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Rotterdam: Dalla plastica, un’isola verde per la città!

Creato il 31 luglio 2018 da Deboramorano @DeboraMorano

Rotterdam: Dalla plastica, un’isola verde per la città!

Per far fronte all’inquinamento da plastica nel Mare del Nord, i ragazzi della no profit Recycled Island Foundation, hanno tirato via 9mila chili di detriti di plastica dai fiumi, in 18 mesi, riciclandoli e trasformandoli in un parco galleggiante, il Recycled Park, che potrebbe contribuire a salvare l’ecosistema fluviale cittadino.

Ramon Knoester, coordinatore del team, ha spiegato che il progetto è durato cinque anni, e ha coinvolto sia gli studenti dell’Università di Rotterdam, che Comune, governo e dozzine di sponsor.

Per prima cosa sono state realizzate delle trappole.
Tre speciali piattaforme fluttuanti, costate 50 mila euro l’una, in grado di fungere da filtri, piazzate dai volontari in posizioni strategiche sull’importante fiume Mosa, 950 chilometri d’acqua che scorrono dalla Francia sino ai Paesi Bassi.

Le piattaforme hanno bloccato grandi quantità di bottiglie, sacchetti, contenitori per detersivi e pezzi di polimeri di ogni tipo. La plastica catturata, grazie all’aiuto dei giovani ricercatori dell’università di Wageningen, è stata poi trasformata in grandi blocchi esagonali, da due metri per lato, unibili fra loro tramite bulloni in un sistema a “nido d’ape”, come fossero mattoncini di Lego.

Per la parte superiore della piattaforma, ad esempio, è stata utilizzata una pellicola profilata di polistirolo; per il corpo centrale – dovendo galleggiare – polistirolo espanso, polipropilene per la scocca e infine, per la parte a contatto con l’acqua, una struttura ruvida ottenuta con altri polimeri.

I primi di luglio queste isole esagonali green sono state piazzate sul fiume Nieuwe Maas dando vita agli iniziali 140 metri quadri (in totale saranno 1500) del primo parco galleggiante cittadino.

Attraverso questo processo, i detriti sono diventati strutture che potranno fungere da panchine o luoghi di incontro per le persone, ma anche da “case” per preservare l’ecosistema.
Knoester ha spiegato inoltre che sono state piantate, negli esagoni, diverse specie di piante e fiori in grado di attrarre api e insetti, mentre nel lato subacqueo, tramite uno speciale materiale ruvido, i pesci potranno trovare punti in cui deporre le uova. Secondo gli ideatori contribuiranno a mantenere la biodiversità del fiume e fungeranno da riparo per microrganismi, uccelli, alghe, larve, lumache.

Se questo prototipo funzionerà, potrà essere replicato ovunque.

In Indonesia, ad Ambon, il team olandese sta già piazzando nuove trappole per cominciare a inghiottire rifiuti. Ad agosto invece toccherà a Bruxelles e poi ad Amsterdam.

(Fonte: http://www.repubblica.it)


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