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Ritratto della giovane in fiamme di Céline Sciamma: la recensione

Creato il 08 gennaio 2020 da Ussy77 @xunpugnodifilm

Ritratto della giovane in fiamme di Céline Sciamma: la recensionePassione da sopire e nascondere, ma non da dimenticare

Vincitore della Palma d’oro per la miglior sceneggiatura a Cannes 72, Ritratto della giovane in fiamme è un prodotto alla perenne ricerca dell’identità sessuale delle due protagoniste. Un film delicato, passionale e vitale che non spreca le parole e che cura i dettagli in maniera ammirevole. Un autentico tableaux vivants di forme e gesti, di avvicinamenti, sguardi imbarazzati e sentimenti nuovi.

Più ci si sofferma sullo stile squisitamente pittorico del nuovo film della Sciamma e maggiormente si colgono la cura del dettaglio e l’asciuttezza (quasi chirurgica) dei dialoghi; nulla sembra fuori posto e non pare esserci la necessità di rompere gli equilibri, di essere sopra le righe. Ritratto della giovane in fiamme s’interroga sull’identità sessuale di due giovani protagoniste, che imparano a conoscersi e coltivare nuovi sentimenti. Da una parte una giovane donna, che non vuole farsi ritrarre (o forse sarebbe meglio dire “guardare”) costretta a sposarsi con un uomo mai conosciuto, mentre dall’altra parte della tela c’è una pittrice che tenta di eseguire il proprio lavoro con professionalità, seguendo i canoni dell’immagine Settecentesca (forme e proporzioni definite e immutabili) e non farsi sopraffare da un’imminente e travolgente passione.

La Sciamma miscela rigore e passione, precisione e accettabile imperfezione per rendere Ritratto della giovane in fiamme un prodotto da ricordare per il suo equilibrio e per la sua narrazione in crescendo, che “esplode” in una chiusura brillante e altamente emozionante. Un’altalena di sentimenti e turbamenti, racchiusa in un silenzio intento a pesare ogni singolo gesto e sorriso, ogni sguardo sfuggente. 

La connessione che la regista francese instaura con il pubblico è qualcosa di realmente unico; la sua immersione nel Settecento in una villa solitaria, asettica e lontana dalla società, permette la costruzione di un linguaggio cinematografico potente e privato. Difatti il rapporto tra le due giovani donne è clandestino e frutto di una solitudine che permette una conoscenza intima e profonda, unica nel suo genere perché non genera ripercussioni sociali ma personali, che scalfiscono le reciproche convinzioni nei confronti del rispettivo io. 

Ritratto della giovane in fiamme è un ricordo che riaffiora e che brucia di drammatica passione. Il rimorso di un amore impossibile si disegna sui volti di entrambe le protagoniste e trova libero sfogo nel ricordo di un ritratto clandestino e di una composizione musicale, che delinea e definisce un amore vivido e indimenticabile.

Uscita al cinema: 19 dicembre 2019

Voto: ****


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