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Robin Williams, Steve Jobs e gli altri: segna Ramsey, muore…

Creato il 12 agosto 2014 da Aplusk

11083291404_456aeef116_zNon è la prima volta che in Inghilterra fanno notare questa macabra quanto curiosa coincidenza. Quando segna Aaron Ramsey, qualcuno di importante e famoso ci lascia le penne.
Su facebook girano pagine di questo tenore “Evitare un gol di Aaron Ramsey equivale a salvare la vita di qualcuno”. Munitevi di ferro, cornini e quant’altro se preferite, ma la lista dei malcapitati a poche ore da una rete del centrocampista dell’Arsenal continua ad allungarsi. E i bookmakers quotano addirittura i suoi gol “maledetti”. L’ultima pagina viene scritta durante il Community Schield vinto dalla squadra di Wenger contro il Manchester City. Ramsey migliore in campo e trascinatore della squadra. Sembrava tutto tranquillo, ma è arrivata la drammatica notizia della morte di Robin Williams. E sono iniziate nuovamente le chiacchiere.

Quella che in Oltremanica definiscono la maledizione di Ramsey è nata qualche anno fa dopo il grave infortunio che l’ha tenuto lontano dai campi per diversi mesi: tibia e perone fratturati, era il 2010. Sono passati circa 4 anni e la “maledizione” sembra non volersi arrestare. Il primo maggio di tre anni fa Aaron Ramsey mette a segno un gol contro il Manchester United. Il giorno dopo si diffonde la clamorosa notizia della cattura e uccisione di Osama Bin laden.

Coincidenza? Certo che sì. Il 5 ottobre del 2011 muore anche il visionario fondatore della Apple, Steve Jobs, ed è una notizia che fa subito il giro del mondo. I giornalisti inglesi collegano i puntini: Ramsey ha segnato contro il Tottenham 72 ore prima. Porta sfiga? In molti iniziano a pensarlo, intasano i forum, inondano i social network. Ignoriamo come possa aver preso questo “rumore” fastidioso il talentuoso calciatore dei Gunners, che ogni volta che la mette dentro si vede collegare le reti alla morte di qualcuno. Alcune celebrità ne hanno fatto un’ossessione di simili storie e non si sono mai riprese. Va bene scherzare, ma attenzione alle conseguenze.

Nel 2011, sempre ad ottobre, scompare Mu’ammar Gheddafi, poche ore prima Ramsey aveva messo il pallone in rete contro il Marsiglia.

Nel 2012, prima la morte della cantante Whitney Houston a poche ore da un gol del centrocampista al Sunderland, durante una normale gara di Premier League; poi, arrivano le due reti rifilate al Cardiff City giusto poche ore dopo la tragica morte dell’attore Paul Walker. E, ora, Robin Williams.


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