Rosario Esposito La Rossa: ” Al di là della neve”

Creato il 27 marzo 2014 da Annalina55

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Sat, 22 Mar 2014 20:42:04 GMT
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Rosario Esposito La Rossa

“Avevi ventidue anni ed eri la centoquattordicesima vittima di camorra dall’inizio dell’anno.”

“Al di là della neve”, è la storia di Scampia. La storia  di Rosario Esposito La Rossa.

Non giunge neanche a metà del libro, il primo pugno allo stomaco per quelle parole semplicemente troppo vere. Rosario Esposito La Rossa, fondatore dell’associazione Vo.di.Sca (“Voci di Scampia”)e “La fabbrica dei pizzini della legalità”, è cresciuto quì, a Scampia, tra “questi ghetti che intrappolano e marchiano”, in quel luogo che sembra ormai dimenticato, cancellato, abbandonato a se stesso; un luogo, nella provincia di Napoli. “Napoli, la città sotto assedio militare e, nonostante ciò, la città con il maggior numero di morti ammazzati l’anno”.

Il libro è dedicato ad Antonio Landieri, vittima di camorra, e cugino dell’autore, ammazzato il 6 novembre del 2004.

Ed eccoli qui, ventisette brevi racconti ambientati tra le vele, la ciampa, le case dei puffi, in cui i protagonisti sono bambini, che di bambino hanno solo il sorriso, e adolescenti come Luca a cui “piacevano le scorciatoie, poca fatica e tanti soldi”. Una parola dietro l’altra, e quella rabbia, che fuoriesce da un inutile tentativo di resistere, perchè “narrare è resistere” come sostiene Joao Guimaraes Rosa. Ma quella rabbia forse non è inutile, forse è quel mezzo, l’unico, ancora capace di non arrendersi, di farci restare aggrappati ai sogni. E poi suoni, spari, mitragliette, la vita di tutti i giorni per chi, pur non avendolo scelto, ama ancora quel luogo che brucia. “Nessuno può spegnere quell’incendio, è fuoco di camorra che brucia silenzioso a Scampia. E’ fuoco di chi brucia senza urlare, di chi non ha più gli occhi per guardare, non è un fuoco qualsiasi. E’ fuoco che uccide, che spaventa, che divora… fuoco di chi comanda.”

E, tra quelle pagine, arriva un istante di pura speranza. Perchè Scampia non è solo questo. Paura, dolore, crudeltà, morti ammazzati, innocenti senza via di scampo. No. Non può e non deve essere solo questo. “Ha capito il giovane ventenne, meglio i tubi del cesso che una pallottola in petto. I soldi in tasca puzzano di morte, i sonni tranquilli sono finiti.”

Ogni pagina, ogni parola, da voce ad un silenzio troppo grande da poter accettare. Non lui, non loro, non chi è cresciuto in un quartiere che ama e che la camorra continua a distruggere. Perchè il silenzio è la loro legge, non la nostra.

“Al di là della neve” (edito da Marotta&Cafiero nel 2007) è un libro da far leggere nelle scuole, nei licei, nelle università e magari anche a qualche politico che crede che il Sud con la maggior parte della gente che è onesta e coraggiosa, sia solo una palla al piede per il Nord e non una risorsa per l’intero Paese.

Bisogna superare certi pregiudizi e i soliti cliché  culturali se si vuole davvero provare a cambiare le cose, partendo magari da un esame di coscienza  da parte della classe  politica.


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