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Roma: la satira non abita più qui – Un sonetto di Jena Camuna

Creato il 13 ottobre 2015 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali

untitledLa statua di Pasquino langue muta,
non scocca più satiriche frecciate.
Dei Belli l’ironia feroce e arguta
s’è estinta, e le Eccellenze sono grate.

Né quella di Trilussa sbircia astuta
dove piazzare rime più garbate
onde schivar la Legge nerboruta
del Fascio e delle sue manganellate.

Purtroppo oggi è così, non ci si scappa,
son tempi che nemmeno più il letame
dà fiori, ma sintetici diamanti.

Chi scrive lo fa solo per la pappa
e sbava sulle fogne del Reame.
Oggi, i Flaiani graffiano coi guanti.


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