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Roma:un programma di formazione missionaria alla Gregoriana in risposta alle sfide mondiali del pluralismo religioso e culturale

Creato il 12 luglio 2019 da Marianna06

Rispondere alle sfide che i vari contesti di pluralismo religioso e culturale pongono alla fede alla missione della Chiesa, attraverso un “rinnovamento teologico, intellettuale e spirituale”: così padre Brayn Lobo SJ, Decano della Facoltà di Missiologia alla Pontificia Università Gregoriana spiega all’Agenzia Fides le motivazioni che hanno spinto a creare un programma di aggiornamento per missionari. “Abbiamo cercato di capire quali potessero essere le necessità e le sfide che la nostra facoltà potesse affrontare”, riferisce a Fides il docente. “Ascoltando in questi anni le richieste di molti missionari di poter seguire un breve corso di formazione, abbiamo dato vita a questo progetto”, che ben si accorda allo spirito con cui Papa Francesco ha annunciato il Mese Missionario Straordinario, per l’ottobre 2019. “Molti dei missionari sono solo di passaggio e non possono iscriversi ai corsi universitari, perché sono in italiano e loro non hanno il tempo per studiarlo”, rileva p. Lobo. “Quindi - prosegue - abbiamo pensato questo programma di aggiornamento per missionari in lingua inglese, con lo scopo di contribuire a dare nuovo slancio alla loro opera pastorale”. 
Il programma di aggiornamento inizierà con il prossimo anno accademico, 2019-2020. Le iscrizioni sono aperte e si chiuderanno il 17 dicembre 2019. 
“Durante le lezioni, che saranno distribuite su un semestre, ci saranno approfondimenti pastorali sulla spiritualità, sul rapporto tra annuncio e dialogo, sulla comunicazione, la nuova evangelizzazione, la globalizzazione, l’interculturalità e il fondamentalismo religioso: tutte tematiche che rappresentano i nuovi campi d’azione missionaria”, spiega padre Bryan.
Una caratteristica propria dell’essere missionari oggi, è di quella di “essere fonte d’ispirazione per gli altri, che siano singoli, piccoli gruppi, istituzioni religiose o civili. Questo richiede consapevolezza e spirito di servizio, affermando la fedeltà a Dio e all’umano, attenti alle sfide sociali odierne”, rileva il Decano. “Attualmente – sostiene – stiamo assistendo a uno sviluppo della prospettiva tradizionale della missio ad gentes in stretta connessione con quella inter gentes, che sta proiettando la Chiesa verso una dimensione maggiormente aperta al prossimo, in uscita. Il nostro obiettivo è formare persone non solo capaci di assumersi la responsabilità di guidare una comunità, ma anche di seguire un modello evangelico nel farlo”. 
Fra le altre iniziative legate alla didattica, padre Lobo indica anche seminari e workshop centrati su singoli approfondimenti tematici. Sono previste visite a importanti siti archeologici e religiosi inerenti alla missione della Chiesa. Alla fine delle lezioni è stato programmato, inoltre, un pellegrinaggio a Gerusalemme: “A giugno del prossimo anno - dice in conclusione - andremo a visitare i luoghi della Terra santa, li dove è iniziata la missione cristiana, Duemila anni fa. Per tutti partecipanti sarà un’occasione di arricchimento spirituale, di preghiera e di riflessione e servirà a dare un impulso forte alla loro opera missionaria”. (Fonte Agenzia Fides)

 a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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