I celebri tessuti elasticizzati dei suoi abiti, così non serve stirarli, in questa linea pret-a-porter sposano lo stile anni Cinquanta con silhouette sottolineate e forme esaltate da linee fascianti o valorizzare nei punti di forza da gonne a ruota o giochi grafici essenziali. Tanto nero ma con molte concessioni al colore, in particolare è il rosa a farla da padrone dalle nuance più tenui alle più intense. Intarsi di velluto e pizzo, sempre elasticizzati, Ispirazione Fifties anche per le scarpe, realizzate da un altro marchio fiorentino NR/Rapisardi: decollete colorate e sexy, ballerine, essenziali o ingentilite da un fiocco sulla punta.
Gran finale di sfilata con Chiara e tutte le sue modelle a camminare in mezzo a uno splendido prato di peonie, tra stelle filanti e il caloroso applauso del pubblico. In prima fila ad applaudire la Boni c’erano molte nobili fiorentine, lo stilista Ermanno Scervino, la cantante Malika Ayane, tutto lo stato maggiore di Pitti Immagine, giornalisti, buyers e anche gli amici di Facebook di Chiara. La stilista aveva permesso l’iscrizione alla sfilata, attraverso il social network a un gruppo dei suoi fedelissimi su Faccialibro. Moda democratica davvero sotto ogni punto di vista.
Quello proposto a Pitti è davvero un guardaroba che sta bene a tutte: alle magre come alle donne curvy. Non a caso, il mercato americano ha aperto le sue porte a Chiara Boni. La Petite Robe sarà in 80 corner nelle boutique Neiman Marcus e in ogni mega department store , da New York a Los Angeles.