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Roma, Marino trascrive i primi 16 matrimoni gay: “Si parla di amore”. Per Alfano il sindaco “sta firmando autografi”

Creato il 18 ottobre 2014 da Stivalepensante @StivalePensante

“Come si fa a non chiamarlo amore?”. Così il sindaco di Roma Ignazio Marino in un tweet accompagnato dall’hashtag #romatrascrive. Il primo cittadino ha infatti trascritto nel registro comunale della Capitale i matrimoni celebrati all’estero di 16 coppie omosessuali.

(ansa.it)

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Le trascrizioni dei matrimoni celebrati all’estero di alcune coppie omosessuali. La prima trascrizione, tra gli applausi, è stata quella di Marilena e Laura, che si sono sposate a Barcellona nel 2009 e stanno insieme da 18 anni. “Oggi è davvero una giornata di grandissima civiltà e di rispetto per le nostre vite e la nostra famiglia, è una giornata storica”, hanno detto. ”La nostra bimba Lara ha tre anni e l’abbiamo avuta tramite quella che si chiama gestazioni per altri”, raccontano Francesco Paolo Di Mille e Luca Possenti, sposati in Canada tre anni fa, spiegando che “Lara ha due papà e non possiamo più aspettare: dobbiamo essere riconosciuti come genitori anche in Italia”. Per il portavoce del Gay Center Fabrizio Marrazzo, che espone un cartello in piazza del Campidoglio per sostenere la campagna #dimettiamoAlfano, “questa per Roma e per la politica italiana è una giornata storica”. L’iniziativa, partita nei giorni scorsi sui social network, chiede le dimissioni del ministro dell’Interno dopo la circolare ai prefetti per annullare le trascrizioni dei matrimoni gay.

Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, appresa la notizia dell’avvenuta trascrizione dei matrimoni gay, ha comunicato che inviterà immediatamente il sindaco alla cancellazione di tali trascrizioni. “Se non dovesse procedervi – sottolinea la prefettura -provvederà all’annullamento delle stesse secondo le prescrizioni di legge”.

Per “Roma Sette”, settimanale della diocesi di Roma in edicola con “Avvenire”, pura demagogia “sono altre le priorità”. Di “scelta ideologica, che certifica un affronto istituzionale senza precedenti” basato su una “mistificazione sostenuta a livello mediatico e politico” scrive in un editoriale Angelo Zema, responsabile di “Roma Sette”, settimanale della diocesi di Roma in edicola domenica con “Avvenire”. L’editoriale parla di scelte “illegittime” in un “contesto dal tono hollywoodiano” e “dal chiaro sapore demagogico. La vita della città – prosegue il responsabile del settimanale diocesano – chiama ad altre urgenze reali. C’è un bene collettivo da promuovere a ogni costo, specialmente in questo tempo di crisi morale e economica. Una provocazione come quella del sindaco Marino resta un mero vessillo dell’ideologia sul Campidoglio. Una ferita alla città e alla legge che non serve a niente e a nessuno”.

Da social a social, su Facebook il ministro dell’Interno Angelino Alfano risponde al sindaco. ”Marino ha firmato trascrizioni per nozze gay. Ribadisco: per l’attuale legge italiana, ciò non è possibile. La firma di Marino non può sostituire la legge. In pratica, il sindaco Marino ha fatto il proprio autografo a queste, peraltro rispettabilissime, coppie” E al Campidoglio scende in piazza anche l’ex deputata di Ncd Roberta Angelilli che si appella all’articolo 29 della Costituzione. Diversi i militanti di “Prima l’Italia”, “Ncd” e “Fratelli d’Italia” che hanno espresso il loro dissenso alla decisione del sindaco. “Hanno bloccato il Campidoglio per un atto incostituzionale – hanno detto -. I gay non li vogliamo. Ricordiamo a Marino quali sono i doveri di un sindaco”, recitano alcuni cartelli, tra cui “No alle unioni civili” e “La vostra cultura è contro natura”. (ADNKRONOS)


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