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Robert Kennedy jr.: il Governo (USA) nasconde le morti da vaccino

Creato il 03 ottobre 2019 da Michelotto

Robert Kennedy jr.: il Governo (USA) nasconde le morti da vaccino
Ho notato ultimamente su Facebook un post pubblicato più volte nella sua versione originale che fa riferimento a Robert Kennedy jr. e che già dal titolo fa capire la gravità della notizia riportata. Considerata l'importanza del suo contenuto, ho pensato così di proporne la traduzione.
Di Robert Kennedy jr. ho già parlato in più di un post, come qualcuno ricorderà, tuttavia colgo l'occasione per sottolineare come questo avvocato ambientalista si sia dedicato ormai da anni alla causa che più gli sta a cuore, essendosi subito imposto a livello mondiale come il paladino più impegnato e agguerrito in difesa della nutrita schiera di oppositori contro la dittatura vaccinale.
Vorrei inoltre approfittare per rinnovare l'invito a sostenere la sua fondazione, "Children's Health Defense", che sta facendo davvero tantissimo per informare correttamente chiunque abbia a cuore lo spinoso tema, con notizie anche di cronaca che certamente non si possono trovare altrove (si può fare una libera donazione da questo link). Più numerosi siamo, meno difficile sarà la nostra battaglia.
Ecco dunque la traduzione, che ho cercato di rendere il più possibile fedele al testo originale (disponibile per chi è interessato a questo link):
Robert Kennedy jr. sta portando avanti la sua personale crociata contro la collusione tra Big Pharma e il Governo USA e in questo articolo spiega come quest'ultimo stia privando il pubblico delle giuste informazioni, occultando i dati sulle morti da vaccino allo scopo di proteggere le compagnie farmaceutiche.
Scienziati ed istituzioni cautamente ammettono che i vaccini possono avere effetti indesiderati "proprio come ogni altro farmaco", ma sebbene gli esperti siano poco propensi ad ammettere che queste reazioni avverse possano includere anche la morte, chiunque può andare a cercare nell' U.S. Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) e scoprire che il decesso è una delle possibili conseguenze.
Per esempio dal 1990 al 2010 il VAERS ha ricevuto 1881 denunce di casi di decessi infantili in seguito a vaccinazione, costituendo il 4,8% di tutti gli eventi avversi infantili avvenuti in quel ventennio. Inoltre gli analisti ammettono che il VAERS, in quanto sistema di sorveglianza passivo, è soggetto a sottostimare i dati. Un rapporto federale del 2010 afferma che il VAERS raccoglie solo l'1% dei casi di effetti indesiderati da vaccino che vengono alla cronaca.
A livello internazionale, la comunità per la salute pubblica con a capo l'OMS seguiva un criterio basato su sei categorie per investigare e classificare gli effetti gravi in seguito a immunizzazione, compresa la morte.
In base a ciò gli esperti esaminavano i dati temporali e le possibili ipotesi alternative per stabilire se gli eventi avversi in relazione ai vaccini fossero da considerare "molto verosimili/certi", "probabili", "possibili", "inverosimili", "non relazionabili", "non classificabili". Nel 2013 il Comitato Consultivo Globale per la Sicurezza dei Vaccini dell'OMS scartò questa classificazione apparentemente perché chi la usava a volte trovava difficile differenziare tra le categorie "probabile", "possibile" e "inverosimile". Così l'OMS propose agli esperti di sviluppare un più semplice algoritmo che fosse più prontamente applicabile ai vaccini. Il risultante nuovo sistema a quattro categorie ora invita i team di esperti per la salute pubblica a classificare ogni evento avverso causalmente associato a un vaccino come "consistente", "inconsistente", "indeterminato" o "inclassificabile". Nonostante l'apparente logica dell'uso dell'algoritmo, il risultato finale dell'investigazione dipende dal giudizio di chi esamina il caso, specialmente quando il processo produce risposte sia consistenti che inconsistenti riguardo l'associazione causale con l'immunizzazione. Nel 2017 in una lettera all' Indian Journal of Medical Ethics la d.ssa Jacob Puliyel, pediatra e membro dell'India’s National Technical Advisory Group on Immunization, e Anant Phadke, un membro esecutivo dell'All India Drug Action Network, sollevarono importanti obiezioni sul metodo rivisto. Essi descrivono una situazione orwelliana in cui è pressochè impossibile classificare un decesso post-vaccino come causato da quest'ultimo. Ciò è dovuto al fatto che l'algoritmo non consente a chi lo usa di classificare una reazione avversa come "consistente" per quanto riguarda la sua associazione col vaccino, a meno che non ci sia evidenza di un incremento statisticamente significativo delle morti causate dal vaccino nella fase III dei test clinici. Comunque, per definizione, qualsiasi vaccino che si sia dimostrato non sicuro nella fase III delle prove non può procedere alla fase IV (licenza e sorveglianza post-commercializzazione). Il risultato dei contorti requisiti di questo algoritmo è che ogni decesso che avvenga dopo la licenza sia classificato come "coincidentale" o "inclassificabile". La d.ssa Puliyel e Phadke descrivono ciò che è accaduto in India quando la Commissione Nazionale per gli Eventi Avversi riportò 132 casi gravi tra il 2012 e il 2016, inclusi 54  decessi infantili in seguito a somministrazione di un vaccino pentavalente contro difterite, tetano, pertosse, epatite B ed infezioni da haemophilus influentiae. Per i bambini sopravvissuti all'ospedalizzazione la commissione classificò tre quinti (47/78) dei casi avversi come causalmente relazionati coi vaccini (col 47% degli incidenti considerati come "associati al prodotto" e il 13% come "dovuti ad errore"), ma considerò pressoché la totalità dei casi di morte (52/54) come coincidenze (54%) o inclassificabili (43%), nonostante la crescente evidenza che i vaccini penta ed esavalenti stanno facendo aumentare il numero di morti improvvise negli infanti. I medici che ingenuamente accettano i rapporti tendenziosi sulla sicurezza dei vaccini stanno perdendo credibilità da parte del pubblico e mettendo in pericolo la salute pubblica. L'assurdità e la negligenza inerenti all'ultima, soggettiva lista di controllo dell'OMS non è sfuggita all'attenzione di altri in India e altrove. In una serie di commenti pubblicati sul giornale "Vaccine" in risposta alla pubblicazione delle regole riviste nel 2013, alcuni commentatori risposero con le seguenti mordaci osservazioni: - Perfino se un bambino sano muore entro pochi minuti dopo la somministrazione di un vaccino, e non c'è alcuna spiegazione alternativa all'incidente, i poteri possono facilmente dichiarare la morte come coincidenza, e non in relazione col vaccino, grazie alle nuove norme. Questa è "scienza" pericolosa! - Fra le 20 voci della lista di controllo non meno di 15 (il 75%) sono dedicate a confutare una causalità indotta da vaccino. Dopo tutto, come confessano gli autori con sconcertante ingenuità, il punto importante è 'mantenere la fiducia del pubblico nei programmi di immunizzazione'. - La gente capisce che non ci sono vere coincidenze, ma solo eventi che vengono fatti apparire casuali sia per una genuina mancanza di comprensione dei fatti generali che hanno portato alla ''coincidenza'' riportata, sia per una deliberata omissione degli stessi, incluso quando degli eventi che hanno come esito la morte vengono fatti scomparire. - Sembra che gli enormi affari nell'industria dei vaccini influenzino la scienza e che si stiano sviluppando tutti i modi possibili per promuovere questo business a scapito di vite umane. Optare per uno strumento di sicurezza meno efficace non è solo illogico, ma molto rischioso per i bambini di tutto il mondo. Sfortunatamente molti fautori dei vaccini sembrano più interessati a fare incetta di "misconcezioni" e di "errate conclusioni su causa ed effetto" di quanto lo siano nel prevenire ed identificare gli eventi avversi seguenti la vaccinazione. Il risultato, come la d.ssa Puliyel fa notare, è che i medici che ingenuamente credono ai rapporti tendenziosi sulla sicurezza dei vaccini stanno perdendo credibilità presso il pubblico e mettendo in pericolo la salute pubblica.
Michele Nardella

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