccisione di Dolly per lui è una forma d’ingratitudine dei dipendenti nei suoi confronti.
E’ gettare un’ombra avvolgente su di un contesto fino a poco prima sereno.
Kurt vuole assolutamente saperne di più e si rammarica d’essere stato tagliato fuori così all’improvviso .
Henning allora,visto l’amico deluso, lo chiama in disparte e prova a raccontargli, a suo parere, come si sarebbero potuti svolgere i fatti.
O almeno quello che lui pensa di poter narrare, anche un po’ romanzato, nel suo prossimo libro.
Dolly quella sera era in cucina per aiutare sua madre a cucinare e poi servire la cena agli ospiti del signor Gustav- dice Henning.
In un momento di tregua, mentre mama Betty era alle prese con altre incombenze, il giovane Joseph, che sapeva dell’evento nella grande casa, rompe il vetro della portafinestra della cucina e s’introduce all’interno aggredendo Dolly, che è da sola e che non se l’aspetta.
Nella colluttazione, poiché lui aveva probabilmente intenzione di violentarla e incontra resistenza, la lama di un coltello,che Joseph porta sempre con sé, tratta d’istinto fuori dalla tasca dei calzoni, con forza penetra nell’addome della giovane.
Volutamente o inavvertitamente. Non si sa. Sarà da accertare.
La paura del peggio però, alla vista del sangue, fa infuriare ulteriormente l’assalitore che, come invasato, per far tacer la vittima , ricorre alle mani che stringe con violenza intorno al collo di Dolly . E la strangola.
L’attimo successivo, ritornato in sé, il corpo ormai senza vita della giovane in terra, con un balzo felino Joseph, l'assassino, è fuori dalla cucina e corre a gambe levate nella strada, e s'inoltra nelle piantagioni, per non essere scoperto.
(continua…)
Marianna Micheluzzi (Ukundimana)
