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Roma, parla Monchi: “La squadra e i tifosi insieme per la finale”

Creato il 30 aprile 2018 da Agentianonimi
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A due giorni dal big match contro il Liverpool, Monchi rilascia una lunga intervista a “Il Romanista” dove parla a tutto tondo della situazione attuale della Roma. Partendo dal tifoso del Liverpool vittima degli scontri dell’andata, passando per un incitamento ai suoi nel tentativo di scrivere la storia e per finire poi con il pensiero sull’esperienza italiana.

Prima di tutto mi piacerebbe parlare di Sean Cox, dando continuità a quello che ha detto Pallotta. Il calcio e la vita sono due cose diverse in questo caso, io sono molto cattolico e prego per lui e la sua famiglia. Siamo esseri umani, spero che lui possa tornare a tifare per la sua squadra” le prime parole del ds sono dedicate al tifoso red, vittima degli scontri dell’andata. Sul comunicato della Curva Sud volto ad incitare tutti i suoi tifosi dice: “Ho letto il comunicato della curva, so che non è nemmeno una cosa così solita: siamo di fronte a una partita unica. La storia di questa società dice che solo due volte c’è stata questa possibilità. Nell’84 e ora. E questo è il momento ti dimenticare qualunque cosa e tifare per la squadra. I ragazzi della Sud hanno detto che devono portare bandiere e voce. Io dico di più, mi piacerebbe che Roma fosse colorata di giallorosso già oggi”. Alla domanda di come vorrebbe vedere i tifosi giallorossi in vista di mercoledì risponde: “Che tutti tifosi romanisti esponessero le bandiere sul balcone e facessero capire al mondo che Roma tifa per la Roma, in questo momento in cui si parla di violenza facciamo capire che il tifoso della Roma non è violento. È il momento di essere uniti. Battere il Liverpool è più difficile che battere il Barcellona. Non esiste domani, finisce tutto mercoledì, non dobbiamo lasciare dentro niente. Ogni nonno, nipote, figlio, padre, madre: mercoledì giocano tutti; io ho avuto la fortuna di vincere tanto a Siviglia ma mai avevo sognato di arrivare in finale di Champions. Lo dicevo a mia moglie: ho sognato tante cose e tante ne ho realizzate, ma nella mia testa non c’è mai stata la finale di Champions, dobbiamo essere convinti di poterlo fare perché così è più facile farlo”. Il direttore sportivo Monchi ha usato anche Twitter per diffondere questo messaggio, è molto attivo sui social dai tempi di Siviglia. Poi gli viene chiesto un parere sul piano sicurezza in vista della sfida di mercoledì visto ciò che è successo a Liverpool: “Credo che in quanto a sicurezza si stia facendo tutto ciò che serve. Se questa situazione può pesare sull’arbitraggio? Spero di no, ho sempre creduto nell’autonomia degli arbitri. Penso che dentro ogni calciatore ci sia un po’ di preoccupazione dopo gli incidenti dell’andata. Loro di fondo vogliono solo fare calcio”. Poi il pensiero sull’allenatore della Roma: “Di Francesco? È difficile trovarlo fuori strada, fuori da se stesso. Io sono un po’ più maniacale, forse così è nato il nostro rapporto. Io a volte sono un po’ più caldo. Vengo dal sud della Spagna ma anche qui fa caldo… Mi piace Di Francesco, da questo punto di vista non lo conoscevo”. Infine Monchi si sofferma sulla sua esperienza a Roma: “Ho ancora tanto da imparare, sono un tifoso del Siviglia ma oggi tifo Roma. Me lo immaginavo più o meno così, sapevo che era una piazza calda ma non conoscevo la dimensione. Le ripercussioni che ci sono qui non le conoscevo. Si lavora all’aria aperta, alla luce del sole, può essere una cosa buona ma anche negativa e questo l’ho capito con il tempo. Ho dovuto cercare il Monchi che serviva alla Roma, quello di Siviglia forse non serve. Mi sono abituato anche se non è stato facile sapere che qualunque cosa fai scontenti qualcuno. Mi è servito del tempo per far capire che non ero matto. Io forse sono erede un po’ di Bilardo. Sono maniaco dei dettagli e su alcune cose tanti poi mi hanno dato ragione. Vale anche per lo spogliatoio, i magazzinieri, i fisioterapisti. Ci sono cose in cui credo, gli striscioni di sabato non portano i gol ma la somma di cose piccole porta a cose grandi”. Questi gli stralci principali dell’intervista di un direttore sportivo che sta vivendo una prima stagione importante sulla piazza giallorossa e che sogna qualcosa di sorprendente, Monchi ci crede e vuole che tutti i tifosi lo seguano. Appuntamento a mercoledì per la partita più importante della storia recente della Roma.

Biagio Rocchi

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