Roma-Napoli, la mamma di Ciro lancia un appello: “Che sia una festa”

Creato il 01 aprile 2015 da Rodolfo Monacelli @CorrettaInforma

Sabato si giocherà Roma-Napoli e la mente ritorna a quel sciagurato 2 Maggio quando Ciro Esposito, in procinto di andare a vedere il suo Napoli giocarsi la finale di Coppa Italia contro la Fiorentina, rimase ucciso da un colpo di pistola sparato da Daniele De Santis.

Ancora oggi il ricordo del ragazzo è ancora vivo e tutti sperano che quella di sabato possa essere una partita dove ci sia spazio solo per il calcio giocato e non per l’ odio, così come vorrebbe la madre di Ciro, Antonella Leardi: “ Il calcio è uno sport, e come tale deve essere vissuto con felicità ed entusiasmo. Deve unire e non dividere. Questa della violenza è una battaglia che dobbiamo vincere tramite l’amore affinchè tutti possano andare allo stadio sereni”.

Una speranza quella della donna affinchè non avvengano più tragedie come quella capitata a suo figlio: “ Mi manca ogni giorno di più, ma il sostegno ricevuto dai tifosi è stato qualcosa di meraviglioso. Non solo da parte di quelli napoletani, ma anche da tifosi di tutta Italia, che continuano a dirmi di farmi forza e andare avanti. Spero che la sua non sia stata una morte inutile”.

Inoltre la signora Leardi si è detta dispiaciuta del fatto che i tifosi partenopei non potranno seguire la propria squadra in trasferta: “ Trasferta vietata ai tifosi del Napoli? Sicuramente si tratta di una sconfitta, specialmente per quella frangia di tifosi che va allo stadio solo per divertirsi e non per dare libero sfogo alle proprie frustrazioni”.

Nonostante tutto c’è ancora chi pensa che la donna stia sfruttando la morte del figlio per guadagnarci. E’ di questo avviso Emanuela Florino, esponente di CasaPound Napoli, che in un post su Facebook è andata contro la madre di Ciro, presente nella pancia dello Stadio Olimpico di Roma per presentare il suo libro “Ciro Vive”. La donna ha così scritto: “ Sono queste le cose che mi fanno venire il voltastomaco. Un libro per lucrare sulla morte del figlio: che gente”.


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