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ROGUE ONE - A STAR WARS STORY di Gareth Edwards (2016)

Creato il 15 dicembre 2016 da Ifilms
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Scritto da Valeria Morini
Categoria: Recensioni film in sala
Pubblicato: 15 Dicembre 2016
Felicity Jones   Star Wars   Rogue One   Gareth Edwards  

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Tradizione e rinnovamento. Il solco in cui si innestava un anno fa Il risveglio della Forza è percorso anche da Rogue One, primo film antologico della saga di Star Wars che introduce la novità dello spin off cinematografico nel mega-progetto Disney/LucasFilm (ne vedremo un altro paio da qui al 2020), raccontando la già (parzialmente) nota missione per rubare i piani della Morte Nera da parte di un gruppo di ribelli. Siamo così a una manciata di giorni prima di Una nuova speranza, che 39 anni fa aprì la saga sci-fi più celebre e amata di tutti i tempi. Al centro, una nuova eroina femminile che dopo Leia e Rey conferma la centralità delle donne nell’universo creato da George Lucas, l’impetuosa ribelle per caso Jyn Erso interpretata dalla lanciatissima Felicity Jones, che si circonda di comprimari di lusso (Diego Luna, Forest Whitaker, Mads Mikkelsen, Donnie Yen) e volti già noti (Jimmy Smits e Genevieve O'Reilly riprendono i vecchi ruoli di Bail Organa e Mon Mothma dalla seconda trilogia), oltre alla special guest star attesa con più ansia: Darth Vader, protagonista di un breve ma importante cameo e nuovamente doppiato da James Earl Jones in originale.

Non era un’impresa facile confrontarsi con il modello-monstre del primo Guerre stellari né con il revival di J.J. Abrams uscito appena dodici mesi fa. Gareth Edwards (solido mestierante con alle spalle un esordio cult come Monsters e l’ultimo Godzilla) vince la scommessa non del tutto ma almeno in parte, confezionando un prodotto densissimo, sin troppo lungo (sarebbe stato più efficace se asciugato di una ventina di minuti), ma complessivamente, e al netto di alcune imperfezioni, riuscito e affascinante. Così, se da una parte Rogue One getta all’aria elementi canonici imprescindibili (addio ai tanto amati titoli di testa, con Michael Giacchino che sostituisce in colonna sonora un John Williams troppo impegnato con Episodio VIII e recupera i temi musicali classici senza particolari personalismi) dall’altra il film si situa con una precisione filologica certosina nello spazio-tempo di Una nuova speranza, riprodotto meticolosamente in ogni frame, dai costumi a mezzi e armi, con comparsate fulminanti di personaggi ed elementi della prima trilogia e persino il “miracoloso” – per quanto discutibile – ritorno di ben noti personaggi grazie alla CGI.

Laddove Abrams, con lo sguardo infantile e sognante del fan, ci portava per mano in un grande spettacolo fantasy, Edwards torna in tutti i sensi alle origini, rifacendosi a buona parte dell’immaginario cinematografico che stava alla base di Una nuova speranza: l’omaggio a Sentieri Selvaggi (il prologo appare con vero e proprio remake di quello del classico fordiano) e al cinema orientale nell’accoppiata Donnie Yen-Wen Jiang, cui si aggiunge il riferimento a tutto il grande cinema bellico americano. Nell’avventura di un gruppo di protagonisti che sembrano usciti da un western o da La sporca dozzina (c’è anche un droide che sta agli antipodi dei simpatici robottini visti finora), Edwards confeziona un roboante blockbuster che è prima di tutto un war movie, fedelmente vicino al concetto lucasiano di "Used Universe" - la fantascienza sporca e anti-patinata della trilogia originale - ma al contempo violento, adulto e disincantato come mai era stata la saga finora, con la proposizione di un’Alleanza ribelle capace di atti esecrabili in nome della giusta causa e un riferimento nemmeno troppo velato alle guerre odierne. Un’impostazione che fa presa sullo spettatore e, insieme all’indubbia qualità tecnica delle grandiose scene di battaglia, fa perdonare la sceneggiatura a tratti claudicante, i personaggi azzeccati ma meritevoli di maggiore approfondimento, la scelta dell’inquadratura finale che lascia un po’ basiti. Soprattutto, Rogue One ci solleva ancora una volta dalla noiosa vita quotidiana per trasportarci nella galassia lontana lontana con due certezze. La prima: Star Wars è e resterà sempre anzitutto un’epopea di padri e figli(e), di famiglie spezzate e amicizie incrollabili, di inni alla libertà contro l’oscurantismo e l’oppressione. La seconda: l’Impero sarà anche pieno di villain di crudeltà inaudita, ma Darth Vader, oggi come nel 1977, non lo batte nessuno.

Voto: 2,5/4


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